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Flority Fair, Giulia Giontella: "Puntiamo a innovare l'offerta e i servizi nel settore floreale"

Redazione BacktoWork 15/09/2020

Dalle ville nobiliari al Festival di Sanremo, l’Italia è da sempre il Paese dei giardini e dei fiori. Flority Fair si propone di rinverdire il Made in Italy del settore, proponendo un business model basato sul servizio di ecommerce e home delivery, prodotti innovativi e relazione diretta con i produttori e vivaisti. Ne parliamo con Giulia Giontella, founder di Flority Fair, azienda che ha di recente avviato una campagna di crowdfunding su BacktoWork.

Qual è il progetto di Flority Fair? Come nasce?

Flority Fair è nata dalla mia esigenza di consumatrice di ricevere fiori freschi per casa e ufficio tutte le settimane con un comodo servizio di delivery simile all’abbonamento. Cercando una soluzione su Google convinta di trovarla, mi resi conto di questo buco nel mercato.

Ho scoperto che l’Italia storicamente è stata per secoli leader nella produzione floreale mondiale, grazie al clima, al territorio e ad aziende che si tramandavano di generazione in generazione. Una leadership venuta meno a partire dagli anni Ottanta. Guardando ai numeri, nel circuito europeo la floricoltura italiana è stata scalzata da quella olandese a partire dagli anni Ottanta. Ma non avendo clima e territori fertili come i nostri (sono idonei solo per la produzione di tulipani), l’Olanda è andata a produrre in territori come i paesi africani dove non ci sono normative adeguate sia dal punto di vista ambientale che sociale. Attualmente l’Olanda fa girare una quota rilevante della propria economia grazie a questo settore.

Com'è stato accolto dai floricoltori il servizio offerto da Flority Fair?

Il 90% dei floricoltori italiani ha chiuso o si è riconvertito negli ultimi anni. Il nostro servizio necessita di un team dedicato che interagisce con i produttori sopravvissuti alla concorrenza olandese. Ognuno produce dalle 2 fino alle 6 varietà di fiori al massimo nel corso dell’anno. Abbiamo rapporti diretti con diversi interlocutori e un modello di vendita e consegna centralizzato, anziché servirci da un singolo grossista che importa dall’Olanda. Il risultato è risparmio economico e maggior freschezza per il consumatore.

Quali sono le soluzioni che offrite al settore floreale?

Oltre al servizio di delivery ci siamo resi conto dell’esigenza di avere prodotti con meno manutenzione possibile: offriamo, quindi, piante, fiori, composizioni e giardini verticali “stabilizzati”. Questi sono prodotti innovativi che utilizzano materia prima vera e che, grazie ad un trattamento che sostituisce l’acqua con la glicerina, non li fa appassire per anni.

Flority Fair

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Quali sono i punti critici del mercato floreale italiano?

La facilità di reperibilità dei prodotti dall’estero spinge i produttori locali a chiudere o riconvertirsi a colture alimentari. Inoltre, i costi ancora esosi dei corrieri di distribuzione sul territorio nazionale incidono negativamente sui costi finali di un prodotto che altrimenti sarebbe molto competitivo. La parte educational di Flority Fair è fondamentale per preparare i consumatori che non conoscono la stagionalità delle rose o l’aspetto di fiori meno comuni come dalie, fresie o iris. Per non parlare della totale assenza di informazione circa i prodotti stabilizzati.

Qual è oggi il settore che richiede maggiormente i vostri servizi?

I maggiori ricavi si ottengono dai matrimoni e dalle piante stabilizzate: per questo abbiamo in progetto di aprire due hub dedicati a questa produzione, sia al Nord che al Sud Italia.

Il vostro modello di business è già presente all'estero? Quali sono le differenze maggiori?

All’estero di recente sono nate realtà simili alla nostra, soprattutto per quanto riguarda il delivery con formule di abbonamento. Nel giro di pochissimo tempo, queste realtà si sono quotate in Borsa e hanno ricevuto milioni di euro di investimenti. Addirittura, nell’ultimo anno una di queste realtà ha deciso di investire nel nostro mercato riconoscendone l’altissimo potenziale non ancora esplorato”.

Puntate a scalare nell'Home Decor. A che punto è la richiesta nel settore? È possibile fare un confronto con gli anni scorsi?

L’home decor è un mercato da miliardi di euro che nell’online cresce ogni anno, facendo nascere nuove piattaforme esclusivamente dedicate a questo segmento. Nonostante il trend del green e della sostenibilità nell’home decor sia inarrestabile, in Italia siamo stati la prima piattaforma ecommerce con vendita diretta di prodotti stabilizzati acquistabili dal sito. È evidente che un mercato vergine nel 2020 è destinato ad essere aggredito prima o poi, ma essere stati precursori avrà il suo peso in questa corsa al ‘fiore di Colombo’.


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