Lorenzo Canali, Ai4SmartCity: “Un futuro straordinario sta arrivando nelle nostre città”

Redazione BacktoWork 25/11/2021

Seguendo - ed innovando - le best practice delle città più smart del pianeta, la startup emiliana sta già scrivendo un capitolo importante nello sviluppo di soluzioni per ridurre le distanze tra i cittadini e le amministrazioni e per migliorare le attività digitali di queste ultime. 

Far convergere lo stato dell’arte tecnologico verso le città, per dare vita a servizi rivolti al cittadino che prima non c’erano: in questa sintesi c’è la natura di Ai4SmartCity, giovane startup figlia del made in Italy ma dallo sguardo già puntato verso un orizzonte globale. Vediamo di che si tratta, direttamente dalle parole dei fondatori.

Qual è l'idea?

Ai4SmartCity crea servizi fortemente innovativi per le città intelligenti e sostenibili: forniamo nuove soluzioni per soddisfare vecchie (e nuove) esigenze. Utilizziamo la Realtà Aumentata, l’Intelligenza Artificiale, la Computer Vision e diverse tecnologie proprietarie e brevettate per le Smart City, per i servizi al cittadino, per i musei, il turismo e la cultura.

Perché, e come nasce il progetto? 

L’Italia si trova purtroppo al ventesimo posto nel Digital Economy and Society Index (DESI), l’indice dell’UE che misura il livello di digitalizzazione dei 27 Paesi membri. Di fatto, quel che risulta è che la percentuale di utenti online italiani che ricorre a servizi di e-government è passata dal 30% nel 2019 al 36% nel 2020. Pur trattandosi di un notevole aumento, il valore è ben al di sotto della media UE del 64%.

Stando ai dati del Politecnico di Milano, il 59% dei Comuni con più di 15mila abitanti ha attivato almeno un’iniziativa di Smart City nel triennio 2018-2020, contro il 42% del periodo 2017-2019, ma il 46% dei progetti analizzati è ancora in fase pilota.

Da qui, e da tutta una serie di analisi che rendono bene l’idea del livello di arretratezza del Sistema Paese e del suo ritardo nella digital transformation, nel dicembre del 2019 è nata Ai4SmartCity, una software house che è anche una startup innovativa che porta con sé 23 anni di esperienza nel settore.

Come funziona il servizio?

Grazie alla pregressa esperienza di Progetti di Impresa srl, dalla quale ha acquisito il ramo d'azienda specializzato, Ai4SmartCity si è dotata di una suite di prodotti ampia, solida, affidabile e pluri-referenziata, alla quale si possono ora integrare anche le tecnologie e i brevetti acquisiti dalla società Pikkart Srl, che permetteranno di utilizzare la Realtà Aumentata, l’Intelligenza Artificiale e la Computer Vision in modo unico e disruptive.

Attualmente, oltre alla già citata Smart City Suite, offriamo diversi altri prodotti, che spaziano da soluzioni come AR Musei, Turismo e Patrimonio Culturale che porta il nuovo livello di interattività della Realtà Aumentata nel mondo della cultura, fino al Portale Servizi al Cittadino che permette agli enti di digitalizzare i propri servizi in modo semplice ed efficace.

Qual è il mercato di riferimento e quali sono le sue potenzialità?

 Si tratta di un contesto particolarmente positivo: tanto per avere un’idea, il PNRR italiano ha stanziato fondi pari a 62 miliardi di euro per le Smart City, 2,4 miliardi per il Turismo 4.0, e 4,28 miliardi per il rilancio della Cultura, senza contare i numerosi altri contributi nazionali e regionali che prevedono la possibilità di finanziare interventi di Venture Capital per circa 800 milioni nel turismo, nella cultura, nell’energia, nella mobilità e nella ricerca. Un totale di quasi 70 miliardi di euro, quindi, destinati a finanziare interventi proprio nei settori nei quali Ai4SmartCity è certamente in grado di continuare a distinguersi e ad eccellere.

Tali fondi, che dovranno necessariamente essere spesi entro il 2026, creano quindi una condizione di mercato più che favorevole, che potrà permetterci di scalare ancora più rapidamente mettendo a frutto caratteristiche che, già oggi, rendono la nostra realtà unica.

AI4SMARTCITY

Tecnologie disruptive e brevettate per il settore delle Smart Cities

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Quali sono i vostri competitor e cosa vi distingue dalla concorrenza?

Per un’analisi completa occorre distinguere due differenti tipologie: la prima è quella dei competitor che offrono prodotti in ambiti in cui non disponiamo di soluzioni basate sui nostri brevetti: si tratta di un insieme numeroso fatto di soggetti di varie dimensioni, che si propongono al mercato con vari modelli di business. Non è un segmento che ci interessa.

