Come cambiano i consumi: 7 italiani su 10 chiedono maggiore attenzione all’impatto sociale e ambientale

Redazione BacktoWork 31/08/2021

Spendono meno in beni non essenziali, visitano più raramente i negozi fisici e supportano il business locale, con grande attenzione alla sostenibilità dei prodotti. È questo il ritratto dei consumatori al tempo del Covid-19 tracciato dall’EY Future Consumer Index. 

Parola chiave: sostenibilità

Lo studio di EY ha sondato le opinioni di oltre 14mila cittadini in tutto il mondo, di cui 500 in Italia, tracciando i cambiamenti nei comportamenti dei consumatori nel tempo e identificando i consumatori emergenti. Sostenibilità è la parola chiave che emerge dalla survey. La gran parte dei consumatori italiani afferma infatti di prestare sempre più attenzione all'impatto ambientale (74%) e sociale (66%) di ciò che acquista, con un occhio di riguardo al cambiamento climatico (65%), e di riciclare prodotti o imballaggi dopo il primo utilizzo (85%). 

Tuttavia, il prezzo resta ancora il principale driver che guida le scelte di consumo per la maggior parte dei settori merceologici. La divergenza tra la spinta valoriale alla sostenibilità e l’effettiva attenzione al proprio budget familiare fotografa lo scarto esistente tra una volontà molto presente di proteggere l’ambiente e le barriere che invece ostacolano un’adozione più ampia di un comportamento d’acquisto etico. 

Secondo Paolo Lobetti Bodoni, Consulting Market Leader di EY in Italia e Consumer Product & Retail Consulting Leader di EY Europe West: “La sostenibilità sta diventando sempre più centrale nelle scelte di consumo. Tuttavia, restano ancora delle barriere che ostacolano i comportamenti d’acquisto più rispettosi dell’ambiente e della società. Oggi ci troviamo di fronte ad un paradosso: sempre più consumatori vogliono comprare prodotti sostenibili ma i prezzi troppo elevati e altri fattori tendono a scoraggiarli. Si crea così un gap tra i buoni propositi dei consumatori e le loro azioni effettive che le imprese devono riuscire a colmare”.

Il gap tra intenzione e azione

Complessivamente, il 72% dei consumatori conduce una vita più casalinga rispetto al pre-pandemia ed il 53% afferma di recarsi sempre meno frequentemente nei negozi fisici. Le case sono così diventate un hub nodale, dove lavorare, ordinare prodotti e intrattenersi. E questo offre un'enorme opportunità di operare scelte più sostenibili, con un impatto positivo sull'ambiente e sulla società. Al contempo il 57% dice di spendere sempre meno in beni non essenziali ed il 21% si dice disposto a cambiare brand pur di supportare il business locale. Tuttavia, la preoccupazione per l’impatto del Covid-19 genera un sentimento di insicurezza che insieme ad altri fattori finisce per limitare un consumo più ampio di prodotti sostenibili. In particolare, tra gli elementi che scoraggiano l’acquisto di beni e servizi sostenibili vi sono: la bassa qualità (63%), il marketing ingannevole (63%), le informazioni fuorvianti sul prodotto (58%) e l’alto prezzo (57%)

Il prezzo della sostenibilità

È da parte delle imprese che gli italiani si attendono gli sforzi maggiori per favorire un consumo più etico. Il 72% degli intervistati sostiene che le aziende devono proporsi come leader nel guidare le azioni positive verso l’ambiente e la società. Mentre una quota minore (60%) crede che siano i consumatori a dover spingere le imprese verso modelli più sostenibili. Le azioni che vengono richieste alle organizzazioni non si esauriscono soltanto nella maggior trasparenza (85%) sulle scelte ambientali, ma coinvolgono l’intero processo produttivo. Dalle aziende ci si aspetta un comportamento etico verso i lavoratori e la comunità (84%), una produzione sostenibile (82%) e la scelta di fornitori con alti standard di sostenibilità (85%).


1630575241.jpegLa gran parte dei cittadini sarebbe perfino disposta a pagare un premium se il prodotto riflettesse meglio i loro desideri, in particolare per l’alta qualità (48%), prodotti nazionali (42%) o prodotti che promuovono la salute (36%) e la sostenibilità (30%). 

La pandemia ha aumentato la sensibilità ai prezzi, ma ha anche aumentato la consapevolezza sulla sostenibilità, portando alla necessità per le aziende produttrici di bilanciare tali aspettative”, commenta Stefano Vittucci, EY Consumer Products e Retail Sector Leader in Italia. “Per avere successo, abbiamo individuato cinque imperativi che le imprese devono considerare per trasformare la loro attività e diventare più sostenibili e quindi maggiormente attrattive per i consumatori. Questi comprendono il perseguimento della sostenibilità per realizzare la creazione di valore, adottare una prospettiva olistica ma mirata, fornire autenticità basata sull'evidenza, considerare l'intera catena del valore e riprogettare i modelli operativi per il futuro”. 


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