Non-Disclosure Agreement, una clausola da non sottovalutare: significato e a cosa serve

Redazione BacktoWork 08/02/2021

Accade spesso, quando si è in cerca di un investitore che possa contribuire al lancio e al successo di una startup, che l’imprenditore abbia paura che gli venga rubato il progetto.

Chi ha avuto un’idea, che sia un’intuizione, un nuovo progetto o tecnologia, una formula chimica, ecc., tende a non divulgare completamente, al partner a cui si rivolge per ottenere un finanziamento, i dettagli circa il prodotto o servizio da lanciare. Per tutelarsi da un'eventuale furto dell’idea – da parte dell’imprenditore o da un terzo a cui è stata divulgata – molto spesso gli startupper fanno ricorso alla clausola NDA. La Non-Disclosure Agreement, è una clausola di riservatezza giuridicamente rilevante, un accordo tra due parti che prevede che una delle due garantisca all’altra di non rivelare a nessuno le informazioni confidenziali di cui è venuta a conoscenza. 

Oggetto dell’accordo di NDA, che normalmente si stipula in fase embrionale delle trattative, possono essere tutte quelle informazioni dal valore potenzialmente economico come le informazioni finanziarie, know-how, business plan o strategie. Il finanziatore si impegna, in questo modo, a non divulgare in alcun modo le informazioni assunte.

I pro e i contro

La stipula dell’accordo di NDA ha un duplice vantaggio: nell’attività di fundraising, ad esempio, il finanziatore ha tra le mani tutte quelle informazioni che gli servono per valutare se conviene o meno investire nella proposta ricevuta; di contro, lo stesso, assicurerà l’imprenditore che nessuna di queste informazioni venga confidata o venduta ad altri, tutelando il possessore dell’idea da eventuali competitor.

Il contro, per quanto riguarda l’ecosistema startup, è che spesso i finanziatori di progetti a carattere innovativo non vedono di buon occhio la richiesta di stipula di un Non-Disclosure Agreement. Per diversi motivi.

Innanzitutto non si può pretendere da un investitore che finanzi un progetto senza conoscerne bene le caratteristiche. Gli investitori, inoltre, non sono imprenditori, non hanno benefici nel rubare un’idea; quando un imprenditore pensa di avere un’idea davvero innovativa, il finanziatore con molta probabilità avrà già visto la stessa da parte di qualche altro imprenditore: è suo interesse sapere se sta entrando in conflitto di interesse. 

Sarebbe, infine, un limite per un finanziatore che vede e investe su centinaia di progetti l’anno, dover firmare per ognuno un Non-Disclosure Agreement.

Come si può tutelare uno startupper?

Del resto, quando si presenta un progetto per il crowdfunding le informazioni sono disponibili online. Il vero modo per tutelarsi dai competitor è quello di agire meglio e prima degli altri: ancora una volta l’execution torna come dogma principale per il successo.


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