L’altra tipologia di segmento, alla quale guardiamo invece con attenzione, è quella in cui abbiamo soluzioni basate sui nostri brevetti. Qui il nostro vantaggio competitivo è elevato ed è quindi necessario essere presenti e ben visibili.

Ci sono modelli di Smart City che utilizzate come benchmark per progettare i vostri prodotti?

Sicuramente Londra, Copenaghen e Berlino rappresentano le più evolute Smart City europee e non possono che essere d'esempio per chi, come noi, si occupa di tecnologia in questo settore. Ma anche Singapore è indubbiamente uno spunto molto rilevante.

Come si lavora oggi con una città quando si intraprende un percorso mirato a migliorare i servizi per i cittadini o si vuole renderla davvero più smart?

Per intraprendere un percorso mirato a migliorare i servizi di una Smart City è necessario prendere in considerazione diversi obiettivi molto rilevanti, che in Ai4SmartCity consideriamo come fondamentali e su cui disponiamo di soluzioni specifiche: digitalizzare e facilitare i servizi ai cittadini; ottimizzare la raccolta dei rifiuti; migliorare il trasporto pubblico; ridurre il degrado urbano; valorizzare e rendere maggiormente fruibili le risorse del territorio, oltre che il patrimonio culturale e turistico.

Quali sono gli obiettivi della campagna di crowdfunding?

L’operazione di investimento si struttura come segue: obiettivo minimo di raccolta 100.000 euro; primo obiettivo di raccolta 300.000 euro; obiettivo massimo di raccolta 600.000 euro; exit strategy: quotazione in Borsa nel 2025; operazione di M&A con un player del settore interessato ai brevetti e ad acquisire il parco clienti e l’expertise maturata dal team (2024-2025). 

Quali sono gli sviluppi futuri del progetto e gli obiettivi a medio-lungo termine?

L’obiettivo primario è quello di aggredire il mercato attraverso tutti i canali di vendita individuati e operando dapprima a livello nazionale per poi scalare rapidamente a livello internazionale. La velocità con la quale si realizzerà l’internazionalizzazione dipende in parte dall’importo raccolto nella campagna.

Dal punto di vista tecnico si continuerà a lavorare su più fronti: completando alcuni moduli applicativi specifici che arricchiranno ulteriormente la gamma, sul rilascio delle piattaforme dalle quali i servizi potranno essere acquisiti tramite la modalità SaaS che permette una penetrazione internazionale più rapida ed il conseguimento di margini unitari per singola vendita molto maggiori. Di certo non ridurremo l’investimento in ricerca e sviluppo che sta per ottenere altri risultati straordinari.  

Come e quanto gli stanziamenti statali previsti per l'ecosistema delle startup italiane potranno essere valorizzati al meglio? 

Riteniamo che gli investimenti statali previsti per le startup ed anche le agevolazioni specifiche per le startup innovative potranno essere valorizzati al meglio attraverso uno scrupoloso sistema di valutazione di merito di quelli che saranno i progetti virtuosi e con caratteristiche più in linea con gli obiettivi nazionali e comunitari.

Le aziende grandi e piccole stanno diventando sempre più delle media company. Difficile non comunicare in maniera professionale i propri servizi e il proprio modo di lavorare. Come si fa, in un caso come il vostro, a realizzare la comunicazione legata alla tecnologia in maniera efficace? 

Negli ultimi anni, il digital marketing e la comunicazione digitale stanno producendo effetti pervasivi sulle infrastrutture delle imprese, sui prodotti, sui mercati e sui consumatori. Noi lo riteniamo un aspetto fondamentale e crediamo che l'evoluzione digitale abbia portato imprese e consumatori a dover affrontare un cambiamento radicale nel paradigma del marketing e della comunicazione, nel contesto di uno scambio bidirezionale di messaggi altamente personalizzati e costanti che sono diventati indispensabili nella vita di un’impresa.

Le referenze, i case study e gli ambiti di applicazioni di tecnologie e brevetti di Ai4SmartCity sono tantissimi. Quali sono le più grandi difficoltà che secondo il vostro punto di vista si incontrano nell’avviare processi di digital transformation nel nostro Paese? Come si applica un nuovo modo di lavorare, un nuovo processo o una nuova metodologia nei gruppi di lavoro in cui - frase tristemente nota - "si è sempre fatto così"?

