La lunga strada verso un mondo a energia pulita

Redazione BacktoWork 28/10/2021

Nell'ultima edizione del World Energy Outlook, l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha scattato un’istantanea sul comparto ma, soprattutto, ha suonato un campanello di allarme: la transizione energetica procede, ma a un ritmo ancora troppo lento.

Il prossimo 31 ottobre, a Glasgow, in Scozia, prenderà il via Cop26, il summit internazionale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Cop sta per Conference of Parties (Conferenza delle Parti) e vedrà la partecipazione dei Paesi che hanno firmato nel 1994 la Convenzione quadro dell’Onu sul clima. L’occasione per fare il punto sulle opportunità, i benefici e i rischi futuri in questo cruciale momento di transizione verso un mondo a energia pulita.

World Energy Outlook 2021

L’evento rappresenta un passaggio fondamentale, tenendo conto che la crescita di attenzione verso le fonti rinnovabili - che pure è evidente - rischia di non essere ancora sufficiente per raggiungere l’obiettivo degli 1,5 gradi di riscaldamento globale, poiché gli impegni presi fino a oggi coprono meno del 20% del divario nella riduzione delle emissioni che deve essere colmato entro il 2030.

Lo si legge a chiare lettere in uno dei passaggi principali del World Energy Outlook (WEO), apparso per la prima volta nel 1998 e oggi, senza dubbio, la più autorevole fonte di approfondimento e proiezione sul mondo energetico.

Le sue analisi, condotte dall’IEA, l’Agenzia Internazionale per l’Energia, forniscono indicazioni fondamentali sull'offerta e sulla domanda globale di energia in diversi settori, nonché sulle implicazioni per la sicurezza energetica, gli obiettivi climatici e lo sviluppo economico.

Nel rapporto appena presentato si legge che: “Una nuova economia energetica fatta di fonti pulite e rinnovabili sta emergendo in tutto il mondo, ma ad un ritmo ancora troppo lento”.

Tanto per avere un ordine di grandezza, le previsioni IEA dicono che nel 2030 la domanda di petrolio dovrebbe attestarsi poco sotto il picco storico del 2019 e il carbone calerà del 20% nel mix energetico globale rispetto a oggi. E aggiungono che la generazione di energia pulita da vento e sole si avvicinerà, sempre entro l’inizio del prossimo decennio, ai 10.000 TWh con 500 nuovi GW installati ogni anno entro fine decennio.

Va detto, però, che i lati positivi non mancano. E il primato raggiunto nel 2020, nonostante gli effetti della pandemia, è stato rilevante, grazie alla rapida crescita dell’eolico e del fotovoltaico, nonché alla diffusione dei veicoli a propulsione elettrica.

Bene, ma non benissimo…

Tuttavia non è ancora abbastanza, poiché entro il 2050, l’anno del Net Zero, la deadline del vero cambiamento, il calo delle emissioni sarà soltanto del 40%, e il riscaldamento globale al 2100 potrebbe raggiungere i 2,1 gradi, ben oltre quindi gli accordi di Parigi.

Nel breve periodo, vi sarà inoltre un notevole rimbalzo di carbone e petrolio e quest’anno sarà archiviato come uno dei peggiori della storia per le emissioni di anidride carbonica (CO2)

Ma quali sono le ragioni di questa preoccupante lentezza? In primo luogo occorre sottolineare come, oggi, gli investimenti nelle rinnovabili rappresentano soltanto una frazione (pari a un terzo) di quelli che sarebbero invece necessari, e questo stato di cose è dovuto soprattutto ai ritardi delle economie in via di sviluppo che non godono di sufficienti aiuti da parte dei Paesi più ricchi per compiere gli auspicati progressi nell’accesso universale all’energia.

I possibili rimedi

Dopo aver fotografato la situazione e aver individuato i problemi, il rapporto passa a enunciare le azioni per riportare il processo sui giusti binari. Per l’esattezza, individua quattro macro-filoni di intervento:

  • aumentare la spinta verso l’elettrificazione pulita arrivando a raddoppiare la crescita di capacità installata di eolico e fotovoltaico;
  • aprire nuovi fronti tecnologici, soprattutto in ambito nucleare;
  • creare reti più flessibili;
  • sostituire il carbone con interventi sempre più radicali di transizione energetica nei trasporti e nel riscaldamento domestico.

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