PRIMA DI INVESTIRE

Il portale www.backtowork24.com è gestito dalla BacktoWork24 Srl, con sede legale in Via dell'Annunciata 21  20121 Milano, P.IVA 12917981008, capitale sociale 1.940.513,82 euro interamente versato. BacktoWork24 Srl è iscritta al Registro dei gestori di portali di raccolta capitali online tenuto dalla Consob.

BacktoWork24 opera come piattaforma di equity crowdfunding, regolarmente iscritte al registro Consob, cioè permette a startup e PMI che necessitano di capitali per sostenere ambiziosi piani di crescita, di proporre le proprie iniziative imprenditoriali a potenziali investitori, afferenti al network della piattaforma stessa. Ogni investitore, una volta compresi i rischi legati all’investimento, può decidere se investire nelle aziende presentate in piattaforma, acquisendo in cambio titoli di partecipazione all’azienda stessa, appunto equity. Una volta raccolto il capitale richiesto, si chiude il round di finanziamento e il compito di una tipica piattaforma si esaurisce. La piattaforma esegue un processo di selezione molto accurato dei progetti da presentare. Le aziende che presentano il proprio progetto di sviluppo tramite l’invio del dossiere alla mail info[at]backtowork24.com ovvero compilando l’apposito form presente sul sito, vengono valutate da un Comitato di Valutazione, costituito in maniera permanente in seno alla società e composto dai soci e consulenti di BacktoWork24. In questa fase viene effettuata un’accurata due diligence sul progetto di business con particolare riguardo agli aspetti legali, al mercato di riferimento, alle competenze del team proponente ed al carattere di innovatività del progetto. Vengono anche valutati gli aspetti di fattibilità tecnica e la coerenza dei numeri contenuti nel piano di crescita previsionale, nel piano investimenti e nell’analisi del cash flow prospettico. Per passare allo step successivo il Comitato di Valutazione deve esprimere parere favorevole all’unanimità,attraverso un Parere che viene sottoposto al Consiglio di Amministrazione di BacktoWork24. Il Cda esamina ulteriormente il progetto di business anche con particolare riguardo alla presenza dei requisiti di onorabilità e professionalità degli esponenti aziendali. Il Cda si esprime quindi in merito all’approvazione o meno della richiesta di pubblicazione del progetto sulla piattaforma.

BacktoWork24 ha un accordo di collaborazione col Banco Popolare. La startup sceglie una sede tra le tante presenti sul territorio, presso la quale verrà aperto un conto corrente bancario a nome della società stessa. Il conto corrente sarà indisponibile per tutta la durata della campagna; alla chiusura della stessa il conto verrà reso disponibile e la società entrerà in possesso del capitale raccolto. L’investitore, una volta compresi i rischi legati all’investimento ed individuata l’azienda target, compila un ordine di investimento sull’apposito form dedicato ad ogni campagna. La piattaforma provvederà ad inoltrare gli ordini inseriti alla banca ed invierà all’investitore una mail contenente tutte le istruzioni e le coordinate bancarie per completare l’investimento. Sarà poi necessario che l’investitore effettui il bonifico dal proprio conto corrente al conto indisponibile intestato alla startup. Per bonifici di importi superiori alla soglia imposta dalla procedura MIFID (500 euro per persona fisica per singolo investimento e 1000 euro considerati gli investimenti effettuati nel corso dell’anno, 5000 euro se persona giuridica per singolo investimento e 10000 euro considerati gli investimenti effettuati nel corso dell’anno) è necessaria la preventiva verifica della «profilatura MiFID» a cura della piattaforma.

BacktoWork24 non richiede il pagamento di alcuna fee da parte degli investitori che sottoscrivono le quote delle aziende presentate in piattaforma.

BacktoWork24 adotta una rigida politica per la prevenzione delle frodi. Tale politica è sviluppata di concerto col gruppo Banco Popolare con cui è stato predisposto un meccanismo di gestione degli ordini molto rigido. La Banca, in seguito al ricevimento degli ordini trasmessi dal Gestore e previa verifica dei corrispondenti versamenti da parte degli investitori, si impegna a trasmettere al Gestore la conferma dell’avvenuta sottoscrizione degli strumenti finanziari oggetto dell’offerta. Qualora la Banca rilevi delle anomalie e/o differenze in relazione agli ordini contatta il Gestore. A seguito della comunicazione di “esito da verificare” il Gestore effettua i controlli del caso con l’investitore ed impartisce alla Banca le istruzioni necessarie al perfezionamento dell’ordine. Inoltre BacktoWork24 applica le più avanzate tecniche per prevenire le frodi informatiche, soprattutto in termini di profilazione on line dei propri utenti, con un sistema di criptazione delle password, sistema di riconoscimento antibot denominato captcha e sistema di conferma di iscrizione tramite link da inviare via email. È altresì previsto un meccanismo di recupero password tramite invio mail con chiave di sicurezza personalizzata.

