Francesco Berardi: "Buonappetito: il nostro sogno? Diventare l’Italian Food Marketplace di riferimento nel mondo"

Redazione BacktoWork 04/08/2022

La storia e il processo evolutivo in essere della startup che ha come modello di business un mercato digitale specializzato nel Made in Italy che si rivolge sia alle aziende del comparto che all’utente finale

Creare, in Italia, un luogo digitale deputato alla vendita di eccellenze agroalimentari del nostro Paese: è da questa idea che Francesco Berardi ha dato corpo e forma alla sua startup, Buonappetito, mettendo insieme tutta una serie di ipotesi di servizi e attività in grado di rispondere alle esigenze delle piccole e medie imprese italiane del comparto.

E offrendo loro un canale di sbocco commerciale il più possibile prossimo al consumatore finale, specialmente internazionale, per ovviare ai diversi problemi legati ai canali commerciali fisici tradizionali.

Una delle motivazioni più forti alla base dell’azienda, infatti, è stata quella di poter sfruttare la vicinanza con il consumatore finale, tramite gli strumenti digitali, per lavorare con più efficacia e con maggiore velocità sulla valorizzazione del brand e dei prodotti delle realtà italiane, sfruttando perfettamente i loro punti di forza legati al made in Italy, ai prodotti tipici poco diffusi e alla credibilità che i piccoli produttori hanno nell’immaginario dei consumatori, soprattutto sul fronte della qualità.

Quali sono gli elementi chiave, tecnologici e non, che stanno alla base della startup?

Buonappetito è un marketplace per le PMI italiane del mercato alimentare, che permette loro di accedere al mercato digitale e farsi conoscere al grande pubblico.

Le aziende possono usufruire di una piattaforma web evoluta ad alto traffico di utenti, oltre che di una piattaforma logistica unica che si occupa dell’invio degli ordini ai consumatori finali.

Noi intendiamo offrire al consumatore finale un ventaglio di proposte dell’enogastronomia italiana, “scovate” tra le imprese che fanno del legame con il proprio territorio d’origine, delle specialità tipiche e della vocazione alla genuinità, alla qualità e all’italianità, i loro principali propri punti di forza.

Grazie a noi, il consumatore, italiano ed estero, potrà realmente esplorare la nostra splendida Penisola attraverso prodotti tipici e aziende, ai più sconosciute, che propongono vere e proprie leccornie.

Perché marketplace e non e-commerce?

La distinzione è fondamentale. In primis, perché la costruzione di un e-commerce è decisamente più semplice rispetto a quella di un marketplace, poiché l’unico cliente è il consumatore finale e perché le scelte di assortimento sono e-commerce centriche, pur nella ricerca delle performance di vendita.

Un marketplace, viceversa, è un sistema inclusivo, e non esclusivo, che ha la necessità di agire su due livelli di clientela: le aziende che lo popolano e i consumatori finali che ne usufruiscono. Queste due entità devono essere entrambe soddisfatte. E non solo: in molti casi le aziende che lo popolano saranno fra loro concorrenti. 

Ciò obbliga la definizione di “regole di ingaggio e funzionamento” molto precise e complesse, e di standard di esibizione delle aziende presenti sul marketplace fra loro uniformi, pur rispettando la loro necessità di far emergere le rispettive specificità.

Per riuscire ad avere un ambiente di vendita attrattivo, con uno standard non troppo altalenante, la sfida è stata quella di definire i contenuti minimi che ogni azienda dovrà esibire, e che possano essere attrattivi per il consumatore finale in modo da diventare un riferimento per lo stesso quando intende acquistare prodotti alimentari italiani di nicchia.

Parliamo, per esempio, delle regole di stile dell’apparato illustrativo dei prodotti che saranno in vendita. Ma anche di contenuti informativi legati all’azienda, alle sue produzioni, ai suoi prodotti.

Il commercio elettronico (e-commerce/e-marketplace) continua a crescere, in tutto il mondo, in un contesto ormai già altamente concorrenziale. Quali sono gli scenari e le criticità che prevedete in entrambi i settori?

Il nostro punto di vista è chiaro: il mercato del food online - anche e soprattutto made in Italy - è in continua crescita. Di conseguenza, aumenta anche la concorrenza e la massa critica di aziende impegnate nell’e-commerce e nei digital marketplace, e con loro anche la necessità di avere modelli di raccolta capitali diversificato (equity, finanziario, finanza agevolata).

