Massimo Verme, GerrisBoats: "Il nostro sogno? Volare sull’acqua con i piedi ben piantati a terra"

Redazione BacktoWork 20/06/2022

Un nuovo modo di concepire lo stare in mare. Ipertecnologica, ma anche green e accessibile, sicura e adatta a diverse tipologie di impiego. Ecco come si è formata l’idea “disruptive” alla base della startup Gerrisboats

Foiling, volare sull’acqua, per mezzo di ali, con scafi mobili che ne sfiorano la superficie e che, come in una metamorfosi, variano forma e funzione della carena.
È un sogno che si ispira alla natura, al gerride (gerris in inglese), l’insetto che magicamente pattina sull’acqua e che oggi trova in GerrisBoats declinazioni concrete. Proprio così: nella vita reale.

Ed è anche il sogno di due alumni della facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova, Massimo Verme e Roberto Rossi. Dopo 25 anni di carriera professionale e manageriale (tecnico e manager industriale Rossi, progettista navale Verme), i due si ritrovano nel 2020 a lavorare assieme su un progetto sfidante: sviluppare una flotta di water taxi elettrici di nuova generazione: devono pensare a qualcosa di realmente innovativo, non una comune barca elettrica o foiling.

Partono dunque da uno scafo foiling ibrido, chiamato HYSWAS o Aliswath, sul quale Rossi aveva già lavorato, ottimale per velocità più basse e per la sua elevata portata. Devono migliorarlo e adattarlo alle particolarità dell’uso.
Aliswath si evolve dunque in Gerris, lo scafo che pattina sull’acqua, dove i pattini sono piccoli scafi laterali mobili sui quali la piattaforma sovrastante si appoggia, e ha la possibilità di alzarsi e abbassarsi, aumentando l’accessibilità, diminuendo il pescaggio e stabilizzando rollio e beccheggio.

Il resto fa parte di una storia recente che lasciamo raccontare a uno dei due fondatori di Gerris Boats.

Ing. Verme, potrebbe descrivere in termini molto semplici che cos'è e com'è fatto uno scafo Gerris e le varie tipologie del siluro propulsivo che vi sottende?

In estrema sintesi è uno scafo con un siluro sommerso e due ali, una a prua e una a poppa, che "vola" a velocità più bassa rispetto ai comuni foil, in virtù del contributo alla spinta data dal siluro stesso. Quest'ultimo è telescopico per ridurre l'altezza totale dello scafo in posizione ritratta (può essere stivato come un normale tender a bordo di uno yacht).

I piccoli scafi di cui sopra completano le feature della piattaforma, che dunque è, di fatto, un catamarano (o trimarano) foiling. Questa configurazione consente dunque di navigare a bassa generazione d’onda e basso consumo energetico a tutte le velocità.

Quali sono gli elementi chiave, tecnologici e non, che stanno alla base della piattaforma?

I punti chiave sono due: il controllo del volo (gli aliscafi ad ala completamente immersa, più efficiente, sono instabili per natura e vanno controllati elettronicamente), e le movimentazioni degli scafi laterali, anch'essi da regolarsi elettronicamente in altezza, sia per la stabilizzazione da fermi, sia in volo, anche per consentire loro di fungere da dispositivo di ammaraggio di sicurezza in caso di avaria del primo.

Si tratta di caratteristiche uniche nel panorama foiling.

Come si arriva a progettare un'imbarcazione con queste caratteristiche all'avanguardia?

Parafrasando Edison direi 1 per cento ispirazione, 99 per cento traspirazione... Inoltre siamo stati fortunati a riunire nel nostro percorso professionale tutti i temi che ci sono serviti: aliscafi, stabilizzazione (abbiamo altri brevetti in tema), compositi, movimentazioni, meccanica, simulazione: connecting dots, ora li stiamo mettendo in pratica.

Com’è avvenuta la fase di prototipazione? E quanto è durata?

È tuttora in corso: abbiamo costruito un primo modello per prove in autopropulsione di circa 2 metri di lunghezza e stiamo costruendo GerrisMoto, di circa 4 metri, non solo per esporre una maquette ma per effettuare delle prove sul sistema di controllo del volo.

Inoltre, stiamo progettando GerrisTender che andrà in costruzione a settembre e riusciremo a testare agli inizi del nuovo anno.

GerrisBoats

La piattaforma scafo modulare dedicata alle acque interne

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Negli ultimi tempi, avete avuto problemi di approvvigionamento di materie prime?

Si, alcune componenti elettriche ed elettroniche (per esempio gli attuatori delle ali di GerrisMoto) sono in ritardo di qualche settimana.