BacktoWork24 ha predisposto degli strumenti atti a preservare la sicurezza, l’integrità e la disponibilità dei dati immagazzinati, nonché la tutela della privacy degli utenti del servizio. È stato nominato un responsabile della sicurezza informatica, raggiungibile all’indirizzo di posta elettronica sicurezza[at]backtowork24.com che si occupa costantemente della manutenzione e dell’aggiornamento della piattaforma, la cui sicurezza viene quindi continuamente monitorata. Inoltre i dati sensibili degli utenti registrati, come per esempio le password, sono salvati nel database del gestore in maniera cifrata, al fine di garantire un livello di sicurezza ancora maggiore. Per limitare la possibilità di intrusione, il database è completamente chiuso verso l’esterno tramite firewall e controllo di IP, ed è soltanto accessibile dal server stesso (localhost) al fine di mostrare le informazioni necessarie mantenendo al contempo le limitazioni d’accesso a possibili soggetti ostili. Il trattamento dei dati personali è finalizzato esclusivamente all’erogazione dei servizi richiesti, all’elaborazione di dati statistici sull’uso dei servizi stessi e all’invio di informazioni promozionali, ove questo sia stato esplicitamente autorizzato. I dati dei clienti di BacktoWork24 non saranno in alcun modo diffusi in rete o ceduti a terzi. In qualsiasi momento sarà possibile per il cliente richiedere la verifica, la modifica o la cancellazione dei propri dati.

BacktoWork24 adotta una politica per l’individuazione, la prevenzione, il contenimento e la gestione dei conflitti di interesse nella prestazione dei servizi ai propri clienti. La responsabilità della gestione dei conflitti di interesse è affidata alla Direttore Aziendale. La società adotta misure organizzative, procedure e controlli per prevenire l’opportunità che insorgano tali situazioni e per una loro idonea gestione. In particolare, a tutti i soggetti ritenuti rilevanti, vengono applicate delle specifiche misure, formalizzate in appositi codici e regole deontologiche interne, volte ad assicurare che tali soggetti:

  • Non rivelino a terzi, se non per motivi strettamente correlati all’esercizio delle proprie funzioni, le informazioni riservate e/o confidenziali di cui abbiano avuto conoscenza nello svolgimento della propria attività;
  • Non utilizzino informazioni privilegiate e si astengano dall’utilizzare in modo scorretto, informazioni relative ad operazioni disposte dalla clientela in attesa di esecuzione, di cui abbiano avuto conoscenza nello svolgimento della propria attività;
  • Evitino di consigliare/sollecitare qualunque altra persona relativamente a informazioni in loro possesso, se non per motivi direttamente connessi all’esercizio delle proprie funzioni, e di raccomandare o indurre altri soggetti, sulla base di esse, al compimento di operazioni nell’interesse proprio o di terzi;
  • Si astengano dal diffondere notizie false o dal porre in essere operazioni simulate o altri artifizi concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione dell’andamento e del valore di strumenti finanziari;
  • Non effettuino, in nome o per conto proprio o di terzi, operazioni su strumenti finanziari in contropartita diretta con gli investitori.

È possibile inoltrare reclami tramite posta elettronica all’indirizzo reclami[at]backtoWork24.com oppure tramite posta ordinaria all’indirizzo BacktoWork24 s.r.l. Via dell'annunciata 21 20121 Milano. L'utente dichiara che per qualsiasi azione legale e/o controversia che dovesse nascere o derivare dall'applicazione delle condizioni di utilizzo del portale, il foro competente per territorio sia unicamente quello del Tribunale di Milano.

