Open Innovation: in Italia metà delle grandi aziende collabora con startup

Redazione BacktoWork 15/12/2021

Stimolare l’innovazione, sperimentare, esplorare nuovi trend, tecnologie e opportunità di business, grazie all’open innovation e alle partnership instaurate con università, centri di ricerca e startup. Una pratica sempre più diffusa all’interno delle imprese italiane, stando ai risultati di una recente indagine del Politecnico di Milano che rileva come tra le grandi aziende l’81% ha avviato iniziative di open innovation e il 49% già collabora attivamente con startup. 

Investimenti digitali e PNRR per la ripresa

Secondo la ricerca degli Osservatori Startup Intelligence e Digital Transformation Academy della School of Management del Polimi, tornano a crescere ad un ritmo sostenuto gli investimenti in innovazione digitale: nel 2022 quasi la metà delle imprese italiane aumenterà il budget ICT, con una previsione di crescita superiore al 4% negli investimenti, riprendendo il trend pre-pandemia dopo il rallentamento registrato nel 2021 (+0,9%). E si conferma la propensione a dedicare dei budget per l’innovazione digitale anche in altre funzioni esterne alla Direzione ICT (lo fa il 59% delle grandi imprese), segnale di una spinta allo sviluppo diffuso dell’innovazione nelle organizzazioni. 

“Oggi startup, imprese e pubbliche amministrazioni stanno affrontando la nuova normalità portando con sé due lezioni apprese dalla crisi”, afferma Alessandra Luksch, Direttore degli Osservatori. “La prima è che l’innovazione digitale non è un bene di lusso, ma una leva fondamentale per il progresso del business, per la sopravvivenza nei contesti competitivi e per la transizione ecologica. La seconda è che nessuno può salvarsi da solo: in un periodo di forte crisi e discontinuità, l’esigenza di innovare ha portato molte imprese a guardare a stimoli provenienti dall’esterno”.

Gli investimenti ICT delle grandi imprese nel 2022 si concentreranno soprattutto su sistemi di Information Security e su sistemi di Business Intelligence, Big Data e Analytics, mentre saranno meno prioritarie le aree E-Commerce e Smart Working su cui le imprese hanno lavorato molto negli scorsi mesi per rispondere alla pandemia. Anche per le PMI gli investimenti in Information Security sono la priorità, ma sono seguiti da applicazioni di Industria 4.0.

La survey, che ha coinvolto oltre 1800 tra Chief Innovation Officer e Chief Information Officer, Amministratori Delegati e C-level, Founder di startup italiane, Innovation Manager e Responsabili R&D, evidenzia come per il 63% delle grandi imprese italiane l’esperienza della pandemia abbia accelerato i progetti di digitalizzazione. Ed è positivo il giudizio sul PNRR, di cui buona parte dei fondi (49,2 miliardi di euro) sarà destinata a investimenti in innovazione digitale: il 69% delle grandi aziende ritiene che il PNRR sia utile per la propria organizzazione e l’80% che lo sia in generale per supportare il Paese.

Organizzazione e cultura digitale: nuovi modelli e approcci

L’aumento di investimenti in innovazione digitale da parte delle imprese italiane comporta l’esigenza di definire una Governance efficace, strutturando adeguati modelli organizzativi per diffondere in tutta l’azienda il processo di innovazione e la “cultura digitale”. A questo scopo, il 39% delle grandi imprese ha deciso di strutturare una “Direzione Innovazione” o un singolo ruolo dedicato, mentre nelle PMI sono ancora molto rari i ruoli dedicati. Nel 44% delle grandi aziende, oltre alla Direzione Innovazione, sono presenti figure provenienti da altre linee di business incaricate di favorire la gestione e la diffusione di innovazione. 

Cresce per le imprese la necessità di individuare meccanismi che puntano a stimolare e sfruttare nuove opportunità e spunti provenienti dall’esterno. L’adozione di iniziative di open innovation è sempre più diffusa ed è oggi praticata dall’81% delle grandi aziende. Le imprese stanno ampliando anche ad attori non tradizionali il loro ecosistema esterno di innovazione: il 69% ha avviato collaborazioni con università e centri di ricerca e il 49% già collabora attivamente con startup.

E sempre più diffusa è anche la Corporate Entrepreneurship, l’attività volta a creare stimoli imprenditoriali all’interno dell’organizzazione aziendale. Nella maggioranza dei casi si traduce in formazione su competenze digitali e imprenditoriali (47%) e azioni sul management per introdurre stili di leadership indirizzati al Change Management (46%).

“In un contesto sempre più sfidante e competitivo, in cui le minacce e le possibili fonti di innovazione sono sempre più dinamiche ed eterogenee, le imprese devono trovare un equilibrio tra l'apertura alla sperimentazione ed il focus sul conseguimento degli obiettivi di business”, afferma Mariano Corso, Responsabile Scientifico della Digital Transformation Academy. “Per far questo, è necessario fornire un chiaro indirizzo e senso di marcia da parte dei vertici aziendali e contemporaneamente sviluppare una “cultura diffusa dell’innovazione” in azienda, superando gli ostacoli che sembrano essere soprattutto la difficoltà ad accettare il fallimento come parte integrante del percorso di apprendimento, una ridotta propensione a dedicare spazio e tempo a queste attività e la limitata abitudine ad agire con pensiero creativo”. 


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