ECommerce: i nuovi trend del commercio digitale in Italia

Redazione BacktoWork 14/05/2021

Come conseguenza delle restrizioni al commercio fisico dovute alla pandemia, aumenta la penetrazione dell’online sul totale acquisti retail e cambiano i comportamenti dei consumatori, con il passaggio ad un approccio “Digital First” (acquisti solo o prevalentemente online) in cui si evidenzia il rilievo crescente assunto dalle recensioni online nelle scelte d’acquisto.

L’eCommerce si conferma in questo particolare momento storico l’unico motore di crescita del commercio e gioca sempre più un ruolo rilevante e decisivo nelle strategie dei merchant e dei retailer. Secondo i dati presentati al Netcomm Forum, nel 2020 gli acquisti online degli italiani sono cresciuti in ambito B2C del +3,4% e hanno raggiunto i 32,4 miliardi di euro. Una dinamica influenzata fortemente dagli effetti della pandemia che hanno generato un andamento opposto tra i comparti. Si è assistito ad un boom delle vendite di prodotti, cresciute del +45% a 25,9 miliardi; i servizi, al contrario, sono calati del -52%, per un valore degli acquisti online ridotto a 6,5 miliardi di euro. 

L’evoluzione del consumatore e dei suoi comportamenti d’acquisto nel 2021

Una ricerca di Netcomm realizzata in collaborazione con MagNews sulla trasformazione dei percorsi di acquisto dei consumatori tra il 2020 e il 2021 nei settori Fashion, Food e Personal Care ha individuato cinque nuove tipologie di consumatore: Consumatore Contemporaneo, Fast Shopper, Offline Buyer, Omnichannel Shopper e Digital First. Il trend principale è un consistente trasferimento del comportamento d’acquisto da un approccio prevalentemente fisico o omnicanale (acquisti sia online che offline) a favore di uno “Digital First” (acquisti solo o prevalentemente online).

Inoltre, dalla ricerca emerge che i digital wallet e le recensioni online sono i touchpoint più rilevanti nell’abilitazione degli acquisti via web. Il momento del pagamento non conclude solo l’esperienza d’acquisto, ma è anche un fattore strategico di marketing per le aziende della filiera; le review online sono ormai uno strumento fondamentale per i consumatori, che dovrà essere posto al centro delle riflessioni delle insegne e dei brand, non solo per gestirle con attenzione, ma anche per intercettare i bisogni e le necessità di acquirenti più consapevoli e alla ricerca di esperienze d’acquisto sempre più personalizzate.

Il valore degli acquisti online nel 2020 e le prospettive per il 2021

L’ultima indagine dell’Osservatorio eCommerce B2C della School of Management del Politecnico di Milano evidenzia che la penetrazione dell’online sul totale acquisti retail, complice il crollo dei consumi offline a causa delle restrizioni al commercio fisico dovute alla pandemia, compie un significativo balzo in avanti e passa dal 7% del 2019 al 9% del 2020.

I comparti di prodotto hanno registrato online, nel 2020, una crescita esplosiva: in valore assoluto vi è stato un incremento di 8 miliardi di euro rispetto al 2019, trainato da Informatica ed Elettronica di consumo (+1,9 miliardi di €), Food&Grocery (+1,3 miliardi di €) e Arredamento e Home Living (+1,1 miliardi di €).

Nei servizi sono i comparti Turismo e Trasporti a generare il drastico calo degli acquisti eCommerce B2C con una riduzione rispetto al 2019 di circa 6,7 miliardi di euro. 

“La pandemia ha avuto un duplice impatto”, afferma Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c - School of Management del Politecnico di Milano. “Da un lato, contrariamente a quanto si possa pensare, ha frenato la crescita del mercato eCommerce B2c in Italia, che certamente sarebbe stata più elevata senza l’emergenza sanitaria. Dall’altro ha anche modificato gli equilibri tra online e offline forzando l’offerta a soddisfare le mutate esigenze di consumo e ad accelerare il suo processo di digitalizzazione e spingendo i consumatori a un utilizzo più frequente dei canali online. Questi cambiamenti sono segno di una generale maturazione che permetterà all’eCommerce B2c italiano di continuare a crescere anche nel 2021. In particolare, ci aspettiamo un ulteriore aumento degli acquisti online trainato da un consolidamento nei comparti di prodotto e da una leggera ma significativa ripresa dei servizi”.

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La rete del valore della filiera dell’eCommerce in Italia

Quella del Digital Retail oggi è una vera e propria filiera anche nel nostro Paese, la cui rete del valore include sia le realtà che vendono online (Merchant e Brand Owner) che le imprese che erogano servizi legati allo scenario digitale per un totale di 678mila imprese, che rappresentano il 34% del totale delle imprese di capitali in Italia (1,9 milioni).

Seconda una ricerca di Netcomm condotta da The European House - Ambrosetti, già nel 2019, prima dell’avvento della pandemia, l’ecommerce era stato uno dei settori che aveva incrementato di più il proprio peso relativo sul fatturato complessivo, incidendo profondamente sia sulla crescita del fatturato totale delle attività economiche (+19,2%), sia sulla crescita dell’occupazione delle imprese italiane (6,7% sul totale).

Nel 2020 gli operatori che si sono affidati in parte o del tutto alla rete di vendita digitale hanno visto crescere in maniera importante i ricavi delle vendite e delle attività legate all’ecommerce: durante il lockdown, infatti, il 50% dei Merchant e Brand Owner ha aumentato il proprio fatturato di vendita online di oltre il 100%, mentre per il 50% dei Business partner questa crescita si è attestata tra +21% e +75%.

“Per continuare a sostenere l’evoluzione digitale delle imprese e contribuire con la rete del valore del digital retail alla crescita del sistema economico italiano, occorre un cambio di paradigma, ovvero ragionare con una visione di “Connected Economy” che aggreghi e sappia creare sinergie per cittadini, consumatori, imprese e Pubblica Amministrazione”, commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. “È necessario sviluppare un programma concreto di transizione al digitale che supporti e faciliti le imprese in un processo definitivo e irreversibile, connettendo sistematicamente i distretti, le filiere industriali, gli organi pubblici e le imprese, affinché si possano offrire ai cittadini e ai consumatori benefici e servizi in linea con i nuovi stili di vita e supportare le aziende nell’essere sempre più sostenibili e competitive”.


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