L'investitore può recede dall'investimento, ai sensi dell'art. 13 comma 5 del Regolamento Consob adottato con delibera n. 18592 del 26 giugno 2013, entro 7 giorni dalla data dell'ordine. Per effettuare il recesso è sufficiente inviare una mail all'indirizzo di posta elettronica recesso[at]backtowork24.com

Ai sensi dell'art. 13 comma 5 del Regolamento Consob adottato con delibera n. 18592 del 26 giugno 2013, qualora tra il momento dell'adesione all'offerta e quello in cui la stessa si chiude definitivamente sopraggiunga un fatto nuovo o sia rilevato un errore materiale nelle informazioni relative all'offerta stessa inserite sul portale che possano influire la decisione di aderire all'investimento, l'investitore potrà esercitare il diritto di revoca dall'investimento, senza alcuna spesa aggiuntiva ed entro 7 giorni decorrenti dalla data in cui le nuove informazioni sono state portate a conoscenza dell'investitore, inviando una semplice comunicazione all'indirizzo di posta elettronica revoca[at]backtowork24.com

Per qualunque controversia dovesse nascere in relazione all’attività svolta da BacktoWork24 sarà competente in via esclusiva il Foro di Milano, fatte salve le competenze inderogabili di legge.

La disciplina italiana sull’equity crowdfunding consente di sottoscrivere strumenti di capitale delle start-up e delle Pmi: si tratta quindi di investimenti tra i più rischiosi, perché acquistando “titoli di capitale” si diventa soci dell’azienda e si partecipa quindi per intero al rischio economico che caratterizza tutte le iniziative imprenditoriali. Poiché si tratta molto spesso, come detto, di società neo costituite operanti in settori innovativi, il rischio che il progetto imprenditoriale non vada a buon fine è ancora maggiore rispetto a quello delle società già da tempo operanti in un determinato settore, il che, ovviamente, incide anche sul rischio per gli investitori di perdere l’intero capitale investito.
E’ opportuno pertanto investire in start-up solo le somme per le quali riteniamo di poter sostenere la totale perdita. Inoltre, con riferimento all’intero nostro portafoglio, è sempre una saggia regola quella di diversificare gli investimenti: in considerazione della sua elevata rischiosità l’investimento in start-up innovative e PMI dovrebbe rappresentare un percentuale (molto) limitata del portafoglio complessivamente investito anche in attività più tradizionali (titoli di Stato, obbligazioni, azioni, quote di fondi comuni, prodotti finanziari assicurativi, depositi etc.).

La liquidità di uno strumento finanziario consiste in generale nella sua capacità a trasformarsi prontamente in moneta senza perdita di valore. Essa dipende in primo luogo dall’esistenza di un mercato in cui il titolo può essere trattato e dalle caratteristiche di questo mercato. In generale, a parità di altre condizioni, i titoli negoziati sui “mercati organizzati” (ad esempio, la Borsa Italiana) sono più liquidi dei titoli non trattati su detti mercati. Ciò accade perché la domanda e l'offerta di titoli vengono convogliate in gran parte sui mercati organizzati e, quindi, i prezzi rilevati in quel contesto sono ritenuti indicatori più affidabili dell'effettivo valore degli strumenti finanziari. Quando invece gli strumenti finanziari non sono negoziati in mercati organizzati può risultare difficoltoso o impossibile liquidarli o comprenderne il valore effettivo: questi strumenti finanziari sono più “illiquidi” (è più difficile venderli in tempi rapidi e a un prezzo che rispecchi effettivamente il loro valore). Gli strumenti finanziari emessi dalle start-up e Pmi che possono essere sottoscritti tramite i portali di equity crowdfunding appartengono alla seconda categoria, dal momento che il Decreto crescita ne vieta la negoziazione nei mercati organizzati per il periodo in cui la società può essere considerata una start-up innovativa (art. 25, comma 2 del “Decreto crescita bis”). Pertanto, chi compra tali strumenti deve essere consapevole del fatto che, accanto al rischio di perdita dell’intero capitale investito, vi è anche il rischio di "illiquidità" collegato sia al divieto per un primo periodo di essere scambiati su mercati organizzati e sia al fatto che - almeno inizialmente - non esiste un c.d. "mercato secondario" organizzato sul quale è possibile effettuare gli scambi una volta che gli strumenti sono stati sottoscritti. Resta ferma la possibilità di effettuare la compravendita fra privati, nel rispetto delle norme stabilite per i singoli casi, sostenendo i relativi costi.

Dobbiamo comprendere che non è facile che una società da poco costituita riesca, nei primi anni di vita, a produrre utili. Il “Decreto crescita bis” ha addirittura posto il divieto di distribuzione di utili (per tutto il periodo in cui la società emittente possiede i requisiti di start-up innovativa, e cioè per un massimo di 5 anni dalla iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese). Gli eventuali utili saranno quindi necessariamente reinvestiti nella società accrescendo il valore della partecipazione nel caso in cui la start-up consegua risultati positivi nel tempo. Chi investe in start-up potrà però beneficiare di un trattamento fiscale di favore (art. 29 del “Decreto crescita bis” e regolamenti ministeriali di attuazione).