business management

Non solo smart working: come cambia il lavoro post Covid

Redazione BacktoWork 03/10/2020

Le trasformazioni in atto nel mondo del lavoro avranno effetti profondi, in grado di incidere nel lungo periodo sulla cultura aziendale, l’organizzazione e il modo di condurre il business. 

In molti casi, infatti, i modelli di lavoro tradizionali si stanno rivelando poco agili, adattabili e scalabili. Come conseguenza dei processi di digitalizzazione e di automazione, alcune figure lavorative sono destinate, inevitabilmente, a scomparire, mentre altre saranno costrette a cambiare completamente professione o dovranno acquisire nuove competenze.

Per poter accedere ai posti di lavoro correlati alle nuove professioni, i lavoratori dovranno concentrarsi sulla formazione e sulla riqualificazione, oltre a dimostrarsi disponibili a cambiamenti, anche radicali, delle proprie mansioni. Dovranno, inoltre, essere in grado di interagire con l’automazione sempre più diffusa, senza dimenticare che lo smart working – oramai esteso su larga scala – offrirà, sempre più, la possibilità di candidarsi a lavori anche lontani dal luogo di residenza.

Alcune recenti indagini di McKinsey e IDC indicano come la pandemia abbia contribuito ad accelerare le modalità di risposta delle organizzazioni a questi cambiamenti. Molte aziende hanno dichiarato di aver bisogno di più lavoratori specializzati in automazione, IA e robotica, analisi dei dati e sicurezza informatica, o hanno già costruito programmi per riqualificare i loro dipendenti attraverso nuove competenze che completano l'automazione o maggiormente legate al digitale.

Per i manager ci saranno sfide da sostenere nella gestione di una forza lavoro che lavora in parte a distanza e in parte di persona. Dovranno ricostruire come viene svolto il lavoro, decidere quali dipendenti e ruoli sono più adatti al lavoro a distanza e riconfigurare e ripensare il luogo di lavoro.

In futuro sarà necessario concentrarsi su attività di maggior valore, sul monitoraggio e la gestione dei rischi, delegando all’automazione la gestione delle pratiche ricorrenti e ridondanti, oltre ad investire sulle risorse umane, in base a nuovi valori e competenze


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