IT, accelera l’evoluzione verso l’hybrid multi-cloud

Redazione BacktoWork 07/11/2021

Secondo i risultati di un nuovo studio di IBM, con la pandemia sono cambiate radicalmente le esigenze di business e il multi-cloud ibrido si è affermato come architettura IT dominante. Il 37% delle imprese in Italia basa oggi le proprie operazioni almeno su un cloud privato e un cloud pubblico.

L’analisi - condotta in collaborazione con Oxford Economics - ha coinvolto quasi 7.200 dirigenti C-suite di 28 settori in 47 Paesi (di cui 216 C-suite executive in Italia). 

A livello globale solo il 3% degli intervistati ha riferito di utilizzare un singolo cloud privato o pubblico, in netto calo rispetto al 29% del 2019. Nei settori dell'elettronica, delle assicurazioni, del manifatturiero, delle telecomunicazioni, dei trasporti e dei viaggi, la percentuale di chi utilizza unicamente un cloud privato o pubblico scende all’1%. 

Ma se il mercato è entrato nell'era ibrida e multi-cloud, rimangono fondamentali le preoccupazioni in tema di sicurezza, approccio one-vendor, conformità e interoperabilità. Mancanza di adeguate competenze e costi elevati pesano ancora sulle aziende italiane.

Le minacce informatiche sono ai massimi storici

La complessità delle infrastrutture informatiche sta aprendo le porte ai cyber-criminali, che si dimostrano pronti a sfruttare le nuove opportunità. L'80% degli intervistati ha affermato che la sicurezza dei dati incorporata in tutta l'architettura cloud è importante o estremamente importante per iniziative digitali di successo. Eppure, nonostante l'escalation di attacchi cyber, sorprendentemente più di un terzo degli intervistati non ha indicato il miglioramento della sicurezza informatica e la riduzione dei rischi di security tra i principali investimenti aziendali e IT. 

I limiti dell’approccio one-vendor

Quasi il 79% degli intervistati ha dichiarato come importante o estremamente importante per il successo delle loro iniziative digitali che i carichi di lavoro siano completamente “portabili” da un cloud all’altro senza alcun vendor lock-in. Il rapporto di dipendenza nei confronti di un fornitore è considerato dal 69% dei top manager un ostacolo significativo al miglioramento delle prestazioni aziendali nel caso di cloud proprietari.

La conformità normativa di settore

Quasi il 70% degli intervistati nei settori regolamentati, come il settore pubblico e quello dei servizi finanziari, ha citato la conformità normativa di settore come un ostacolo alle performance aziendali dei cloud proprietari. L’importanza degli strumenti di governance e conformità in grado di funzionare su più cloud si riflette in un aumento dell'adozione di cloud specializzati.

"All'inizio del percorso di evoluzione verso il cloud, molte aziende hanno adottato diversi cloud creando complessità e discontinuità tra varie aree di business, esponendole potenzialmente a importanti minacce alla sicurezza", ha dichiarato Howard Boville, Head of IBM Cloud Platform. "Lo studio conferma che gli strumenti di sicurezza, governance e conformità devono poter essere eseguiti su più cloud e devono essere previsti in modo nativo nelle architetture di cloud ibrido affinché queste abilitino trasformazioni digitali di successo". 

Lo scenario italiano

La ricerca rivela che nel 2021 le aziende italiane hanno destinato il 3,6% del loro fatturato totale alla spesa IT, utilizzando quasi il 34% di questo budget per finanziare iniziative digitali strategiche. 

Le dinamiche di adozione del cloud ibrido seguono i trend globali, così come sono ampiamente condivise le preoccupazioni relative al vendor lock-in, alla sicurezza, alla conformità e all'interoperabilità.

Dall'inizio della pandemia di Covid-19, l'uso di un singolo cloud pubblico o privato è passato dal 32% all'1% e il numero di aziende che hanno iniziato ad adottare più cloud è aumentato del 26%. Il 37% delle imprese basa oggi le proprie operazioni almeno su un cloud privato e un cloud pubblico.

Competenze e costi ostacolano le prestazioni aziendali

Il 40% degli intervistati nel nostro Paese ritiene che l’adozione di iniziative digitali possa favorire nuove modalità di lavoro e apportare miglioramenti a singoli progetti così come a divisioni e unità di business. Tuttavia, secondo il 65% dei top manager italiani (41% a livello globale) scarseggiano le competenze ed esperienze necessarie perché il cloud possa esprimere tutto il proprio potenziale a favore delle performance aziendali.

Inoltre pesano ancora sulle aziende italiane gli alti costi delle operazioni e della gestione del cloud, segnalati come ostacoli rispettivamente dal 57% e dal 60% dei dirigenti. 

Infine, 3 intervistati su 4 riferiscono che la leadership della loro organizzazione sta proponendo o sta già adottando cambiamenti per passare da una struttura piramidale a una struttura organizzativa alternativa volta a gestire competenze e skill in modo orizzontale per ottimizzare la reattività verso i clienti, i partner e il mercato in generale. 


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