business management innovation economy

Design Thinking: cos’è e come sta cambiando il modo di innovare

Redazione BacktoWork 15/09/2020

Un modello di sviluppo agile e concreto, mutuato dal design e sempre più utilizzato in campi diversi per innovare e affrontare le sfide della trasformazione digitale. Il Design Thinking è questo: un approccio per l’esplorazione, la creazione e la verifica di nuove soluzioni, che parte da un cambio di prospettiva rispetto al passato, in termini di mentalità, processi e strumenti.

Di cosa si tratta

Se in una professione tradizionale il processo lavorativo è standardizzato, nel Design Thinking esso presenta una struttura più libera e aperta, che considera i desideri e le esigenze dei clienti nella progettazione ed erogazione di un prodotto o servizio. Anzitutto, è importante una capacità di pensiero che consideri il prodotto finale sotto forma di “esperienza” e, come tale, comprenda cosa le persone si aspettano di ottenere da esso. Tale approccio serve a strutturare anche il team di lavoro: la tradizionale struttura gerarchica è dismessa a favore di un approccio che incoraggia i dipendenti, perché orientato all’osservazione, alla creatività nella visione e nella gestione del progetto e alla compresenza di opinioni differenti. I benefici di questo modello si riflettono in una maggiore capacità di gestione dei rischi e nell’individuazione di soluzioni più soddisfacenti per il cliente e più proficue per l’azienda.

Le quattro "forme" del Design Thinking

A seconda della natura e del settore delle aziende coinvolte, delle sfide specifiche e degli obiettivi del progetto di innovazione, il paradigma del Design Thinking può assumere forme diverse. L’Osservatorio Design Thinking del Politecnico di Milano ha individuato quattro modelli principali:

Creative Problem Solving. È l’approccio di Design Thinking più diffuso. Si tratta di una metodologia con la quale le imprese innovano comprendendo i bisogni dell’utente e immaginando più soluzioni possibili per rispondere alle sue esigenze.

Sprint Execution. Con questa metodologia ci si pone un obiettivo abbastanza chiaro: realizzare un prodotto da lanciare sul mercato, attenendosi alle esigenze degli utenti. E in breve tempo: la rapidità della prototipazione è uno dei punti cruciali, quando si parla di Sprint Execution.

Creative Confidence. Questa tipologia ha un’ambizione abbastanza chiara: stimolare l’imprenditorialità all’interno delle imprese, coinvolgendo le persone per dare loro maggiore spazio.

Innovation of Meaning. Questo è l’approccio col quale le imprese ridefiniscono la propria visione aziendale, i messaggi e i valori legati ai prodotti e ai servizi che offrono. L’obiettivo è apportare valore sia all’organizzazione, che all’utente finale.

Le quattro fasi del processo

Il processo di Design Thinking si suddivide in quattro fasi. Nella fase di ispirazione, il team solitamente identifica e analizza il problema guardando alle possibili soluzioni. Non esiste una soluzione univoca, ma molteplice, in consonanza con i bisogni del cliente. Questi è al centro di una delle fasi fondamentali del Design Thinking: l’empatia.

Comprendere il punto di vista dell’utente o destinatario finale è la chiave di volta del processo, soprattutto nel settore tecnologico. In questo campo, piuttosto che l’estetica del prodotto, interessa la comprensione del suo utilizzo da parte dell’utente finale.

Durante la fase di ideazione, non c’è spazio per un’idea sola: utilizzando il pensiero divergente e convergente, vengono esposte più idee possibili per selezionare le migliori fino all’ultima, quella ritenuta più rispondente ai determinati criteri.

Nell’ultima fase, quella di implementazione e prototipazione, le idee migliori vengono modellate creando prodotti e servizi da testare. Nella fase di test, sono utilizzati sia prototipi fisici che modelli computerizzati. Ma questa non è necessariamente la fase finale del processo: alcune valutazioni possono indurre il team a considerare nuove idee o nuove soluzioni.

Come cambia il modo di fare business

Con l’innovazione, il Design Thinking rivoluziona il modo di fare business. Fin dall’inizio del processo, il progetto nasce dai reali bisogni dei clienti. I loro feedback diventano essenziali: prendere in considerazione quanto dice il consumatore o utilizzatore è parte integrante della creazione del prodotto. Per questo, è fondamentale un team che assommi tutte le competenze.

Per le imprese, si tratta di una metodologia di lavoro che può essere applicata in svariati ambiti. In California, per esempio, la startup Ideo ha applicato questa metodologia a qualsiasi settore che necessiti di una soluzione. In Italia, nonostante il terreno fertile, il Design Thinking è applicato prevalentemente dalle agenzie di consulenza. Un caso virtuoso per esempio è quello dell’italiana Moleskine, che ha utilizzato tale processo nel settore dell’innovazione.


Potrebbe interessarti anche: