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Nicola Baggio, OffgridSun: "Vogliamo garantire a tutti un accesso economico all'energia"

Redazione BacktoWork 20/10/2020

OffgridSun è una Pmi innovativa nata con l’obiettivo di portare energia elettrica in tutte le aree non raggiunte dalla rete nazionale, attraverso la realizzazione di soluzioni fotovoltaiche destinate a case, attività economiche, comunità. Per capire meglio come sta cambiando il mercato e quali opportunità si aprono per la società italiana, abbiamo intervistato il founder Nicola Baggio. 

Siete l'unica azienda italiana del programma Lighting Global della Banca Mondiale: come ci siete riusciti?

“Fin dalle origini OffgridSun ha cercato di offrire una gamma di soluzioni complete per tutti i problemi di elettrificazione rurale. In questo senso non ci siamo fermati a piccoli sistemi di solar lighting da pochi watt, ma abbiamo realizzato kit completi anche per usi di comunità, come per esempio impianti di pompaggio solare, su scuole, biblioteche e ospedali. Dal 2013 siamo associati al programma Lighting Global della World Bank-IFC, che garantisce la qualità dei piccoli kit solari mediante una rigorosa serie di test esterni e una attenta attività di “watch-dog”, andando cioè ad acquistare in forma anonima sul mercato finale alcuni prodotti per verificare se sono esattamente uguali ai prodotti testati. Questo ci consente inoltre di accedere a diversi meccanismi di finanziamento speciale messi in campo dalla World Bank in molti Paesi africani in via di sviluppo”.

Non solo in Paesi in via di sviluppo. Siete leader in Europa nei piccoli moduli fotovoltaici: qual è la vostra vision nel Continente? 

“In Europa gli impianti non connessi alla rete elettrica sono generalmente quelli realizzati su baite, case isolate, camper e barche. Tuttavia, sempre più spesso ci giungono richieste per rendere energeticamente autosufficienti anche normali abitazioni: grazie alla riduzione dei costi dei moduli fotovoltaici e alla rapida diffusione di sistemi di accumulo di energia di lunga durata, non è azzardato ipotizzare da qui a pochi anni un nuovo mercato europeo di case ‘full-electric’ non connesse alla rete ma dotate di tutti i comfort”.

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Perché i vostri prodotti possono rivoluzionare l'accesso all'energia e insieme la qualità della vita di molte persone?

“Già oggi l’energia fotovoltaica rappresenta la fonte energetica più economica in tutti i Paesi della fascia tropicale. Garantirne l’accesso ad una vasta fascia di popolazione permette un generale miglioramento delle condizioni di vita e delle possibilità di crescita economica. Grazie alla corrente elettrica si possono infatti avere più ore di luce necessarie ai giovani per studiare dopo aver aiutato la famiglia nelle attività di sussistenza, più strumenti elettrici di lavoro per i piccoli artigiani (dalla macchina da cucire al rasoio elettrico), che così possono lavorare più a lungo o in modo più efficace ed efficiente, più accesso ai servizi sanitari di base per esempio contando su frigoriferi per il mantenimento dei vaccini o sull’illuminazione per poter realizzare operazioni chirurgiche durante la notte”.

La vostra Energy Station è ormai giunta alla quinta generazione. Intendete svilupparla ancora?

“Nel corso del tempo abbiamo visto mutare le esigenze dei clienti. Per esempio oggi il modulo fotovoltaico ha il doppio di potenza del modello originale e anche le batterie sono aumentate di capacità di un buon 40%. Il trend è quello di accrescere ancora la taglia del prodotto per alimentare sempre più utenze: per esempio una tv o un computer portatile. La prossima generazione è attualmente in fase di sviluppo e verrà certificata a Gennaio 2021”.

Quali obiettivi vi ponete con i fondi raccolti grazie alla campagna di crowdfunding?

“I fondi verranno utilizzati principalmente per ampliare e rafforzare la nostra presenza nei mercati dell’Africa: molte volte infatti ci siamo scontrati con le difficoltà dei soggetti locali ad importare significative quantità di materiali. Poter contare su due uffici con piccoli magazzini, in primis in Etiopia e nell’area Ecowas, ci permetterà di convertire in clienti una serie di contatti già attivi e di moltiplicare gli ordini che già ora gestiamo. Inoltre, nel medio/lungo periodo, la presenza locale vuole dimostrare ai partner africani che la nostra strategia non si basa su un approccio ‘mordi e fuggi’ tipico, ahinoi, di molte società occidentali, ma su una visione di collaborazione e di crescita, insieme, per i decenni a venire”.


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