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L'agroalimentare italiano è sempre più digitale: boom della Blockchain per la tracciabilità

Chiara Riva 08/05/2020

Tra tecnologie che migliorano la qualità e la sostenibilità delle coltivazioni, soluzioni per la competitività delle aziende e innovazioni per la tracciabilità dei prodotti, il digitale si fa sempre più strada nel settore agroalimentare, con l'Italia che guida la sperimentazione della Blockchain nelle soluzioni innovative per la tracciabilità. Sono alcuni dei risultati della ricerca dell'Osservatorio Smart AgriFood della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio RISE (Research & Innovation for Smart Enterprises) dell'Università degli Studi di Brescia.

Il mercato dell'Agricoltura 4.0

L'analisi evidenzia come il mercato italiano dell'Agricoltura 4.0 continui a crescere e, nel 2019, abbia raggiunto un valore di 450 milioni di euro (+22% rispetto al 2018), il 5% del mercato globale (che vale complessivamente 7,8 miliardi di dollari, +11% rispetto al 2018).

La spesa si concentra soprattutto in sistemi di monitoraggio e controllo di mezzi e attrezzature agricole (39%), software gestionali (20%) e macchinari nativamente connessi (14%), seguiti da sistemi di monitoraggio da remoto di terreni e colture (10%), sistemi per mappare i terreni e le coltivazioni (9%) e strumenti di supporto alle decisioni (5%).

Sono 415 le soluzioni di Agricoltura 4.0 già disponibili sul mercato italiano, offerte da più di 160 realtà tra aziende mature (77%) e startup (23%). Si tratta principalmente di soluzioni a supporto di attività prettamente agricole (semina, coltivazione e raccolta), mentre stenta ancora a decollare lo Smart Farming (pianificazione delle attività, gestione della logistica e altri processi aziendali "non di campo").

"Per un definitivo salto di qualità - afferma Filippo Renga, Direttore dell'Osservatorio Smart AgriFood - è necessario puntare su soluzioni di filiera, capaci di integrare due o più stadi del percorso dal campo allo scaffale, ancora marginali rispetto a soluzioni che insistono su una sola fase, in particolare quella agricola o del retail. La situazione attuale indotta dall'emergenza sanitaria, inoltre, sta spingendo con forza la digitalizzazione, amplificandone la necessità in molti ambiti ed evidenziando anche alcuni limiti, come ad esempio quello della connettività limitata in alcune aree o delle limitate competenze digitali di alcuni attori".

Dal digitale un aiuto per affrontare l'emergenza Covid-19

In questo momento delicato, caratterizzato dall'emergenza sanitaria Covid-19, il digitale contribuisce a garantire sicurezza – rispetto al cibo prodotto, ma anche alle persone impiegate - ed efficienza lungo la filiera, e nelle imprese agricole che avevano già iniziato a digitalizzarsi i vantaggi sono numerosi. Il monitoraggio da remoto delle coltivazioni attraverso droni e sensori IoT in campo, ad esempio, permette di disporre di informazioni oggettive in tempo reale e riduce la necessità di recarsi sul posto. Un altro esempio sono i robot in stalla per la mungitura, che consentono di proseguire le attività anche in questo momento, e possono essere inoltre utilizzati assieme ai droni per ridurre gli attacchi e i danni da parte degli animali selvatici.

Ampliando lo sguardo all'intero settore, il digitale consente di avere piena visibilità delle giacenze per riadattare le forniture ed evitare gli sprechi, raccogliere dati lungo tutte le fasi della filiera e condividere informazioni per rispondere alla richiesta da parte di consumatori e distributori di maggiori garanzie sul prodotto.

Infine, se da un lato assume sempre più rilievo l'eCommerce, dall'altro si assiste ad una riscoperta dei negozi di prossimità che si stanno sempre più attrezzando digitalmente per rispondere alle esigenze dei clienti in questo momento particolare.

