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Leonardo, Marcello Giampiccolo: “Vantaggi per i diportisti e guadagni per i gestori dei marina”

Redazione BacktoWork 07/12/2020

Intervistato da BacktoWork, Marcello Giampiccolo ci ha parlato della colonnina multiservizi Leonardo, che rappresenta una vera e propria innovazione per il mondo della navigazione turistica.

Di cosa si occupa la startup?

Leonardo si occupa principalmente della realizzazione e della commercializzazione della colonnina omonima. Una piattaforma multiservizi che offre non soltanto acqua e corrente elettrica, come già fanno le attuali colonnine installate nei porti, ma anche aria condizionata, un monitor interattivo con cui visualizzare le informazioni necessarie al diportista e diverse soluzioni di ricarica energetica tramite un box elettrico amovibile.

Qual è l'idea dietro al vostro progetto e quali problematiche risolve?

Nel mondo della nautica la colonnina multiservizi Leonardo offre un servizio più completo rispetto alle colonnine oggi in uso nelle marine, che vengono utilizzate per alimentare i sistemi di bordo o fare il pieno ai serbatoi dell’acqua dolce.

Come prima innovazione tra i servizi offerti da Leonardo troviamo l’aria condizionata, purtroppo non presente sulla maggior parte delle imbarcazioni per motivi di costo ma soprattutto di spazio. Per una barca di piccole dimensioni installare un impianto di aria condizionata infatti vuol dire aggiungere almeno un metro cubo di ingombro. Con questo tipo di impianto si offre un servizio sia ai diportisti che lo noleggiano sia ai gestori del marina, i quali hanno poi un ritorno economico dal noleggio. Tramite il suo utilizzo infatti, la colonnina genera un reddito che ripaga completamente il suo acquisto nel corso di una stagione turistica.

La seconda importante innovazione è il monitor interattivo, che tramite un software dedicato fornisce tutte le informazioni necessarie al diportista quando questo giunge con la sua barca nel marina: dal meteo, al servizio taxi fino ai ristoranti presenti nella zona. Anche nel caso del monitor esiste peraltro un duplice servizio; da una parte verso il diportista che può consultare tutte le informazioni di cui necessita e dall’altra verso il gestore del marina, che attraverso il software può vendere spazi pubblicitari alle attività della zona, inserendole tra le informazioni. Si tratta di una specie di Pagine Gialle dei servizi della nautica in formato digitale e disponibile direttamente sul pontile, con la possibilità oltretutto per il gestore del marina di avere un ulteriore introito.

La terza grande innovazione è quella del box elettrico amovibile. Ogni barca ha bisogno di una certa quantità di corrente elettrica che è determinata dall’amperaggio, per cui più la barca è grande e più l’amperaggio di cui essa necessita sarà maggiore. Se una barca con amperaggio da 63 A arriva in un marina che ha colonnine solo da 16 A deve necessariamente o accendere i generatori - la cui accensione in molti casi lascia dei residui oleosi e inquinanti nelle acque dei porti - oppure cambiare posto.

Con questo nostro sistema la colonnina rimane la stessa, ma tramite uno sportello posto sul retro si sostituisce semplicemente il box elettrico. In questo modo se arrivo con una barca da 63 A di amperaggio chiamo il marinaio del posto che sostituisce il box da 16 A con un da 63 A e io sono a posto. Tra l’altro nel caso in cui una colonnina si dovesse danneggiare risulta molto facile e rapido ripararla, in quanto viene riconsegnata direttamente all’azienda che nel giro 24 ore la restituisce nuovamente funzionante.

Inoltre, durante la stagione invernale i box elettrici possono essere tolti e riposti in un luogo chiuso per scongiurarne il deterioramento, raddoppiando così il ciclo di vita della colonnina. Dal punto di vista estetico abbiamo infine voluto realizzare un oggetto che fosse gradevole alla vista; con materiali pregiati come l’acciaio inox 316 lucidato a specchio e decorazioni fatte nello stesso materiale composito usato per i pontili. Tutte componenti ovviamente riciclabili al 100% ed ecocompatibili.

