Life Sciences: l'ecosistema italiano nel New Normal

Redazione BacktoWork 29/09/2021

L’emergenza Covid ha avuto un impatto profondo sulle imprese del mondo del Pharma, Biotech e Medtech, le quali in pochi mesi si sono trovate in prima fila nel contrasto alla pandemia e hanno dovuto reagire rapidamente per produrre vaccini, trattamenti terapeutici e strumenti per superare una delle peggiori crisi sanitarie mai verificatesi. Un recente studio condotto da The European House – Ambrosetti evidenzia come l’ecosistema delle Scienze della Vita sia stato in grado di rispondere a questa sfida facendo leva sull’innovazione tecnologica e su nuovi approcci di collaborazione per accelerare la ricerca.

“L’impiego di nuove tecnologie e innovazioni come l’intelligenza artificiale, il machine learning e i big data - sempre più applicati al mondo della ricerca nelle Life Sciences - hanno permesso di raggiungere risultati importanti nella lotta al Coronavirus: per isolare le caratteristiche del COVID-19 sono bastate, infatti, due settimane, a differenza degli 11 anni richiesti nel caso della parotite e dei quasi 200 anni per il morbillo”, si legge nel rapporto. “A partire da questo traguardo, tutto il mondo della ricerca nelle Life Sciences si è mosso creando collaborazioni e partnership, ottenendo un risultato impensabile fino a qualche anno fa: in un solo anno sono arrivati alla fase di rollout quindici vaccini, quando nell’era pre COVID-19 erano necessari tra i dieci e i diciotto anni per arrivare allo stesso stadio di sviluppo di un vaccino”. 

“Un altro risultato di portata storica per la vita di milioni di persone - prosegue lo studio - è lo sviluppo della tecnologia a mRNA, che può essere utilizzata come unica piattaforma per contrastare diverse minacce, tra cui il cancro, che rappresenta la prossima frontiera in questa direzione. Se non vi fosse stata l’urgenza dettata dal COVID-19, questa tecnologia avrebbe richiesto ancora molti anni per essere sviluppata ed essere disponibile per la maggior parte della popolazione”. 

L’evoluzione dell’ecosistema italiano

All’interno di questo contesto, il nostro Paese ha svolto un ruolo importante, dimostrando di avere un ecosistema delle Scienze della Vita in buona salute e in crescita rispetto agli anni passati. Il numero di imprese attive ha registrato infatti un incremento importante: in Italia si contano complessivamente 5.327 aziende attive nei settori della farmaceutica, delle biotecnologie e dei dispositivi medici, +8,4% rispetto all’anno precedente.

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Ad aumentare in modo consistente è pure il numero di occupati, che nonostante la pandemia è salito del +11,6%. Il dato sull’occupazione è significativo anche per l’alto livello di specializzazione delle risorse umane occupate, con il 90% di addetti in possesso di laurea o diploma

Con riguardo al valore della produzione, il 2020 è stato positivo soprattutto per le industrie del mondo pharma, che ha registrato un nuovo record storico a 34,3 miliardi di Euro, con un incremento dell’1,0% rispetto al 2019. Nel settore del biotech il valore della produzione ha invece raggiunto 11,4 miliardi di Euro, mentre in quello dei dispositivi medici è stato pari a 6,9 miliardi di Euro.

Le imprese operanti nel settore hanno inoltre mantenuto la propria vocazione all’export, realizzando un incremento complessivo di +4,8%, grazie anche ad un nuovo record per l’industria farmaceutica. 

Il ruolo della ricerca e dell’innovazione

Anche il tessuto della ricerca si è rivelato molto attivo: l’Italia si conferma prima al mondo per numero di pubblicazioni e citazioni per ricercatore negli ultimi 23 anni. Inoltre, il nostro Paese mostra una forte spinta verso la ricerca e l’innovazione in settori di frontiera come la biochimica, la genomica e la biologia molecolare, nei quali è prima in Europa per tasso di crescita delle pubblicazioni negli ultimi 10 anni, con un aumento del 44%. 

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La pandemia ha inoltre accelerato l’adozione di nuove tecnologie e soluzioni digitali in ambito sanitario, stimolando le iniziative di telemedicina implementate dalle aziende sanitarie in linea con le direttive regionali. In particolare, tra marzo 2020 e aprile 2021 sono state create 222 iniziative pubbliche di telemedicina per erogare servizi quali televisite, consulenze da remoto e monitoraggio a distanza. L’emergenza ha infatti spinto a rimodulare i servizi sanitari e a ripensare i modelli di cura, per mantenere un livello adeguato di prestazioni, non solo a favore dei pazienti COVID-19 ma più in generale per l’accesso da parte di tutti gli altri pazienti. 

Gli investimenti di Venture Capital e Private Equity

La competitività delle Life Sciences e l’attrattività dell’ecosistema rispetto agli altri comparti dell’economia italiana sono confermate dal numero di investimenti di Venture Capital e Private Equity. Nel 2020 il settore delle Scienze della Vita è stato il secondo più importante target di investimento in Italia per numero di operazioni realizzate (95), superato solo dal mondo ICT (primo con 157 operazioni). Ma se si considerano i soli investimenti in imprese high-tech, le Life Sciences risultano al primo posto con ben 68 operazioni, il 37,6% del totale. 

Si tratta di un trend consolidato negli ultimi anni: dal 2017 le Life Sciences sono stabilmente il primo comparto per numero di investimenti in imprese ad alto contenuto tecnologico.


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