Cosa cercano le aziende nell'Agricoltura 4.0

Secondo un sondaggio condotto dall'Osservatorio su 288 imprese agricole, le aziende del settore investono in soluzioni 4.0 principalmente per:

  • migliorare la sostenibilità ambientale delle proprie coltivazioni
  • aumentare la consapevolezza delle dinamiche in atto all'interno della propria azienda
  • ridurre i costi e semplificare il lavoro intellettuale.

Questi obiettivi influenzano la scelta delle soluzioni tecnologiche, con i software gestionali in cima alle preferenze delle imprese (66%), seguiti da sistemi di mappatura di coltivazioni e terreni (40%), strumenti per monitorare le macchine agricole (39%) e sistemi di supporto alle decisioni (31%), mentre sono ancora poco diffusi robot e droni.

Le aziende di medie dimensioni adottano più soluzioni, le più piccole investono in una sola nel 70% dei casi. La mancata interoperabilità dei sistemi aziendali è la barriera principale, insieme alla mancanza di competenze e alla (ridotta) connettività, mentre non preoccupa il rientro dall'investimento.

Le soluzioni per la tracciabilità alimentare e la Blockchain

Fra le soluzioni innovative a supporto della tracciabilità alimentare sul mercato italiano si assiste al boom della Blockchain: si basa infatti su questa tecnologia il 43% delle soluzioni disponibili, in un anno cresciute del 111%, seguite da QR Code (41% del totale), Mobile App (36%), Data Analytics (34%), Internet of Things (30%) e Cloud (27%). Pur ancora limitate in valore assoluto, le soluzioni che sfruttano l'Internet of Things sono cresciute del 63% rispetto al 2018.

In generale, dopo la Finanza e la Pubblica Amministrazione, l'AgriFood rappresenta nel 2019 il terzo settore per progetti operativi Blockchain. La Blockchain viene impiegata dalle imprese agroalimentari prevalentemente per:

  • incontrare nuove opportunità commerciali e di marketing (60%)
  • rendere più efficienti i processi di supply chain (40%)
  • raggiungere obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale (21%).

Meno diffusi gli obiettivi legati alla sicurezza alimentare (15%) e al contrasto della contraffazione (7%), mentre solo una minima parte dei progetti si concentra sugli asset produttivi o sui processi logistici.

Le startup AgriFood e l'eCommerce

Cresce il numero dei nuovi attori che propongono soluzioni digitali al settore agroalimentare. Sono 737 le startup AgriFood a livello internazionale, finanziate complessivamente con 13,5 miliardi di dollari (in crescita di oltre il 400% rispetto al 2018), attive soprattutto nell'eCommerce e in Agricoltura 4.0.

Il 70% delle startup internazionali opera nell'ambito eCommerce e raccoglie il 93% degli investimenti.

I due modelli di business prevalenti nelle 519 startup eCommerce sono:

  • soluzioni B2C per l'acquisto di prodotti agroalimentari che puntano a creare un collegamento diretto fra produttori agricoli e consumatori finali (eCommerce Food, 75% delle startup eCommerce)
  • piattaforme che aggregano l'offerta dei ristoratori e permettono di ordinare e ricevere a domicilio i piatti pronti (Food Delivery, 18%).

L'eCommerce è il primo campo di applicazione anche per le startup italiane (64%), seguito da qualità alimentare (21%), Agricoltura 4.0 (18%), sostenibilità (15%) e tracciabilità (8%).

L'Agricoltura 4.0 è il secondo ambito più esplorato dalle nuove imprese innovative, con il 20% delle startup e il 5% del finanziamento complessivo.

Le principali tecnologie utilizzate dalle startup agrifood sono gli strumenti di analytics per raccogliere, trasmettere e rielaborare i dati (74%), l'Internet of Things (48%) e le mobile app (25%). Cresce l'attenzione per tecnologie come i robot (7%) e l'intelligenza artificiale (7%), con robot in grado di monitorare e valutare in tempo reale lo stato della coltura e intervenire automaticamente e robot che controllano il benessere degli animali nella stalla, mentre tecniche di AI vengono impiegate per elaborare dati sulle colture.


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