Per una presenza competitiva in questo settore è, quindi, fondamentale avere una dimensione internazionale, oltre che un sistema informatico e logistico ben costruito, scalabile ed efficiente.

Sempre sullo sfondo di questo contesto altamente competitivo, è verosimile pensare che saranno numerosi i fenomeni di concentrazione o di scomparsa di operatori che non riusciranno a reggere la competitività.

Per questo modello, è indispensabile un modello chiaro, con posizionamento premiante sul mercato e con un brand internazionalmente riconoscibile, nonché supportato da un executive team che abbia un approccio imprenditoriale, manageriale ed estremamente operativo sul business, con mentalità molto flessibile e capace di adattarsi a continue variazioni di scenari interni ed esterni ad elevata reattività.

Buonappetito

Il marketplace dedicato solo ai prodotti delle aziende alimentari di piccola dimensione

Scopri il crowdfunding →

La vostra piattaforma ha un orizzonte geografico macro ma la pandemia ha reso evidente anche l’importanza micro (proximity commerce, click & collect/reserve, eccetera). Prevedete anche un add-on per intercettare questi altri filoni?

Ovviamente abbiamo un’idea al riguardo, in primis per l’Italia ma non è sul tavolo in questo momento di sviluppo, mentre potrebbe esserlo entro 18 mesi.

Che cosa intendete per logistica integrata? È il modello “definitivo” o in futuro potrebbe anche evolvere con modalità differenti?

In questa fase, “integrata” vuol dire che abbiamo unificato i sistemi dell’operatore logistico nel nostro Erp e nella piattaforma dello shop per una perfetta gestione e sincronizzazione del magazzino. 

I dati e i loro strumenti di analisi sono ormai pervasivi e la sovrabbondanza rischia di rendere sempre più complessa la loro gestione. Quando è importante, per la realizzazione del vostro business model saper trasformare i big data in good data?

Stiamo procedendo con l’introduzione, tramite il bando Smart Money di Invitalia a cui Buonappetito ha avuto accesso ad inizio 2022, di un sistema di intelligenza artificiale (AI) legato alla navigazione del sito da parte degli utenti al fine di intercettare con maggiore precisione tutta una serie di sentiment e preferenze tramite l’analisi accurata dei loro comportamenti online. Le principali attività ricomprese nell’ambito di applicazione del progetto AI riguarderanno, in particolare:

  • il supporto alla modellazione dei problemi predittivi e del sistema di raccomandazione della piattaforma tramite approcci di deep learning per grafi;
  • la ricognizione della letteratura scientifica e l’identificazione di metodologie e risorse (dati, grafi di conoscenza) adatti alla risoluzione dei problemi predittivi e di raccomandazione;
  • lo scouting di tecnologie di deep learning per grafi per lo sviluppo dei sistemi predittivi e di raccomandazione;
  • il supporto nella definizione di requisiti e specifiche software, hardware, dati e risorse umane per l’implementazione e il mantenimento del sistema di raccomandazione.

Come fa un'azienda del vostro settore a fare ricerca e sviluppo?

Purtroppo l’attuale concezione normativa di R&D è penalizzante per i business come i nostri. Secondo noi fare R&D dovrebbe includere tutti quei costi coerenti con la ricerca di soluzioni innovative e alternative sul fronte tecnologico.

Quale ritiene che possa essere l’elemento disruptive del vostro business model?

In questa fase storica l’elemento disruptive potrebbe essere il repentino aumento della penetrazione degli acquisti online di food da parte dei consumatori finali.

Qual è, in generale, il vostro cliente/utente tipo?

Abbiamo individuato una serie di caratteristiche del nostro consumatore finale in target:

  • buona propensione di spesa riguardo ai consumi alimentari;
  • sperimentatori, amanti della buona tavola e del made in Italy e vogliosi di scoprire prodotti nuovi;
  • italiani all’estero che vogliono acquistare prodotti tipici per autoconsumo o come esibizione sociale della propria italianità;
  • traveller che vogliono riscoprire i sapori provati nel corso dei propri viaggi in Italia;
  • consumatori che vogliono esibire la propria cultura del cibo all’interno della rispettiva cerchia relazionale;
  • consumatori che vogliono “coccolarsi” andando a individuare prodotti gourmet da provare;
  • consumatori abituati all’online, utilizzatori di social e connessi per molte ore al giorno;
  • utenti stranieri attratti dal food made in Italy ed appassionati del nostro Paese.

