Design Sprint: cos'è e come si differenzia dal Design Thinking

Redazione BacktoWork 05/04/2021

Da qualche anno questa metodologia innovativa nata in casa Google ha affiancato il Design Thinking come approccio “agile” a disposizione di imprenditori e manager per lo sviluppo di nuove idee e soluzioni.

Così denominato da Jake Knapp, ex partner di Google Venture, l’approccio Design Sprint è un processo che dura pochi giorni, nel corso dei quali si parte da un problema per arrivare rapidamente ad una possibile soluzione. Come il Design Thinking, si basa su alcuni concetti chiave del design

Team creativity e Rapid Prototyping

Sono i due strumenti che accomunano Design Sprint e Design Thinking. Entrambi gli approcci puntano a favorire la generazione delle idee facendo leva sulla creatività, ma non si limitano a guidare il team di lavoro nell’immaginare un'idea o una soluzione, poiché definiscono anche le fasi per la realizzazione rapida dell’idea sotto forma di prototipo.

User Contribution

Una differenza tra le due metodologie riguarda il ruolo che l’utente finale ricopre nel processo di innovazione. Questa differenza di coinvolgimento è legata al fatto che lo Sprint nasce da una necessità interna all’azienda, mentre nel Design Thinking i bisogni del cliente rappresentano il punto di partenza dell’intero processo.
Proprio per tale ragione, nel Design Thinking si fa largo uso di ricerche di mercato, mentre nel Design Sprint l’utente è coinvolto in A/B Test.

Process Dynamics

Un altro aspetto che differenzia i due approcci è la loro durata. Infatti, se i progetti di Design Thinking possono durare anche mesi o addirittura anni, quelli di Design Sprint hanno una durata definita: 5 giorni lavorativi, da lunedì a venerdì. Questa differenza si riflette sulle dinamiche di processo:

  • il Design Thinking predilige fasi divergenti, in cui si generano innumerevoli nuove idee attraverso lunghi momenti di brainstorming;
  • il Design Sprint è orientato alla convergenza delle idee e pone molta enfasi sui momenti decisionali, che spesso vengono gestiti tramite votazioni.

La compressione in pochi giorni di attività che solitamente coprono un lasso temporale maggiore punta a ridurre l’incertezza e minimizzare i rischi di insuccesso attraverso la raccolta di feedback veloci.


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