Deliveroo annuncia la sua quotazione alla Borsa londinese

Redazione BacktoWork 20/03/2021

Deliveroo, la società inglese di consegne di cibo a domicilio, ha annunciato lo scorso 8 marzo di voler fare il suo ingresso alla Borsa di Londra, conquistandosi così il titolo di maggiore Ipo (Offerta Pubblica Iniziale) degli ultimi sette anni.

Complice il lockdown, il 2020 ha visto cresce il valore delle transazioni dell’azienda del 64%, da 2,5 miliardi di sterline del 2019 a 4,1 miliardi di sterline. Nell’ultimo anno, tutti i risultati finanziari della società sono stati positivi: l’utile lordo è aumentato di quasi il 90%, passando da 189 milioni di sterline a 358 milioni e le perdite si sono ridotte a 223,7 milioni di sterline, dai 317 dell’anno precedente.

Basandosi su un round di finanziamento privato di 180 milioni di dollari chiuso da Deliveroo a gennaio con alcuni finanziatori, tra cui l’azionista di minoranza Amazon, gli analisti prevedono in oltre 7 miliardi di dollari la valutazione dell’Ipo.

Sarà una quotazione “standard”

I vertici di Deliveroo hanno affermato di voler utilizzare una struttura azionaria “a doppia classe”, che attribuirà al fondatore Shu un forte controllo sulla società. Questo vuol dire una quotazione “standard” di ingresso alla Borsa di Londra, e non una quotazione premium, quindi con l’esclusione dagli indici Ftse. Su quest’ultimo punto, però, non è ancora detta l’ultima parola. Le cose potrebbero cambiare se venissero accolte le proposte di modifica delle regole di quotazione dell’ex Commissario Ue, Jonathan Hill.

Il fondatore dell’azienda, Will Shu, in occasione dell’annuncio dell’Ipo ha dichiarato: “Oggi Deliveroo è molto più grande di quanto avrei mai pensato. Eppure, crediamo di essere ancora all’inizio. Le nostre ambizioni sono aumentate man mano che abbiamo iniziato a comprendere e a sfruttare davvero l’opportunità che abbiamo di fronte nel settore del cibo online”. Shu è convinto che il settore delle consegne di cibi a domicilio continuerà a crescere, anche se è naturale presumere che il successo di Deliveroo nell’anno passato sia dovuto alla chiusura dei ristoranti durante la pandemia, che ha lasciato campo libero ai servizi di asporto e di consegna a domicilio.


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