Come fa un'azienda del vostro settore a fare ricerca e sviluppo?

Con la passione e, per ora, in massima parte con il nostro autofinanziamento. Non abbiamo aspettato fondi né finanziamenti. Siamo partiti con aumento di capitale da 100 mila euro credendo nell'idea e cercando di dimostrarne le funzionalità in concreto e non soltanto attraverso dei rendering. Contiamo che questo venga percepito ed apprezzato.

Quali driver rendono GerrisBoats un prodotto figlio di questi tempi di transizione energetica?

L'efficienza a velocità ridotta (maggiore di una carena dislocante, tradizionale, ma minore delle carene foiling), la bassa generazione d'onda a tutte le velocità, la scalabilità e la modularità.

Sostenibilità ed economia circolare: quanto hanno pesato nelle vostre scelte strategiche?

Fin da subito abbiamo visto l'integrazione - nel siluro - della propulsione e dello storage dell'energia, nonché la sua intercambiabilità come una grande opportunità, per esempio nella gestione di flotte di barche a noleggio. Questo perché qualsiasi cosa succeda alle batterie, alla propulsione e al controllo si alza il natante e si sostituisce il siluro non diversamente da come si smonta un fuoribordo, effettuando la manutenzione a banco e riducendo i tempi morti.

In tema di sostenibilità abbiamo pensato fin da subito all'uso di materiali riciclabili e GerrisMoto ne è un esempio: è costruito in legno, resina riciclabile, fibra di basalto e fibre naturali, oltre che alluminio.

Un altro grande tema è quello dell'accessibilità…

Crediamo che, da questo punto di vista, GerrisBoats sia unica: non solo perché si può regolare l'altezza della piattaforma su più banchine di imbarco, ma anche perché essa è stabilizzata da ferma, sia in rollio sia in beccheggio, per mezzo degli scafi laterali.

Qual è, in generale, il vostro utente-tipo?

All'inizio abbiamo pensato alle aziende di gestione del servizio pubblico (water taxi e water shuttle, nda) che si dovranno adattare alle normative che prescrivono la navigazione full-electric in acque interne e/o protette (Amsterdam, e non solo, dal 2025). Poi ci siamo resi conto che le caratteristiche di accessibilità e comfort possono interessare anche i produttori di luxury tender o day boats.

Quali sono e quali potrebbero essere i vostri business-partner?

Stiamo definendo un accordo con un importante costruttore nautico, proprio per la produzione di tender. Per lo sviluppo del mercato water taxi prevediamo la costruzione di una rete di dealer e produttori che possano costruire su licenza, utilizzando le loro entrature nei mercati locali di tutto il mondo.

Quali sono le figure professionali più importanti per il vostro business?

Credo che aldilà delle sfide tecniche, siano fondamentali il marketing e la divisione commerciale.

Ci elenchi tre motivi per cui investire in Gerris Boats è una buona idea

Il bacino di mercato potenzialmente mondiale; il fatto che seguiamo il trend green ed elettrico con un approccio unico e disruptive, non l'ennesima barca elettrica insomma, ma anche accessibile e sostenibile; il team, con la concretezza che sta cercando di dimostrare.

Quali sono i vostri competitor e che cosa vi distingue dalla concorrenza?

In termini molto generici, sotto un aspetto legato all’efficienza, i nostri principali competitor sono l'aliscafo ad ali immerse (Candela per fare un nome) e guello ad ali secanti (il primo concept è stato SeaBubbles, poi virato verso le ali immerse).

Rispetto a loro abbiamo un po' più di "zavorra" (ma anche portata) grazie al siluro, e riusciamo a volare a velocità più bassa, compatibile con le acque interne, oltre a poter vantare una maggiore efficienza rispetto a un motoscafo tradizionale.

Uniche, al momento, nel panorama attuale sono anche le caratteristiche di accessibilità e stabilizzazione da ferma, unite alla bassa generazione d'onda anche a bassa velocità, pre-decollo.

Quali sono gli obiettivi della campagna di crowdfunding?

Come obiettivo minimo, finanziare la fase di testing di GerrisMoto e di sviluppo prodotto di GerrisTender. Se la campagna andrà bene come speriamo includeremo l’evoluzione del progetto GerrisTaxi e del GerrisShuttle a idrogeno.

E quelli a medio-lungo termine?

Stiamo pensando a diversi altri concept basati sulla piattaforma Gerris, che ne usino la modularità, la stabilizzazione e l'efficienza energetica a velocità intermedie: per esempio veicoli per usi commerciali in acque interne.


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