Ecco come la supply chain entra nella nuova era

Redazione BacktoWork 28/02/2022

La presenza della tecnologia, ma non solo, nelle catene di approvvigionamento è sempre più complessa e pervasiva, e guida una fase di radicale trasformazione

La Supply Chain, la catena di fornitura o di approvvigionamento, ha a che fare con le materie prime, le scorte legate alla lavorazione in corso, la posizione relativa degli articoli finiti, il loro immagazzinamento e il trasporto dal punto di origine al punto di consumo.

Gli obiettivi generali del Supply Chain Management sono la produzione di valore, la creazione di un'infrastruttura il più possibile competitiva, l'utilizzo della logistica globale, la sincronizzazione dell'offerta con la domanda e la valutazione, attraverso la scelta di precise metriche, del successo. 

Intanto, si tratta di un termine piuttosto ampio che si riferisce a una vasta gamma di operazioni che solo nel loro complesso permettono una supervisione efficiente ed efficace di tutte le fasi, dalla fornitura di beni primari a ciò che accade nel punto vendita.

Il quadro attuale

Negli ultimi due anni, i rischi e le carenze delle Supply Chain globali sono stati in primo piano un po’ a tutti i livelli e mai come oggi sono riconosciute come centrali per la sopravvivenza, il successo e la crescita del business, oltre che un'opportunità per ridurre i costi.

Anche in questo caso, e forse ancor più che in altri, l'incertezza dilagante e il rapido cambiamento dovuto alla pandemia e ad altre questioni calde, è opportuno chiedersi che cosa possiamo aspettarci per i prossimi mesi. 

Secondo le analisi più autorevoli, l’argomento si può facilmente ridurre a quattro macrotemi: la tecnologia, la resilienza, la sostenibilità, i dati.

La tecnologia, i dati e suoi strumenti

Secondo le previsioni, l'Industria 4.0 arriverà a un’importante svolta già nel corso di quest’anno, quando il Machine Learning e l’Intelligenza Artificiale utilizzeranno volumi di dati basati sull'IoT (Internet of Thing) e sui social media provenienti da persone, dispositivi, beni, prodotti e veicoli in tutta la catena di approvvigionamento per automatizzare decisioni e processi

D’altra parte, le tecnologie associate alla Supply Chain sono costantemente in evoluzione. Già nel 2019 alcuni report di Gartner sull’argomento facevano notare che altre tecnologie di punta come gli Advanced Analytics, l’IoT, la Robotic Process Automation, la Digital Supply Chain Twin, le esperienze immersive e la blockchain si sarebbero completamente trasformate nel giro di pochi anni per via della loro presenza e del loro utilizzo diffuso.

Persino in un contesto più ampio che chiama in causa, per esempio, l’Edge Computing, il ricorso alle tecnologie in cloud, il 5G e la convergenza tra Information Technology e OT (Operational Technology) sono in costante crescita. E a essere coinvolte sono addirittura anche tutte quelle innovazioni come la stampa 3D o l’RFID, non ancora al massimo grado di maturazione.

Nel frattempo, l'analitica predittiva consentirà ai dipendenti di prendere decisioni più informate e in tempo reale, e di guidare nuovi modelli di business.

Dalle fabbriche intelligenti con 5G, maggiore connettività e soluzioni AI migliorate, ai prodotti e alle risorse intelligenti lungo la catena di fornitura, l'Industria 4.0 ha, insomma, molto da offrire alle aziende che hanno investito in queste tecnologie.

Tanto per avere un altro ordine di grandezza, a partire dal 2016, McKinsey, a riprova di quanto la tecnologia sia sempre più presente “nelle catene”, ha cominciato a utilizzare la definizione: Supply Chain 4.0 e l’anno in corso porterà una maggiore attenzione sulle aziende che utilizzano l'Industry 4.0 all'interno delle loro fabbriche, attraverso la catena di fornitura di beni intelligenti, e nelle mani dei consumatori e dei clienti sfruttando i prodotti e i dispositivi intelligenti che essa consente.

La tecnologia aiuterà anche ad alleviare la carenza di lavoratori e a migliorare la fidelizzazione, migliorando la produttività e il processo decisionale dei dipendenti esistenti e attirando nuovi talenti con le statistiche.

La Resilienza: resistere, resistere, resistere

Mentre i rischi della catena di approvvigionamento continuano a infiammarsi, negli ultimi tempi, la parola che tutti stanno usando per descrivere ciò che è necessario è: resilienza.

Gli esperti prevedono continui problemi nella catena di fornitura a breve termine, soprattutto in relazione ai trasporti internazionali, alle carenze di manodopera e squilibri tra domanda e offerta.

Secondo un sondaggio del Wall Street Journal, circa il 45 per cento degli economisti ritiene che occorrerà attendere fino alla seconda metà del 2022 perché si possa registrare un miglioramento degno di nota. 

Per aumentare la resilienza in tutte le catene di approvvigionamento globali, le aziende dovranno riequilibrare le strategie on-shore, near-shore e off-shore per le sedi di produzione. Come hanno fatto negli ultimi due anni, dovranno continuare a identificare strategie di sourcing alternative per ridurre la dipendenza da singoli fornitori in regioni a basso costo. 

Le ottimizzazioni dell'inventario continueranno a essere cruciali, aiutando a identificare i materiali chiave, quelli intermedi e i prodotti, e a determinare quanto e dove immagazzinarli lungo la catena del valore. Le imprese dovranno anche migliorare la collaborazione e aumentare la visibilità con i fornitori, con i servizi logistici, con i produttori a contratto e con gli altri partner commerciali.

Sostenibilità: la sfida della decade

Il cambiamento climatico, l'economia circolare e la sostenibilità sono entrati al centro di ogni tipologia di business, negli ultimi anni, e le catene di fornitura globali si trovano proprio nel mezzo di queste sfide, in una grande area di attenzione. 

Tuttavia, c'è un divario tra le dichiarazioni sulla sostenibilità e la capacità di realizzarle: è stato questo il risultato principale di un'indagine di Oxford Economics sulla catena di approvvigionamento in tutto il mondo e in tutti i settori: l'88% ha dichiarato un impegno, ma solo il 52% lo ha già messo in pratica.

Inoltre, meno della metà degli intervistati ha detto di avere una chiara percezione del proprio approvvigionamento di prodotti sostenibili. E solo il 21% su quelli dei propri fornitori.

Poiché le iniziative ambientali, sociali e di governance continueranno a essere una priorità lungo tutto il corso di quest’anno, le aziende guarderanno alle loro catene di approvvigionamento per avere delle risposte, e aumenteranno la pressione sui loro partner per diventare socialmente più responsabili.

Dati dappertutto

Come sarà possibile diventare più resistenti ai cambiamenti lungo la catena di approvvigionamento, o raggiungere gli obiettivi di sostenibilità, se non abbiamo le informazioni per prendere decisioni?

Nel corso di quest’anno ci sarà una grande attenzione nel raccogliere, consolidare e consumare dati e approfondimenti in tempo reale da tutta la catena di fornitura.

Mentre progettiamo, produciamo e consegniamo prodotti più intelligenti, stiamo generando quantità di dati senza precedenti. Facendo ricorso, sarà possibile determinare le performance di mercato di prodotti, attrezzature o veicoli, misurare le emissioni di carbonio, vedere se necessitano di manutenzione e molto altro ancora.

Se a questo si aggiungono i dati migliorati sulla domanda e sui clienti disponibili dall'analisi del sentiment e dai social media, e i dati ambientali come il traffico e i modelli meteorologici, avremo una visione a 360 gradi e in tempo reale della catena di fornitura.


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