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Vini da investimento 2020: i migliori da acquistare

Chiara Riva 20/05/2020

Investire in vino può essere un'alternativa interessante rispetto agli investimenti più comuni. L'interesse verso questo tipo di impiego è in crescita anche perché può risultare una buona scelta in tempo di crisi.

Vini da investimento 2020: come scegliere?

Nella ricerca di investimenti alternativi, non è difficile imbattersi ormai nella proposta di impiegare le proprie risorse puntando sul vino.

Un buon vino da investimento, infatti, garantisce innanzitutto una buona risposta all'esigenza di diversificare il proprio portafoglio in modo da attutire i rischi e contrastare i momenti di crisi.

Parliamo di acquistare fisicamente bottiglie di vino aspettandosi di poterle rivendere in un periodo successivo ad un prezzo maggiorato rispetto all'acquisto, guadagnandoci.

Si tratta però di un investimento che richiede una profonda conoscenza del settore, della qualità del vino, delle annate migliori, della provenienza e della produzione. In sostanza occorre, come per tutti gli investimenti, essere consapevoli e informati per non disperdere il proprio capitale in “cattivi affari”.

Ecco le caratteristiche peculiari degli investimenti in vino:

  • il rendimento dei vini investment grade, dunque i vini da investimento ritenuti affidabili dagli operatori istituzionali, tende a crescere in maniera stabile nel lungo termine;
  • le regole di produzione dei vini da investimento sono rigorose;
  • la diversificazione del portafoglio è garantita dal fatto che i vini tipicamente non sono correlati all'andamento dei mercati finanziari;
  • in Italia si tratta di un investimento esentasse, i rendimenti non sono cioè soggetti a tassazione, a differenza di quelli da investimenti finanziari;
  • si tratta di un bene fisico, tangibile.

Vediamo adesso alcuni dei migliori vini da investimento 2020.

Pomerol Pétrus 2016 - Château Petrus

I Bordeaux rientrano tra i vini da investimento per eccellenza. Garantiscono un ottimo scambio sul mercato secondario (scambi di vini già in circolazione), il London International Vintners Exchange (Liv-ex), e una notevole resa in termini di invecchiamento nel corso del tempo. 

Barolo Riserva Monfortino 2013 - Giacomo Conterno

Rientriamo in Italia con il vino più scambiato, dunque oggetto di compravendita, nel primo trimestre 2020. Ulteriore buona notizia è la buona performance generalizzata dei vini da investimento italiani nei primi 3 mesi del 2020, che si piazzano al secondo posto sul podio, tra i Bordeaux (primi ma in netto calo) e i Borgogna.

Barolo Bricco Viole 2016 - Vajra

Restiamo in zona Piemonte e sui dati del primo trimestre 2020, con questo vino che è una delle prime 5 etichette più scambiate. Ma non possiamo non citare almeno due delle produzioni pregiate della Toscana e del Veneto:

Biondi – Santi – Brunello Di Montalcino Riserva 2006

Amarone della Valpolicella Doc Monte Lodoletta 2008 Romano Dal Forno

Grand Vintage 2012 - Moet et Chandon

Passiamo allo Champagne, tornando in Francia, un vino comunemente associato al lusso, dunque oggetto di ingenti investimenti.

Cabernet Sauvignon 2007 - Screaming Eagle

Chiudiamo con un “salto” oltreoceano, nelle vigne della Napa Valley in California. Dove si incrociano investimenti di tutto il mondo, inclusi quelli provenienti dalla Cina.


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