Alessandro Bruscagin (Investinit): “Vogliamo democratizzare l’investimento nel venture capital”

Redazione BacktoWork 29/09/2021

Investinit è una startup innovativa che ha l’obiettivo di rendere accessibile a tutti il mondo del venture capital, per consentire anche ai piccoli investitori retail di investire in modo professionale in un portafoglio diversificato di startup e scaleup. Ne abbiamo parlato con Alessandro Bruscagin, socio e amministratore.

Di cosa si occupa Investinit e perché ha scelto di dare vita a questo progetto?

Investinit nasce con lo scopo di democratizzare gli investimenti anche nel settore del venture capital. Ci sono però due difficoltà da affrontare. La prima è legata alla diversificazione dei portafogli: chi oggi compra ad esempio quote di startup tramite piattaforme di crowdfunding acquista una singola società, e quindi per creare un portafoglio di investimenti deve realizzare almeno 10-15 operazioni di crowdfunding, o comunque altre di vario genere. Attualmente è molto complicato creare un portafoglio ampio e diversificato. L’altro limite importante è invece la dimensione, il ticket minimo di investimento, visto che spesso le operazioni interessanti sono legate a forme di investimento molto più grandi dove le dimensioni minime sono di 500mila euro. 

Si capisce bene, di conseguenza, come sia difficile creare un portafoglio diversificato con un budget complessivo di 5mila euro. Ecco che Investinit permette agli investitori di accedere a questo mondo con cifre più contenute.

Che potenzialità vedete nel venture capital? Credete che il mercato italiano sia il luogo giusto in cui investire? 

A nostro avviso il mercato VC italiano è all’inizio di un ciclo di crescita importantissimo. Tanto per dare i numeri, nel 2019 in Italia sono stati investiti circa 600 milioni di euro in venture capital, nel resto d’Europa la cifra è di 37.8 miliardi di euro. Nel 2020 l’Italia ha visto un sensibile incremento raggiungendo i 780 milioni. In Francia invece fanno investimenti annui per 5 miliardi sul venture capital. C’è da dire che l’Europa è molto indietro rispetto al Regno Unito che fa 6-7 volte i numeri delle altre nazioni dell’Ue. Siamo veramente all’inizio di un ciclo importante.

Investinit

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Quali sono i punti di forza di Investinit e cosa vi distingue dalla concorrenza?

I punti di forza sono rappresentati dalle caratteristiche innovative del nostro progetto. Quanto a ticket minimo di investimento, ci posizioniamo ai livelli di un investimento realizzato in una campagna di crowdfunding su una startup innovativa, che però ha un singolo business con tutto ciò che ne consegue (rischi di concentrazione del capitale e rischi di fallimento del progetto molto alti). Come approccio e gestione lavoriamo come un fondo di investimento di venture capital, dove c’è un portafoglio selezionato e diversificato di investimenti e un team di gestione composto da professionisti

Non dobbiamo dimenticare infatti le professionalità che siamo in grado di mettere in campo nella gestione degli investimenti, dalla valutazione e selezione delle startup fino alla fase di exit. Noi mettiamo insieme queste caratteristiche, grazie ad un team esperto e ad un network affermato nel mercato del VC italiano. Vogliamo rendere l’investimento professionale nel venture capital un’attività alla portata di tutti, e allo stesso tempo, e in particolare in questo momento storico, vogliamo contribuire attivamente al rilancio del tessuto innovativo italiano.

Per quanto riguarda la concorrenza, ci sono state alcune operazioni simili in passato, proposte da veicoli che hanno raccolto capitali tramite crowdfunding e poi investito in modo diversificato su un target come le Pmi oppure su startup in fase seed, su tantissime startup molto piccole in fase iniziale. Ma stiamo parlando in entrambi i casi di target che non ci riguardano, noi puntiamo alle startup che hanno già trovato una validazione del proprio modello di business sul mercato, startup post-seed o in fase di growth che hanno necessità di nuovi finanziamenti per poter aggredire il mercato e sostenere la propria crescita

Come Investinit utilizzerà i fondi raccolti grazie alla campagna di crowdfunding su BacktoWork?

Abbiamo una pipeline di diversi investimenti che vogliamo portare a termine e che nel corso del prossimo anno potrebbe arricchirsi ulteriormente. Ci sono varie startup che stiamo seguendo da tempo e quindi vogliamo chiudere 2-3 nuovi investimenti entro l’anno in corso, 5-6 nel 2022 per poi concluderne altri 2-3 a seguire. Con questo modus operandi vorremmo creare un portafoglio di 10-12 startup entro il 2023

Oltre che per questi investimenti, i fondi in parte verranno utilizzati anche per sviluppare un algoritmo innovativo dedicato alla valutazione degli investimenti in startup, che, però, ci vedrà impegnati anche nelle fasi successive e con risultati che si vedranno più avanti nel tempo. Il nostro obiettivo è quello di realizzare un software basato su parametri quantitativi e qualitativi che fornisca una valutazione affidabile e completa di una società.

Quali sono gli obiettivi di Investinit a medio-lungo termine?

Gli obiettivi sono ottenere un ritorno significativo sugli investimenti realizzati, remunerando i capitali raccolti con del valore aggiunto, così come creare un network di investitori del venture capital in Italia. Crediamo fermamente nel nostro modello e pensiamo di replicarlo anche in Europa. L’idea è poi anche quella di coinvolgere gli investitori in nuove realtà e in operazioni importanti, perché no anche fuori da Investinit. 


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