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LIFEdata, Omar Fogliadini: "L'omnicanalità sarà la chiave per il successo dell'Artificial Intelligence"

Redazione BacktoWork 13/11/2020

Abbiamo incontrato Omar Fogliadini, fondatore e Ceo di LIFEdata, startup attiva nel settore dell’intelligenza artificiale che offre soluzioni “chiavi in mano” per la gestione di relazioni e vendita a distanza e l’integrazione tra canali digitali e mondo fisico. L’azienda ha avviato una raccolta di capitali per rafforzare il team e ampliare l’offerta con una nuova soluzione di AI per lo smart working. 

Qual è l'idea alla base di LIFEdata e quali esigenze intende risolvere?

La pandemia ha avuto un impatto strutturale sulla società, sulle nostre abitudini e i nostri comportamenti, accelerando alcuni processi come l’omnicanalità, ovvero l’integrazione e la convergenza tra fisico e digitale. Tutti noi non proviamo più alcuna differenza nel fare qualcosa sui canali digitali o nel mondo fisico. Anzi, stando a un recentissimo studio della società di consulenza McKinsey si può notare come il cliente stesso chieda all’azienda soluzioni digitali di onboarding e gestione delle relazioni e dei servizi a distanza, non solo sul sito web ma su tutti i diversi canali e touchpoints.

Noi abbiamo l’unica tecnologia che trasforma i processi in Omnichannel Customer Experience, rilevando i dati e trasformandoli in azioni di business, con orchestrazione intelligente di tutti i touchpoints, dalla ricerca web basata sull’intenzione e non sulla parola, all’automazione di WhatsApp, alla possibilità di essere serviti o comprare direttamente dalla mappa di Google o con Alexa.

Cosa differenzia LIFEdata rispetto ad altre realtà operanti nel settore dell'intelligenza artificiale?

Ciò che rende diversa LIFEdata rispetto ai suoi principali competitor è il focus sull’omnicanalità. Non ci sono altre piattaforme che coprono tutto il ciclo dell’omnicanalità, dalla rilevazione del dato alla trasformazione del dato in azione, che è il problema principale dietro alla complessità ed al fallimento di molti progetti AI & Analytics. 

Siamo inoltre una società di knowledge management. Trasformiamo quindi la conoscenza già presente in azienda, che oggi rappresenta un costo di tenuta dell’informazione, in problem solving automatizzato che aumenta la redditività dei canali di vendita ed aiuta la sopravvivenza dell’azienda.

Per quanto riguarda invece la parte del software, i nostri punti di forza sono la maturità della soluzione e la velocità di implementazione. Oltre ad essere un Saas, il che non richiede quindi sforzi IT o di programmazione, il software è infatti già operativo e in uso ad aziende di grande nome.

LIFEdata

la piattaforma di Intelligenza Artificiale per la produttività dello smart working nel post Covid

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A quale segmento di mercato è rivolta la vostra piattaforma?

Il target market è quello delle mid-large enterprises. Siamo partner sostenitori degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, e questo ci consente di essere al tavolo e di confrontarci con le principali aziende italiane, dimostrando la nostra diversità e l’utilità pratica della soluzione che proponiamo.

Qual è attualmente il piano di crescita della startup? Anche in relazione allo scenario economico sopraggiunto con la pandemia da Covid-19.1605536788.jpg

La pandemia ha scompaginato le carte creando, come a tutti, degli stop & go. In realtà, ha aumentato di molto la nostra penetrazione sul mercato target. Sicuramente, c’è una rotazione settoriale in corso, nel senso che i settori meno colpiti - Pharma, Health, Banking & Insurance, Utilities, Telco - sono quelli con i quali siamo più attivi, mentre il Retail ha preso un approccio un po’ più riflessivo, a causa dei continui cambiamenti di scenario. Stiamo gradualmente allargando il focus alle soluzioni per la produttività per lo smart working, che hanno un taglio decisamente più generale che settoriale.

Per concludere, come verrà investito il denaro raccolto da LIFEdata attraverso la campagna di crowdfunding in corso?

Completamento della piattaforma con una soluzione per lo smart working, risorse umane per il presidio della crescita e la gestione del canale indiretto, considerato che la pipeline di negoziazioni in corso ci fa prevedere l’esplosione del mercato nel 2021, quando si saranno stabilizzati gli effetti della pandemia.

 


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