Leonardo

la prima colonnina elettrica multiservizi brevettata dedicata alle marine turistiche

Cosa differenzia Leonardo rispetto alle altre realtà operanti nel settore?

Tralasciando i dati puramente tecnici, la grossa differenza di base è il fatto che con Leonardo la colonnina non è più solo un costo per il gestore del marina, il quale è oltretutto obbligato ad acquistarla come prevede la normativa sui porti turistici. In questo caso infatti l’acquisto diventa anche un investimento sul lungo termine, perché grazie al noleggio dell’aria condizionata e tramite i proventi della raccolta pubblicitaria la colonnina si ripaga già dal primo anno di acquisto. Dal secondo anno in avanti poi è tutto guadagno che arriva al porto.

A quale segmento di mercato è rivolta la vostra startup e qual è la strategia di comunicazione che state adottando per promuoverla verso quel tipo di pubblico?

Il segmento principale a cui Leonardo è rivolta sono i proprietari e i gestori dei porti turistici. C’è poi un altro settore che è quello dei saloni nautici, per i quali abbiamo un progetto tramite il quale sfruttando la colonnina è possibile fornire informazioni tecniche e pubblicitarie - che possono essere prove di navigazione e layout disponibili in modalità multilingue - in merito alle imbarcazioni in esposizione, evitando peraltro in questo modo la visita sottocoperta che in tempo di Covid può essere rischiosa. Dall’altra parte invece l’utilizzo dell’aria condizionata o del riscaldamento durante i saloni nautici può trasformare la barca in un ufficio, per cui se i saloni sono d’inverno si potrebbe benissimo evitare di affittare uno spazio apposito. 

Altro segmento molto appetibile è inoltre quello dei concessionari pubblicitari. L’idea è quella di fare in modo che una grossa agenzia dia le colonnine in comodato d’uso per la raccolta pubblicitaria, come già succede oggi con la cartellonistica nelle città. Questo anche perché la clientela del marina appartiene a un target molto preciso: più o meno abbiente e legata a tutto quello che gira intorno alla nautica. Avere un target così specifico può rappresentare un’ottima opportunità per chi deve vendere pubblicità.

Qual è attualmente il piano di crescita della startup, e come sono cambiate le vostre prospettive in relazione all'avvento della pandemia di Covid-19?

Per assurdo l’avvento della pandemia ha aumentato l’interesse per il prodotto. Con il 2020 l’emergenza sanitaria ha fatto schizzare alle stelle l’interesse per il charter, soprattutto per il discorso del distanziamento sociale e dell’isolamento. Quest’anno dunque c’è stata una vera e propria caccia alla barca da diporto, con molte aziende di noleggio che hanno fatto sold out proprio perché con le restrizioni dovute al lockdown le persone hanno deciso di puntare su un mezzo con cui potessero muoversi liberamente senza scendere a terra.

La nautica quindi nonostante tutto è andata bene e anzi la colonnina si inserirebbe perfettamente in un discorso relativo al noleggio in tempo di restrizioni sanitarie, poiché attraverso questa potrà essere possibile fare il check in e il check out in maniera automatica e da remoto evitando ogni tipo di contatto e quindi scongiurando diffusione del contagio.

Come verrà investito il denaro raccolto attraverso il crowdfunding?

Il denaro raccolto verrà principalmente investito nella creazione di una rete commerciale, poi in fiere del settore nazionali - quando sarà possibile – e poi con delle installazioni di prova. La parte critica del progetto è stata infatti farlo conoscere, quindi fare delle installazioni di prova gratuite per rendere noto ai più il progetto. In questi casi tuttavia non sarà allestito con le colonnine tutto un porto, ma soltanto un piccola zona in cui si potranno far vedere le potenzialità del progetto.

Sono state ovviamente fatte anche delle prove estemporanee collegate alle prove pratiche. Ad esempio ad Anzio durante la festa del patrono o anche a Miami, dove è stata particolarmente apprezzata l’estetica dell’oggetto, ma in quest’ultimo caso centra anche il concetto di Made in Italy che funziona ancora molto all’estero.


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