La “To Do List” da seguire per creare una campagna di crowdfunding di successo

Edoardo Reggiani 06/06/2021

Per una società – specialmente se è una startup o una pmi – raccogliere capitali non è un gioco da ragazzi, qualunque sia lo strumento utilizzato per farlo. Negli ultimi anni si è fatto sempre più strada, tra le opzioni degli imprenditori, il crowdfunding. Ed è indubbio che molte campagne di raccolta capitali attraverso questo mezzo hanno avuto un grande successo. Tuttavia, questo successo non è scontato: non basta avviare una campagna di crowdfunding perché essa sia efficace. Bisogna sapere come costruirla e come portarla avanti.

Fare questo tipo di percorso non è banale, non è un gioco. Questo perché l’equity crowdfunding è sì uno strumento con grandi potenzialità, ma è anche una “piccola quotazione” che non va sottovalutata e va pianificata sotto ogni aspetto. È un'attività che richiede diversi mesi di preparazione e un grande lavoro da parte di tutti.

Proviamo a vedere insieme qual è la “To-Do list” – ovvero quelle azioni imprescindibili – per intraprendere questo percorso: 

  1. Scegliere il momento giusto

    Lanciare una campagna che abbia un obiettivo sfidante e di successo per una startup può essere un primo passo di validazione sul mercato. È dunque fondamentale valutare se sia momento giusto per farlo, in termini di maturità, ma anche di strutturazione del team. L’operazione, infatti, presuppone un periodo di massimo impegno per i founder e per tutte le funzioni aziendali coinvolte nella raccolta, dal legal al marketing.
  1. Pianificazione dettagliata

    Un errore ricorrente è quello di avviare una campagna di crowdfunding senza una adeguata pianificazione. È assolutamente vietato lasciare spazio all’improvvisazione, mentre è necessario essere consapevoli che per avere successo è fondamentale investire risorse economiche e tempo per costruire un progetto credibile e solido. 
  1. Preparare una documentazione esauriente

    Uno dei primi e più importanti passi da effettuare è la preparazione delle informazioni e dei documenti che verranno messi a disposizione degli investitori. La piattaforma vi guiderà, ma attenzione: più la documentazione è completa, precisa ed esauriente, più sarà apprezzata. Serve massima cura per tutto quello che si propone ai potenziali investitori.
  1. Non demandare

    Non pensare che sarà il portale di crowdfunding a convincere gli investitori. Questo ha un ruolo importante nel fare selezione di progetti di potenziale interesse e nel creare il contatto con gli investitori, ma il resto sta all’azienda e ai fondatori della stessa. Il portale è sì una vetrina, ma è l’imprenditore che deve convincere gli investitori con la bontà della propria iniziativa.
  1. Investire (tempo e denaro) sulla comunicazione

    Un ruolo fondamentale per ottenere il successo in una campagna di crowdfunding è giocato dalla comunicazione. Sottovalutarla rischia seriamente di pregiudicarne il risultato. Cominciate pensando alla raccolta come a una “mini” quotazione: che processo segue un’azienda che vuole quotarsi? Roadshow lunghi e ben organizzati, campagne di comunicazione strutturate prima e durante la raccolta. Per chi la lancia la campagna di equity crowdfunding deve essere un po’ come una campagna elettorale. È fondamentale, oltre a organizzare una campagna di comunicazione strutturata avvalendosi di professionisti del settore, usare ogni occasione, incontro, evento per promuovere il fundraising. 
  1. Coinvolgere la propria community (e i propri stakeholder)

    Una startup community-based è certamente avvantaggiata rispetto, per esempio, a uno spin-off universitario di settori come biotech, chimica o robotica. Grande importanza ha il coinvolgimento della propria community e dei propri stakeholder: si tratta di persone che apprezzano l’operato dell’azienda, quindi è più facile che ne vogliano condividere rischi e risultati. 
  1. Non “chiudere” una volta conclusa la campagna

    Con la chiusura del round di fundraising non finisce tutto. È importante essere consapevoli che si dovrà lavorare sul mantenimento delle relazioni che si sono costruite. Relazione ed engagement continuano a essere pilastri da curare anche dopo il successo per continuare a coinvolgere quanti l’hanno sostenuto aggiornandoli su progressi e prossimi obiettivi.
  1. Crederci fermamente

    Lo indichiamo come ultimo punto, ma è un consiglio che deve accompagnare l’intera campagna, dalla pianificazione fino alla fine. Il primo a doverci credere fermamente è l’imprenditore, che è anche il principale promotore dell’operazione con i potenziali investitori: il suo entusiasmo influenzerà la gestione della campagna.

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