Smoke test: come testare una startup

Redazione BacktoWork 18/01/2021

Il nome può trarre in inganno: smoke test, a dispetto del significato letterale di “test del fumo”, non riguarda caldaie o camini, ma è un modo per verificare la validità di una startup.

Il termine nasce in ambito informatico dove è usato, appunto, ai fini di valutare l’efficacia di un nuovo software. Nel caso di una start up il senso è lo stesso: testare un’idea o un progetto prima di investirvi e quindi di concretizzarlo.

Come funziona?

Lo smoke test è un metodo per ricevere un feedback dal mercato sull’idea o sul prodotto che si vuole lanciare. Il termine fa riferimento al “fumo” per indicare qualcosa che illude e svanisce dopo aver raggiunto il suo scopo, ovvero fornire una indicazione positiva o negativa all’investitore. Ad esempio, confermando o meno se esiste un mercato potenziale per il prodotto che si intende lanciare, ma che in realtà non esiste ancora, se non sulla carta.

Attenzione, però; effettuare uno smoke test non significa fregare qualcuno, ma far credere che un prodotto o un servizio esistano già, al fine di ottenere una reazione.

Vantaggi e svantaggi

Oltre a poter testare il prodotto prima di crearlo realmente, lo smoke test permette di scoprire eventuali problematiche, verificare se ciò che vogliamo offrire è richiesto dal mercato; in caso di test positivo, avere già delle motivazioni per gli investitori e iniziare ad acquisire lead (potenziali clienti).

A fronte di questi vantaggi, il rischio è quello di creare false aspettative nei clienti e di generare, in questo modo, sfiducia da parte loro.


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