Quali sono e quali potrebbero essere i vostri business-partner?

Anche in questo caso, abbiamo schematizzato una serie di prerogative delle PMI candidate a diventare nostri potenziali clienti:

  • appartenenza al comparto agroalimentare;
  • scarsa presenza nel canale della GDO. Viene ammessa una presenza locale ma non una presenza massiva. Il punto di forza di Buonappetito sarà quello di mettere a disposizione dei propri utenti aziende e prodotti difficilmente reperibili nei canali tradizionali del food&grocery;
  • radicamento al territorio di origine;
  • offerta di prodotti legati alle tradizioni locali
  • distinzione per caratteristiche di qualità, genuinità, ricercatezza materie prime;
  • produzione in Italia;
  • alto potenziale di brand da esprimere e sfruttare sulla piattaforma. Questo aspetto è molto importante poiché Buonappetito deve costituire anche un trampolino di lancio per le PMI che hanno alto potenziale inespresso e che può emergere con prepotenza a seguito dell’ingresso nel commercio digitale e nel nostro marketplace in particolare che è anche erogatore di servizi di marketing digitali per le aziende interessate (contenuti editoriali e redazionali, consulenza posizionamento immagine, foto prodotto, eccetera).

Quali sono le figure professionali più importanti per il vostro business?

  1. L’esperto di prodotto e l’esperto di SEO
  2. L’IT manager in generale
  3. L’esperto in gestione magazzino

Tre motivi per cui investire in Buonappetito è una buona idea

  1. La forza del brand
  2. L’idea dell’ecosistema che coinvolge sia aziende che clienti
  3. Il settore in crescita 

Quali sono i vostri competitor e che cosa vi distingue dalla concorrenza?

Abbiamo effettuato diverse analisi per determinare i caratteri distintivi di Buonappetito rispetto ai competitor, sia per quanto riguarda le PMI utenti, che per il consumatore.

Nel primo caso, l’indagine ha riguardato diversi aspetti potenzialmente distintivi, per i quali, su una scala di intensità da poco a molto, si evince la presenza di un servizio rispetto ai main competitor.

Ciò che emerge chiaramente è il fatto che la libertà di gestione commerciale e la parte informativa/editoriale sono i nostri principali punti di forza.

A proposito del consumatore, invece, per identificare il nostro posizionamento sul mercato e comprendere il reale potenziale differenziante l’analisi si è basata su due elementi rappresentati sugli assi: la dimensione Paese del catalogo e delle aziende presenti, e l’aspetto edonistico del consumo.

L’evidenza mostra che presidieremo, in effetti, una fetta di mercato non ancora coperta, orientata ai localismi, alle aziende di nicchia e alle produzioni tipiche di tutto il territorio nazionale.

Dalla stessa analisi, emergono anche aree di comportamento omogeneo della domanda sulla base di questi due elementi, fornendo utili informazioni sulle attività di marketing da eseguire in futuro. 

Quali sono gli obiettivi della campagna di crowdfunding

Con il valore minimo di raccolta di 100 mila euro l'obiettivo sarà quello di realizzare la campagna di Natale 2022 volta a veicolare le offerte delle aziende già presenti e di altre che si aggiungeranno, oltre che le tipiche strenne natalizie che Buonappetito comporrà per l’occasione.

Con il valore massimo di raccolta di 450 mila euro, oltre alla campagna di Natale 2022, verrà lanciata tutta una serie di altre iniziative di advertising sul mercato italiano per il primo trimestre 2023 al fine di acquisire nuovi consumatori, costruire il country site in lingua tedesca, inclusa con la relativa indicizzazione SEO, le prime campagne di awareness e di acquisizione clienti in Germania e Austria e un parziale sostegno ai costi di struttura della società.

Quali sono gli sviluppi futuri del progetto e gli obiettivi a medio-lungo termine?

Il nostro piano a cinque anni prevede l’ingresso in molti mercati internazionali attraverso un primo aumento della notorietà del marketplace per ogni Paese e, successivamente, l’attuazione di tutta una serie di campagne di conversione.


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