Insurtech, la pandemia accelera l’adozione di tecnologie e modelli di business innovativi

Redazione BacktoWork 17/06/2021

L'incertezza e l'aumento dei rischi generati dalla pandemia hanno incoraggiato nel corso del 2020 gli investimenti in Insurtech, sia in aziende già consolidate, sia in startup disruptive. È quanto emerge dal Global Outlook presentato da NTT DATA, che evidenzia come il Covid abbia avuto l’effetto di stimolare i processi di innovazione e trasformazione tecnologica nel settore assicurativo.

Secondo lo studio, realizzato in collaborazione con everis, gli investimenti in Insurtech hanno raggiunto i 7 miliardi di dollari lo scorso anno. “Il settore è rimasto attraente per gli investitori, nonostante il Covid abbia complessivamente ridotto la disponibilità di capitali per l’innovazione” commenta Stefano D’Ellena, Head of Insurance everis Italia. “Tolta una ovvia concentrazione di capitali nel settore Health, e la conferma dell’interesse nella Cyber Insurance, la vera novità del 2020 è la crescita di investimenti nelle Insurtech dell’ambito Home, soprattutto quelle legate al mondo della prevenzione del rischio.” 

Le compagnie assicurative guidano gli investimenti in startup

Protagoniste di questa crescita di attenzione per il mondo Insurtech sono le compagnie assicurative “tradizionali”, che hanno speso quasi 1,6 miliardi di dollari in innovazione, aumentando gli investimenti rispetto al 2019 del 61% e destinando 445 milioni di dollari a startup Insurtech.

La maggior parte dei capitali delle compagnie sono andati a società che lavorano in tecnologie come cloud, mobile e applicazioni, che propongono nuove soluzioni e modelli di business incentrati sulla personalizzazione dell'assicurazione, aggregatori, piattaforme e comparatori.

Bruno Abril, Partner NTT DATA EMEAL Insurance, spiega: "L’Insurtech è già percepito come un bene prezioso dalle compagnie di assicurazione, in quanto le aziende innovative possono avere un impatto molto positivo sul loro business. Conoscere nel dettaglio queste aziende e quali possono essere i loro contributi all'interno del settore significa saper cogliere le nuove opportunità e affrontare con maggiori garanzie di successo le sfide future”.

Nuovi bisogni e nuovi modelli

La pandemia ha cambiato i comportamenti, le scelte e le abitudini di consumo, nel settore assicurativo così come in moltissimi altro ambiti. I risultati dell’analisi mostrano una netta accelerazione nell’adozione di nuovi modelli: crescono in particolare pay-per-use e digitalizzazione della distribuzione. A ciò si aggiunge un alto livello di investimenti nelle piattaforme di brokeraggio e nella cyber-assicurazione.

“Il report evidenzia che nel 2020 abbiamo assistito a livello globale a una trasformazione dei processi delle compagnie assicurative, che sono diventati più dinamici e data-driven. Cambiamenti accelerati dalla pandemia e guidati dai nuovi bisogni dei clienti finali” afferma Sergio Dizza, Head of Insurance NTT DATA Italia.

Per rispondere alle nuove esigenze, le compagnie assicurative e le startup stanno utilizzando set di dati unici e l'Intelligenza Artificiale per ridurre e gestire i costi dei sinistri, aiutando i clienti a prevenire eventi indesiderati. Inoltre, quest'anno si osserva una particolare crescita dell'Internet of Things che coinvolge tutte le linee di business, auto con assicurazioni basate sull’utilizzo, salute e vita attraverso wearable, ma anche in casa con dispositivi di rilevamento perdite e allagamenti, o nel commerciale con polizze parametriche per trasporto e rischi speciali.

Queste nuove soluzioni basate sulla tecnologia stanno rafforzando la transizione del settore assicurativo dalla protezione alla prevenzione.

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Mercati e tendenze emergenti

Alcuni attori asiatici - rileva la ricerca - hanno compreso già da anni il concetto di ecosistema nel mondo insurance. Principalmente perché questa regione ha accesso alle tre variabili necessarie per guidare gli ecosistemi: grandi popolazioni, adozione della tecnologia e bassa penetrazione assicurativa. In questi enormi mercati, esiste un alto livello di digitalizzazione da parte degli utenti e, in generale, un tasso di penetrazione assicurativa molto basso - 1%, mentre un mercato consolidato in un'altra area raggiunge quasi il 5% - il che fa sì che modelli di business B2B2C, ibridi e collaborativi funzionino molto bene. Offrire assicurazioni - compresa la microassicurazione - nei canali di altri attori permette di realizzare una nuova distribuzione digitale che riduce elementi come il costo di acquisizione dei clienti. In questo modo, questi ecosistemi connessi producono anche altri tipi di miglioramenti, come la generazione di una migliore customer experience, o l'accesso diretto ai dati del cliente finale.

Non è un caso che gli investitori insurance asiatici abbiano guidato i più grandi round nel 2020, concentrando più di 1,1 miliardi di dollari di investimenti.


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