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Il mercato immobiliare dopo il Coronavirus

Chiara Riva 20/05/2020

Una delle domande più frequenti fra chi investe o intende investire nel “mattone” è: come sarà il mercato immobiliare dopo il Coronavirus? Cosa cambierà dopo la crisi da Covid-19? Ecco alcune risposte e previsioni.

Le previsioni sul mercato immobiliare dopo il Coronavirus

Senza girare troppo attorno alle parole, quello che si prevede per il mercato immobiliare dopo il Coronavirus è un sensibile calo dei prezzi, e di conseguenza una perdita di valore degli investimenti in immobili.

Il calo dei prezzi che vedremo nell'immediato sarà da attribuire a diversi fattori, tra i quali:

  • azzeramento pressoché totale delle compravendite durante il lockdown, che mostrerà i suoi effetti soprattutto nei mesi a venire;
  • tassi di disoccupazione che tenderanno a crescere, soprattutto quando verranno meno i blocchi ai licenziamenti imposti dal Governo;
  • minori risorse destinate alle compravendite immobiliari sia in termini di risparmi che di concessione del credito.

Ma c'è una buona notizia: secondo il report di S&P Global dal titolo “Government Job Support Will Stem European Housing Market Price Falls”, i prezzi dovrebbero tornare alla normalità pre-crisi epidemiologica entro il 2022, grazie al supporto dei Governi europei che porranno un argine con le proprie politiche alla caduta dei prezzi degli immobili.

In Italia il ritorno ai prezzi pre-crisi dovrebbe compiersi al massimo entro il 2023, stando al report citato.

Quello che viene sottolineato da S&P Global, in particolare, è la maggior velocità prevista per la ripresa, se paragonata ad esempio a quella avvenuta dopo la crisi del 2008.

Come cambia il mercato immobiliare dopo il Coronavirus?

Abbiamo visto i cambiamenti dal punto di vista quantitativo, i prezzi, ma dal punto di vista qualitativo qual è l'impatto dell'emergenza da Covid-19 sugli immobili ricercati e desiderati?

Ecco alcuni spunti di riflessione qualitativi:

  • cresce il desiderio di abitazioni con spazi esterni come giardini, terrazzi, ampi balconi o cortili; c'è chi prevede un ritorno alla campagna, per poter godere di maggiori spazi all'aperto;
  • arriva una spinta alle ristrutturazioni in ottica green e anti-sismica, grazie ai bonus fiscali portati al 110% della spesa;
  • il mercato degli affitti affronta una radicale trasformazione con un passaggio dal breve a medio-lungo termine, dal momento che gli spostamenti di turisti stanno subendo un blocco totale e la ripresa sarà lenta e legata agli sviluppi sanitari.

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Mercato immobiliare e digitalizzazione

Ma nei prossimi due o tre anni, in attesa di una ripresa in qualche modo indotta dalle politiche governative, il settore non starà certo a guardare.

Il lockdown, infatti, ha lasciato agli operatori un'eredità pesante quanto utilissima: la digitalizzazione del business.

Una digital transformation inattesa e non pianificata, che però può dispiegare i suoi effetti positivi anche ad emergenza superata e proprio per rilanciare il settore.

Durante il lockdown le ricerche di immobili online hanno raggiunto picchi del 90% rispetto alle ricerche totali. Questo significa che la digitalizzazione ha coinvolto fortemente la domanda e che adesso tocca all'offerta farsi trovare pronta alle nuove richieste, come schede immobili più accurate e con contenuti multimediali e descrittivi di qualità.

E per essere più vicini possibili ai clienti, ma operando online, l'offerta di virtual tour dell'immobile potrebbe fare la differenza nella conclusione o meno di un affare.


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