Startup innovativa: cos'è, come si forma e vantaggi fiscali

Redazione BacktoWork 17/03/2021

L’ecosistema attorno a cui gravitano le startup innovative cresce sempre di più; proprio per questo motivo occorre fare chiarezza e definire bene cosa si intende per “startup innovativa”, come si costituisce e quali sono i requisiti per farlo. 

Il Governo italiano, nel dicembre del 2012, ha previsto, tramite la promulgazione di un decreto legge apposito, alcune misure atte non solo a sostenere questo tipo di impresa – sempre più importante per il tessuto produttivo del Paese – ma anche a incentivare lo sviluppo di tecnologie a carattere fortemente innovativo e favorire una crescita del settore nel nome della sostenibilità. Prima di iniziare con questa guida che ha lo scopo di spiegare bene cosa occorre per la costituzione di una startup innovativa e quali sono gli incentivi fiscali a favore della startup innovativa previsti, iniziamo definendola.

Definizione di startup innovativa

A otto anni dalla promulgazione dello “Startup Act” sono oltre 10.000 le nuove startup nate in Italia. Una definizione priva di confusione è importante per individuare bene quale categoria di imprese può avere accesso ai benefici previsti dalla normativa.

Una startup innovativa è, per trovare una definizione esaustiva, un’impresa giovane, ad alto contenuto innovativo, costituita come società di capitali col vincolo che le azioni che ne formano il capitale sociale non siano quotate in borsa. 

Costituzione Startup Innovativa: i requisiti indispensabili

Oltre a quelli citati nella definizione precedente, per ottenere i benefici previsti dallo “startup act” bisogna rispettare alcuni requisiti:

  • deve essere un’impresa nuova o costituita negli ultimi 5 anni;
  • ha un fatturato annuo inferiore ai 5 milioni di euro;
  • ha residenza in Italia o in uno dei Paesi membri della Comunità Europea, quest’ultimo a patto che abbia una sede produttiva in Italia,
  • non è risultato di fusione, cessione o scissione di ramo d’azienda;
  • non distribuisce utili;

Esistono, inoltre, tre requisiti aggiuntivi molto importanti poiché il rispetto di almeno uno di essi connota la startup come innovativa:

  • il 15% del fatturato (o dei costi annui, si tiene conto il valore maggiore) è destinato alla ricerca e sviluppo;
  • la forza lavoro complessiva è costituita da 2 / 3 di soci o collaboratori in possesso almeno di una laurea magistrale o, di 1/ 3 di dottorandi o ricercatori;
  • l’impresa è titolare o licenziataria di un brevetto registrato.

Differenze tra startup innovative e PMI innovative

  • A differenza delle startup, per definire come innovative le PMI non ci sono vincoli anagrafici: possono, quindi, avere anche più di cinque anni
  • Inoltre, seguendo le raccomandazioni della Commissione Europea, devono occupare meno di 250 persone
  • devono avere un fatturato annuo che non superi i 50 milioni di euro e un bilancio non superiore ai 43 milioni di euro. 
  • Altra differenza è che le PMI innovative non hanno restrizioni sulla natura altamente tecnologica, vincolo che invece ha una startup.

I vantaggi per una startup innovativa

Ottenuto lo status di startup innovativa, tramite iscrizione alla Camera di Commercio del territorio di competenza trasmettendo un’autocertificazione di possesso dei requisiti e una volta iscritta al Registro delle Imprese, l’azienda può ottenere dei benefici che sono per lo più sgravi fiscali o avere la possibilità di accesso a fondi o finanziamenti.

  • La società ha la possibilità di costituirsi in maniera telematica e totalmente gratuita;
  • esonero da imposte di bollo e diritti annuali in favore delle Camere di Commercio;
  • possibilità di assumere collaboratori a tempo indeterminato per un periodo massimo di 24 mesi e facoltà di remunerare il personale in maniera flessibile o attraverso la partecipazione al capitale sociale;
  • gli investitori di capitale di rischio beneficiano di sgravi fiscali;
  • raccolta di capitale tramite campagne di equity crowdfunding;
  • facilitazioni per l’accesso al credito del Fondo di Garanzia per le PMI.

Startup a vocazione sociale

Chiudiamo questa guida con una categoria specifica di startup innovative: quelle a vocazione sociale. Anche questo tipo particolare di aziende deve rispettare i requisiti sopra indicati, con la differenza che in questo caso la vocazione è ad alto valore sociale: devono operare, infatti, nel campo dell’assistenza sanitaria, sociale, dell’educazione, formazione, tutela dell’ambiente o valorizzazione del patrimonio culturale.

Data la natura altamente sociale, questo tipo di impresa gode di benefici fiscali maggiori. 


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