Private Equity: il mercato italiano torna ai livelli pre-Covid

Redazione BacktoWork 02/08/2021

Nel primo semestre 2021 riprende a correre il settore del Private Equity in Italia, con investimenti per circa 26 miliardi di euro. Per la seconda parte dell’anno migliorano ulteriormente le aspettative degli operatori e cresce la fiducia nella ripresa, spinta dall’accelerazione delle campagne vaccinali a livello globale. 

È questo il quadro che emerge dal report semestrale elaborato da Deloitte Private con il supporto di AIFI, l’Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt. Nei primi sei mesi dell’anno in corso sono state registrate 79 operazioni, per un controvalore complessivo pari a circa 26 miliardi di euro. Il numero dei deal è superiore allo stesso periodo del 2020 (quando erano state realizzate 48 operazioni) ed è in crescita anche rispetto alle 78 operazioni registrate nello stesso periodo del 2019

Negli ultimi mesi - si legge nel rapporto - “gli operatori di Private Equity e Venture Capital si sono confermati un motore fondamentale della ripresa, permettendo a molte aziende italiane di reperire i capitali e l’expertise necessari per affrontare il periodo di crisi e, in molti casi, cogliere importanti occasioni di espansione anche in ambito internazionale”. 

In aumento sia i nuovi investimenti che le exit

Il sondaggio condotto da Deloitte evidenzia come i fondi siano impegnati a cogliere le opportunità che si presentano in un contesto di mercato senza precedenti. 

La quasi totalità (95,5%) dei rispondenti dichiara che effettuerà nuovi investimenti nel corso dei prossimi mesi, anche grazie alle consistenti attività di fundraising già avviate. Mentre la percentuale di intervistati che si aspettano per il secondo semestre un aumento nel numero delle operazioni sale all’86,7% (era al 63,0% sei mesi fa). A trainare la crescita è anche il rilancio delle attività di disinvestimento: sono previste in aumento dal 53,3% dei rispondenti, e sono state già pianificate per il secondo semestre 2021 dal 66,7% degli operatori

Scenario macroeconomico e private equity in netta ripresa

Dall’analisi delle aspettative degli operatori sulle variabili critiche che influenzeranno il mercato del private equity durante il secondo semestre del 2021, emerge un sentiment in miglioramento: il 60% degli operatori non crede che gli impatti della crisi sul mercato dureranno oltre i 12 mesi. Quasi 9 operatori su 10 si attendono nei prossimi mesi una forte ripresa del settore, con il Confidence Index a quota 134 punti, il valore più alto dal 2011. Il trend di ripresa del mercato è confermato anche dal basso numero di opportunità di investimento abbandonate a causa del COVID-19 negli ultimi mesi. 

Positive sono pure le aspettative riguardanti lo scenario macroeconomico: circa 9 intervistati su 10 si attendono un miglioramento (contro il 59,3% di sei mesi fa). Come conseguenza, il giudizio prevalente è che la ripresa del ciclo economico avrà un riflesso sui multipli di mercato, che secondo il 90,2% degli intervistati aumenteranno

“Secondo la maggioranza degli operatori, il mercato del Private Equity e del Venture Capital sarà influenzato soprattutto da variabili come l’accelerazione delle campagne vaccinali, lo sviluppo di settori come Telemedicina e Health Technology, il rilancio dell’agenda Green, l’impatto globale dello Smart Working e la crescita dell’E-Commerce”, ha commentato Elio Milantoni, Partner di Deloitte Financial Advisory e M&A leader. “Gli operatori concentreranno le loro attenzioni sulla gestione dei flussi di cassa delle partecipate, sul risk assessment e sulla supply chain”. 

I settori di maggiore interesse

I settori su cui gli operatori prevedono di focalizzarsi maggiormente nei prossimi sei mesi sono Manufacturing, Food & Wine e IT, ma emerge una crescente attenzione anche verso Life Sciences & Healthcare e Industrial Products.

Stando ai risultati della survey, aumenta l’interesse per le operazioni di expansion capital, mentre si riduce la quota di chi predilige operazioni di LBO/Replacement. Si mantiene alto il numero di preferenze per gli investimenti in quote di maggioranza.

Confermato infine il ruolo centrale delle banche commerciali nel financing a supporto delle operazioni d’investimento, con circa l’80% degli operatori di private equity che indicano il Senior Debt da queste erogato come lo strumento di debito maggiormente utilizzato sia nel semestre in corso che nel prossimo. 


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