Crowdfunding energetico: investire in sostenibilità e green economy

Redazione BacktoWork 21/03/2021

L’era che stiamo attraversando è caratterizzata da grandi cambiamenti, primo tra tutti la consapevolezza di doverci prendere cura della salute del nostro Pianeta. Le politiche nazionali e comunitarie sono tutte volte in questo senso: l’obiettivo è quello di ridurre il più possibile l’impatto sulla Terra. La ricerca di una via green, con il progressivo abbandono dell’utilizzo delle fonti fossili, è il motore primario che spinge la realizzazione di progetti sostenibili che possano condurre a una vera e propria transizione energetica. Per far ciò, ovviamente, non bastano le sole politiche: serve dotarsi di infrastrutture e tecnologie altamente innovative. Pmi e startup stanno lavorando in questa direzione, grazie anche all’utilizzo del crowdfunding. Il settore del crowdfunding energetico, dall’inizio del suo percorso nel 2012, è in costante crescita. Lo dimostra il progressivo incremento del numero di progetti finanziati e la mole di denaro investiti.

Crowdfunding energetico, cos’è

Nato con l’esigenza di responsabilizzare i cittadini attraverso la promozione di progetti comunitari dal basso, il crowdfunding energetico ha subito un’evoluzione: un importante studio pubblicato da Euro Heat and Power ha evidenziato, infatti, che lo strumento si è differenziato e tra i promotori dei progetti non figurano più singole comunità locali ma anche soggetti più istituzionali. Alla fine del 2017 la percentuali di progetti promossi da aziende superava il 90% del totale del settore.

Tipologie di investimento

Il 90% delle piattaforme hanno come finalità la raccolta di capitali in cambio di una remunerazione futura. Il modello più diffuso è l’equity crowdfunding ma, con la crisi data dalla pandemia, il volume di investimenti provenienti da lending crowdfunding è quello destinato a dare maggiori introiti. Secondo una proiezione il volume di investimenti lending sarà di circa 400 milioni di euro.

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Crowdfunding energetico, le chiavi dello sviluppo

Gli analisti hanno individuato due fattori preponderanti nell’incremento dell’utilizzo di questo valido strumento di finanziamento:

  • Il coinvolgimento, a livello locale, di cittadini e stakeholders. Così facendo, oltre ad aumentare la possibilità di visibilità dei progetti e aumentare il numero degli investitori, la redistribuzione delle risorse sui territori mette un freno a eventuali opposizioni locali;
  • L’accesso al capitale è più snello e veloce di altre forme più istituzionali di finanziamento.

A ciò si aggiunge anche il fatto che i cittadini investitori traggono benefici economici: la possibilità di investire anche somme modeste in progetti green può consentire, sempre secondo gli studi, un rendimento medio che oscilla tra il 4 e il 9%. I cittadini, in questo modo, sono una parte attiva molto importante nel processo di transizione energetica e secondo i dati la sostenibilità ambientale e la trasparenza incidono come motivazioni tanto quanto l’eventuale ritorno economico.

Fonti di energia rinnovabili

Il crowdfunding energetico è fondamentale anche nello sviluppo di progetti che abbiano al loro centro le fonti di energia rinnovabili come l’eolico o il solare ma la prevalenza sembra essere legata al fotovoltaico (il 70% del totale). In crescita anche i progetti sull'efficienza energetica e nel settore delle bioenergie. Progetti di energie derivanti da fonti marine e geotermie stanno iniziando a svilupparsi.

L’Europa è la sede con più investimenti: in testa Gran Bretagna, Francia, Germania, Olanda ma anche l’Italia ha fatto partire i suoi primi importanti progetti. 


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