Di innovatori e, più in generale, di persone desiderose di realizzare qualcosa di utile o di nuovo per la propria comunità o per la propria città ce ne sono davvero moltissimi. Spesso, sono state rallentate dall’abitudine, o dal contesto organizzativo in cui si trovavano a operare. Ma le organizzazioni operano sulla base di regole, cambiando le regole si possono cambiare anche le organizzazioni. Negli ultimi anni, le regole sono state spesso troppo numerose e cervellotiche. Hanno a volte ingabbiato l’iniziativa o l’hanno addirittura paralizzata. Ancor più frequentemente hanno costituito un alibi per chi era pavido o non voleva rischiare di sbagliare o non voleva realmente “fare”.

Le regole saranno cambiate a breve perché l’alternativa è quella di sperperare, di non spendere parte delle imponenti risorse che saranno messe a disposizione nei prossimi anni dal PNRR e dagli altri strumenti di finanziamento. Il periodo di tempo in cui potranno essere spesi i fondi disponibili è limitato ad alcuni anni, quindi presumo che gli affidamenti fatti invocando i requisiti di unicità o di urgenza aumenteranno.

Ai4SmartCity preferisce lavorare con regole del gioco semplici piuttosto che lavorare su una semplificazione de facto, anche se può contare su numerosi ed evidenti elementi di unicità.

Che tipo di ricerca e sviluppo fa una realtà come la vostra con un lungo background nell'impresa ma che ha voglia di brevettare e prototipare sempre nuove soluzioni?

Ci spinge la nostra passione per l’innovazione sostenibile, per l’innovazione utile e facile da usare. È una sfida con noi stessi e con la nostra creatività che ci motiva ogni giorno.

Vuole mettere la soddisfazione di creare qualcosa di utile che nasconda l’enorme complessità tecnologica che le dà vita, divenendo magari anche qualcosa di bello quasi fosse un’opera d’arte?

Molte aziende di sviluppo software lavorano in maniera agile. Uno dei punti forti della teoria è il continuous improvement che passa dalle metriche. Quando si lavora con una città o una regione per progetti come il Museo Archeologico di Ercolano, il Cenacolo Vinciano o la Reggia di Caserta che cosa si misura? Come si fissano gli obiettivi? Come si ottiene un feedback utile? 

Lei ha citato alcuni dei nostri casi di successo nei quali la tecnologia di Ai4SmartCity e le sue soluzioni sono state il cuore pulsante della fornitura e dei servizi attivati. In questi casi, oltre naturalmente al rispetto dei tempi, dei costi e degli SLA concordati, quello che conta di più sono la percezione e il gradimento da parte dell’utente finale, che potrà godere appieno dell’opera d’arte in modo più coinvolgente, informato e, magari, anche un po' sorprendente. La sua soddisfazione diventa anche la nostra soddisfazione e quella del committente.

Quali sono le figure professionali che ritenete più disruptive, che vi sembrano più utili da subito per rendere davvero efficace un percorso di rinnovamento per comuni, città ed enti? C'è un passaggio-chiave nell'adozione delle soluzioni tecnologiche che proponete?

Tipicamente nei progetti di innovazione lo staff del fornitore si coordina e collabora con lo staff del committente, nel quale le figure chiave sono l’innovatore, gli stakeholder e il responsabile di progetto. Il passaggio chiave è quello di riuscire a far capire che possiamo e vogliamo essere partner e non solo fornitori. Tanto più questa percezione è netta, tanto più gli ottimi progetti diventano progetti di assoluta eccellenza. 

Quella di salvare il settore del turismo sarà la grande sfida delle aziende tecnologiche come Ai4SmartCity. Quali saranno le difficoltà maggiori per i player che hanno resistito ai problemi legati al Covid? Come si trovano i fondi necessari per avere alti standard tecnologici per il proprio business?

Sinceramente penso che ci troviamo in una condizione totalmente ideale: fra pochi mesi inizierà un periodo che durerà anni e che sarà assolutamente favorevole. Avremo fondi enormi per fare le cose che sappiamo fare, abbiamo soluzioni uniche e dirompenti per interi settori, abbiamo l’expertise necessaria e i talenti che ogni giorno la trasferiscono nei progetti che via via realizziamo.

Contiamo su referenze numerose e di rilievo che ci qualificano e che parlano per noi. Poi le condizioni, se possibile, diventeranno ancor più favorevoli quando, finalmente, il Covid sarà debellato o sotto controllo. Allora riesploderà la voglia di uscire, di viaggiare così come di godere della propria città, del suo territorio, delle sue bellezze e dei servizi, anche digitali, che essa offrirà.

Certo i problemi non mancheranno, ma sarà quasi un piacere risolverli, operando in queste condizioni così eccezionalmente favorevoli che ci saranno per tanti anni a venire.


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