The Circle, Marino: “Puntiamo a realizzare il più grande impianto acquaponico d’Europa”

Redazione BacktoWork 01/03/2021

Sostenibilità, innovazione e circolarità sono le parole chiave di The Circle, startup che ha rivoluzionato il mondo dell’agricoltura introducendo un sistema di coltivazione senza impatto sull’ambiente: ne abbiamo discusso insieme a Thomas Marino, uno dei fondatori.

Di cosa si occupa la startup, a chi si rivolge e come è nata l'idea di fondarla?

The Circle è un’azienda agricola innovativa dall’alto contenuto tecnologico che ha messo al centro del proprio sviluppo i valori della sostenibilità, dell’innovazione e della circolarità. Il nostro modello si basa su una tipologia di sviluppo sostenibile e competitivo che produce cibo di altissima qualità senza alcun impatto sull’ambiente. L’idea di dare vita a The Circle è nata dalla constatazione dei limiti dell’agricoltura tradizionale che, per mancanza di innovazione, è uno dei settori con un maggiore impatto negativo sull’ambiente. Erosione del suolo, inquinamento dei terreni e delle falde acquifere per via di fertilizzanti, pesticidi, e concime animale sono infatti all’ordine del giorno così come un consumo eccessivo di acqua. Bisogna produrre più cibo, in meno spazio, in maniera più sostenibile. La startup nasce per rispondere a queste esigenze.

Come funziona l'impianto della vostra azienda agricola?

The Circle ha costruito un impianto acquaponico unico per la coltivazione di insalate ed erbe aromatiche di altissima qualità. Questi i principali elementi che lo compongono:

  • gli scarti organici dei pesci, che costituiscono il nutrimento principale delle piante;
  • un biofiltro che converte l’ammoniaca presente negli scarti organici dei in nitrati, nutriente più importante per le piante;
  • le piante, che assorbono i nutrienti dissolti nell’acqua purificandola prima di essere riconsegnata ai pesci;
  • l’acqua, che torna a disposizione dei pesci con un risparmio di oltre il 90% rispetto all’agricoltura tradizionale.

Si tratta di un ambiente controllato e di un sistema a ciclo chiuso virtuoso, cosa che consente di minimizzare le emissioni garantendo allo stesso tempo un gusto eccezionale del prodotto finale.

Quali sono gli obiettivi di crescita? Quali di quelli fissati inizialmente sono stati raggiunti?

Il nostro obiettivo iniziale era quello di creare un’azienda agricola innovativa dall’alto contenuto tecnologico basata su sostenibilità, innovazione e circolarità. The Circle risponde proprio a questi criteri avendo dato vita al primo e più esteso impianto commerciale acquaponico d’Italia ospitato in 2800 mq di serra. L’obiettivo adesso è quello di consolidarsi su tutto il territorio nazionale per essere poi pronti ad un’espansione all’estero. Il prossimo grande passo operativo è quello di realizzare il primo ettaro di produzione acquaponica d’Europa andando a dar vita ad uno degli esempi di produzione sostenibile più estesi del continente.


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Qual è la vostra strategia di comunicazione e come fate conoscere l'impresa ai clienti?

Negli ultimi due anni The Circle ha avuto una presenza costante sui principali mass media risultando la nuova realtà Agritech più raccontata e vista in Italia.  La forza della nostra azienda è quella di aver scavalcato il recinto dell’azienda verde e dell’azienda di giovani andandosi a posizionare come innovativa a tutto tondo riuscendo a collocarsi in un’area non ancora presidiata.

Sono complessivamente più di 20 milioni le persone che sono venute a conoscenza di The Circle e dei valori che questo brand porta con sé: innovazione, sostenibilità, imprenditorialità giovanile, qualità italiana, idee. Il nostro prodotto ha saputo imporsi come un riconosciuto, riconoscibile e ricercato da tutti i nuovi chef emergenti. L’investimento ci consentirà di velocizzare e migliorare tutti i processi legati alla brand experience del prodotto aziendale e all’acquisizione dei clienti. Questa viene portata avanti sia attraverso operazioni di marketing interno, sia attraverso collaborazioni e partnership come la recente siglata con Deliveristo. Intendiamo poi intensificare il lavoro di presenza su stampa, tv e sui principali mezzi di comunicazione.

Quanti fondi siete riusciti a raccogliere e come intendete utilizzarli?

La campagna di raccolta Equity sta procedendo molto bene e abbiamo già raggiunto l’obiettivo minimo. Ora puntiamo a quello massimo di 500 mila euro, la cui raccolta permetterà la realizzazione del più grande impianto acquaponico d’Europa ma anche un incremento delle possibilità di ricerca e sviluppo tramite la velocizzazione dei processi di acquisizione clienti, l’aumento delle capacità del team e un forte rafforzamento delle attività di marketing.

Nel tempo abbiamo dimostrato la capacità di gestire risorse creando valore e con questa operazione vogliamo velocizzare la nostra crescita e raggiungere gli obiettivi di sostenibilità che ci siamo prefissati.

Qual è la vostra peculiarità e le caratteristiche che vi differenziano dalle altre imprese del settore?

La nostra idea originaria era quella di produrre cibo di qualità in maniera sostenibile e competitiva e ci siamo riusciti con l’acquaponica. Questa tecnologia ci garantisce una maggiore resa e una maggiore velocità di crescita delle piante coltivate. Nell’impianto acquaponico l’acqua circola dalle vasche dei pesci raggiungendo e fertilizzando le piante per tornare poi nuovamente pulita ai pesci senza sprechi né impatto negativo sull’ambiente. Questo ci consente infatti di recuperare tutta l’acqua che le piante non sono state in grado di assorbire riducendo del 90% il consumo di acqua per kg di prodotto rispetto all’agricoltura tradizionale.

La nostra tecnologia consente inoltre di coltivare interamente fuori suolo così da non avere problemi anche nei suoli esausti o contaminati. Con il nostro impianto anche il problema della fatica e dello sfruttamento del lavoratore in agricoltura viene superato senza sostituirlo.

La pandemia in corso ha inciso sul vostro modo di lavorare? Se sì in che modo?

L’emergenza sanitaria ha inciso molto sul nostro modo di lavorare mettendoci davanti a tutti i limiti della nostra attività. La nostra grande forza è stata quella di fare di un problema un’opportunità. Con le restrizioni e il settore della ristorazione sottoposto ad una grande pressione, abbiamo utilizzato il nostro eccesso di produzione per creare la prima linea di pesti acquaponici interamente Made in Italy che è in vendita a partire da gennaio 2021 e che ci sta già dando grandi soddisfazioni. Oltre a ciò siamo riusciti a dedicare parte del tempo per strutturare al meglio il reparto dedicato alla ricerca di progetti e bandi. Questo ci portato nel corso del 2020 a vincere due importantissimi bandi europei Horizon come partner di progetto in due consorzi internazionali con all’interno oltre 10 realtà di altissimo livello. Il 2020 è stato un anno di grande crescita nonostante tutto, che ci ha permesso di porre delle basi ancora più solide per lo sviluppo del nostro modello sostenibile e competitivo.


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