Exit: l'uscita dell'investitore dalla startup

Redazione BacktoWork 15/10/2020

La exit è l’obiettivo dichiarato di tutti i soggetti che investono in startup: si realizza nel momento in cui soci fondatori e investitori vendono le quote della società in loro possesso al fine di realizzare un guadagno. Si utilizza il termine “exit” proprio perché con la cessione delle partecipazioni avviene l’uscita dal capitale sociale della startup. 

Il ritorno dell’investimento sarà allora tanto più elevato, quanto più la startup su cui si è investito avrà aumentato il proprio valore nel corso del tempo, accrescendo e moltiplicando la propria valutazione. Di conseguenza, una exit può definirsi di successo se il valore a cui le quote sono vendute è decisamente più alto rispetto al valore al quale sono state acquistate (per i fondi VC una “buona” exit deve generare un profitto pari ad almeno 5 / 6 volte la somma inizialmente investita). 

Come può avvenire la exit

Sono principalmente due i modi in cui si realizza una exit:

  • quotazione in Borsa: la startup fa il proprio ingresso nel mercato azionario, attraverso quella che viene chiamata IPO (initial public offering ovvero offerta pubblica iniziale)
  • acquisizione strategica: la startup viene venduta ad una grande impresa (la cessione in questo caso potrebbe riguardare anche solo determinati asset aziendali, come capitale umano, know-how o tecnologia).

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