business management

Studi professionali: aumenta la spesa ICT

Redazione BacktoWork 01/10/2020

Sempre più studi professionali utilizzano le tecnologie digitali. La novità arriva da una ricerca dell’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, che ha analizzato un campione di oltre 2mila studi professionali, attivi in diversi ambiti, dal settore giuridico a quello economico e della consulenza del lavoro. Secondo il rapporto, entro il 2020, il 30% degli studi professionali aumenterà il proprio budget nell’ICT.

Il digitale si è dimostrato per molti professionisti un alleato importante che ha garantito la continuità del business e ha reso possibile la riorganizzazione dei processi lavorativi, con il vantaggio di rendere le attività più vicine alle richieste del mercato e valorizzare il rapporto con il cliente. 

La pandemia da Covid-19 e il conseguente lockdown, inoltre, sono stati decisivi nel suggerire che le tecnologie digitali possono creare nuove opportunità nonostante le difficoltà oggettive. Per i ricercatori, la cultura digitale tra i professionisti è oggi più matura rispetto a qualche anno fa: nel 2019 soltanto il 2% degli studi non ha stanziato risorse per le nuove tecnologie

Al primo posto nell’utilizzo delle tecnologie digitali e ICT sono gli studi legali, seguono i commercialisti e i consulenti del lavoro. 

Le soluzioni più diffuse sono la firma elettronica, che viene utilizzata dal 98% degli studi legali e dal 96% dei commercialisti e consulenti del lavoro; e la firma digitale remota, che utilizzano il 78% degli avvocati, il 90% dei commercialisti e il 79% dei consulenti del lavoro. 

Sebbene i numeri confermino un aumento della digitalizzazione, mancano ancora competenze in alcuni asset, come le cosiddette tecnologie di frontiera: Intelligenza Artificiale e Blockchain sono ancora troppo poco utilizzate. Implementarne l’uso nei prossimi anni creerà un valore innovativo per le modalità di relazione con il cliente. 


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