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Il lusso alla prova del Coronavirus: il 70% dei fondi pronti a investire

Chiara Riva 04/06/2020

L’emergenza Coronavirus non ferma gli investitori globali del settore ‘Fashion & Luxury’ che dovranno rapportarsi con modelli di business influenzati da scenari instabili e tecnologie digitali avanzate. È quanto afferma il report di Deloitte “Global fashion & luxury private equity and investors survey 2020”, che analizza trend e operazioni di M&A nel mercato del lusso basandosi su dati e interviste ai top manager. 

Le vendite di beni del settore luxury dovrebbero crescere con un incremento del 10% nel lasso temporale 2019-2025 (+1,9% annuo). A recuperare rapidamente terreno, nonostante la grave crisi dovuta al Coronavirus, saranno hotel di lusso, abbigliamento, beni di lusso personali anche grazie alla vendita eCommerce. 

I fondi investono in Fashion & Luxury

Non a caso, secondo Elio Milantoni, partner Deloitte, l’industria del Luxury continuerà a essere terreno fertile per gli investitori: “Il digital luxury è un settore su cui si concentreranno buone opportunità di investimento per il prossimo anno, mentre lo store classico evolverà da point of sales a point of touch, a riprova dell’importanza delle vendite online”. 

Secondo quanto analizzato da Deloitte ben il 70% dei fondi valuta un investimento nel settore ‘Fashion & Luxury’ nel 2020 con uno spiccato interesse per il mercato del digital luxury. Pur tenendo conto dell’emergenza Coronavirus, si prevede che l’andamento delle vendite dei segmenti abbigliamento, orologi e gioielli, yacht e jet privati rimarrà stabile, mentre riusciranno a segnare un incremento in positivo il settore della cosmetica e profumi. A crescere, in particolare, saranno i mercati dell’Asia che saranno i più pronti a recuperare il terreno perso, mentre in Europa la ripresa sarà parecchio lenta.

Il Digital Luxury e l’eCommerce

Deloitte ha evidenziato come il 2019 si sia rivelato un anno proficuo per le operazioni di M&A nel mercato luxury, con 271 operazioni registrate in totale. Il settore degli hotel luxury (43% del totale) è stato il miglior segmento, con un aumento di 40 unità. Le operazioni focalizzate sul segmento hotel e altre industrie sono state guidate dagli investitori strategici (55% degli acquirenti totali), mentre gli investitori finanziari, che sono il restante 45% e rappresentano prevalentemente fondi di private equity e venture capital, hanno effettuato ben cinque operazioni in più rispetto al 2018. 

Ed è nei confronti del digital luxury e delle capacità espresse, in questi mesi, dal mondo dell’eCommerce, che gli investitori stanno rivolgendo in particolare la propria attenzione. Perciò, il 70% dei fondi è alla ricerca di startup innovative e aziende digital coinvolte nell'uso di tecnologie innovative come big data & analytics, intelligenza artificiale e internet of things.