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Cos'è la circular economy? Significato e opportunità

Redazione BacktoWork 12/06/2020

Circular Economy, in italiano economia circolare, è un sistema economico in grado di rigenerarsi, riducendo al minimo gli sprechi e potenziando il riuso, il riciclo e in generale la sostenibilità e la reimmissione delle risorse nell’economia.

Cos'è la circular economy?

Il concetto di economia circolare è stato ideato dall'ex velista britannica Ellen MacArthur, che nel 2010 ha creato la Ellen MacArthur Foundation, per sensibilizzare scuole e aziende sulla sostenibilità e la transizione verso la circular economy:

“basata sul principio di evitare rifiuti e inquinamento, mantenere in uso prodotti e materiali, e rigenerare i sistemi naturali”.

Un cerchio, quindi, un uso delle risorse che non devono finire tra i rifiuti non più utilizzabili. Zero rifiuti, o quasi, e la promozione di riciclo, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento, condivisione e prestito.

Applicare l'economia circolare comporta quindi un cambio di visione anche nei processi produttivi, sia per quanto riguarda l'energia utilizzata, che deve essere il più possibile rinnovabile, sia nella progettazione e realizzazione di prodotti che non devono essere pensati soltanto per il consumo, ma anche nell'ottica del potenziale rifiuto che potrebbe derivarne, riducendo al minimo gli sprechi e favorendone il ri-utilizzo e la re-immissione nell'economia

Quali sono le opportunità della circular economy?

Appare dunque subito chiaro che la circular economy può diventare un'importante opportunità sia per le imprese operanti da tempo sul mercato, sia per le startup che possono portare innovazione di processo e di prodotto per raggiungere gli obiettivi dell'economia circolare.

Basti pensare allo sviluppo che ha avuto negli ultimi anni tutto il mondo del ricondizionamento, attività che si occupano prevalentemente di prodotti tech ed elettrodomestici, acquisendo oggetti usati, rimettendoli in condizione di funzionare perfettamente e rivendendoli tipicamente con una garanzia di un anno. Prodotti che hanno quindi ancora la loro utilità, garantiti e che per forza di cose costano meno del nuovo al consumatore finale. Ma questo è soltanto un esempio delle applicazioni possibili.

Secondo un'indagine della Coldiretti, in Italia l'economia circolare vale 88 miliardi di euro (per intenderci parliamo del valore di quasi tre manovre finanziarie). E l'agricoltura è uno dei settori maggiormente coinvolti in questo ambito. Tra gli esempi troviamo la birra prodotta con pane avanzato e cuscini ortopedici creati a partire dai noccioli delle ciliegie.

Europa e pacchetto economia circolare

L'Italia, se parliamo di circular economy, detiene il primato europeo. Il nostro Paese è il più virtuoso e in 10 anni ha dimezzato l'uso delle materie prime, con 256 tonnellate per milione di euro prodotto, superando in questo anche la Germania, che si attesta a 423 tonnellate.

In questo quadro si inserisce l'Unione Europea, che a partire dal 2015 si è impegnata su questo fronte con il pacchetto economia circolare, un insieme di direttive che impegnano i Paesi membri entro il 2030 a riciclare almeno il 70% dei rifiuti urbani e l’80% dei rifiuti da imballaggio, oltre al divieto di gettare in discarica quelli biodegradabili e riciclabili.

Quattro le direttive europee di riferimento, che l'Italia dovrà recepire entro il 5 luglio 2020:

  • Direttiva (UE) 2018/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica le direttive 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, 2006/66/CE relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.
  • Direttiva (UE) 2018/850 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti.
  • Direttiva (UE) 2018/851 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti.
  • Direttiva (UE) 2018/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.






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