ICity Rank 2020. La trasformazione digitale premia Firenze: Milano al terzo posto

Redazione BacktoWork 07/01/2021

L’annuale rapporto ICity Rank mostra come la pandemia di Covid-19 abbia favorito la trasformazione digitale di molte città italiane, accelerando in molti casi trend già attivi da qualche anno.

Con 872 punti è Firenze ad aggiudicarsi il primo posto dell’ICity Rank 2020, l’annuale rapporto realizzato da FPA - società del gruppo Digital 360 - sui centri urbani intelligenti e sostenibili. Il capoluogo toscano è infatti balzato in testa alla classifica delle città italiane che meglio hanno saputo tradurre in fatti concreti gli inviti alla trasformazione digitale, tutto ciò approfittando di un periodo difficile come quello della pandemia di Covid-19. Oltre a Firenze infatti, molte altre città hanno potuto cavalcare l’opportunità data dall’emergenza sanitaria per proiettarsi nell’era digitale anche a scapito di realtà decisamente più blasonate.

ICity Rank 2020: la classifica

Alle spalle di Firenze troviamo Bologna con 866 punti, mentre dalla testa della classifica scivola inaspettatamente al terzo posto Milano, che dal 2014 deteneva il primato di città più smart d’Italia. Sorpresa opposta invece per Roma, salita dal 15esimo al quarto posto grazie all’efficienza dei suoi servizi pubblici online e al suo posizionamento sulle app municipali. Subito dietro nella prima fascia delle città con livello di digitalizzazione molto avanzato troviamo Modena, Bergamo, Torino, Trento, Cagliari e Venezia.

Nella seconda fascia di digitalizzazione avanzata abbiamo invece Parma, Reggio Emilia, Palermo, Pavia, Brescia, Genova, Lecce, Cremona, Prato, Bari, Pisa, Verona, Vicenza, Bolzano e Forlì. A seguire troviamo poi città con digitalizzazione discreta, intermedia o soltanto avviata, mentre sul fondo della classifica arrancano capoluoghi purtroppo afflitti da ritardi cronici nell’aggiornamento delle proprie infrastrutture digitali, quali Taranto, Avellino, Caserta, Carbonia, Nuoro, Enna, Chieti e Agrigento a chiudere.

La classifica di ICity Rank evidenzia tuttavia due grosse spaccature da sempre presenti sul territorio italiano: quella tra i piccoli capoluoghi e le grandi metropoli e quella storica tra il Nord e il Sud del Paese. Nel primo caso infatti possiamo notare come delle prime dieci classificate ben sette siano città metropolitane, che con le loro maggiori dimensioni e disponibilità economiche hanno saputo catalizzare al meglio le risorse da investire in ambito digital. Il divario Nord/Sud viene invece ben messo in evidenza dalla presenza di due terzi dei capoluoghi meridionali nella parte bassa della graduatoria, pur con lodevoli eccezioni come Cagliari al nono posto il classifica, ma anche Palermo al 13esimo, Lecce al 17esimo e Bari al 20esimo.

Il commento di FPA e Digital 360

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La classifica di quest’anno è stata commentata in maniera positiva dal direttore generale di FPA Gianni Dominici, che ha espresso la sua opinione su come la pandemia abbia influito sulla digitalizzazione dei comuni: “Il processo di trasformazione digitale delle città italiane e delle loro amministrazioni non si è arrestato in questo anno terribile, anzi per molti versi ha ricevuto un’accelerazione che ha consentito di superare resistenze organizzative e culturali. […] Spesso sono state proprio le innovazioni digitali a consentire di gestire situazioni critiche limitandone l’impatto e favorendo risposte fondate sulla partecipazione di cittadini e associazioni. Chi si trovava già a uno stadio avanzato, come le città metropolitane e molti comuni del Nord, ha confermato i progressi, ma arrivano segnali confortanti anche da aree meno mature dal punto di vista digitale, con quattro città del Sud che hanno segnato notevoli passi avanti, entrando nelle prime venti classificate”.

Dello stesso parere anche Andrea Rangone, presidente di Digital 360: “La spinta digitale per effetto dell’emergenza ha investito anche le città. Se nella digitalizzazione delle attività amministrative e nel rapporto con i cittadini il processo di innovazione appare ben avviato, nell’implementazione e interconnessione delle reti intelligenti siamo ancora ad una fase iniziale. Le risorse disponibili nel Recovery Fund rappresentano una grande opportunità da cogliere per adottare un piano di trasformazione tecnologica delle città”.


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