Crescono gli investimenti in progetti e startup Insurtech

Redazione BacktoWork 31/03/2021

Le compagnie assicurative italiane sono sempre più interessate a sviluppare o acquisire tecnologie e soluzioni innovative in risposta alla pandemia e alle nuove sfide del mercato. La conferma arriva dall’Insurtech Investment Index: nel 2020, il 63% di esse ha avviato al proprio interno almeno un progetto Insurtech, il 19% ha investito in startup attive in questo ambito, e ben il 75% delle compagnie ha stretto almeno una partnership con altri attori della filiera per accelerare la trasformazione digitale e innovare processi e servizi.

I dati sono stati resi noti da Italian Insurtech Association (IIA) e Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano in occasione della presentazione dell’Insurtech Investment Index, il primo indicatore che misura il grado di innovazione del settore assicurativo italiano. 

Guardando alle previsioni per il 2021, le compagnie assicurative punteranno maggiormente sullo sviluppo di progetti interni, ma anche gli investimenti in startup Insurtech registreranno una crescita. I progetti, tuttavia, avranno ancora un approccio principalmente tattico guidato dall’attenzione al time to market (per il 55% delle compagnie assicurative), anche se alcuni attori iniziano a considerarne con attenzione il valore strategico.

A livello globale finanziamenti Insurtech da record

Secondo la società di consulenza Willis Tower Watson, lo scorso anno - sulla spinta dell’emergenza Covid - il settore ha raccolto 7,1 miliardi di dollari a livello globale, un nuovo record assoluto. Rispetto al 2019, gli investimenti sono aumentati complessivamente del 12%, mentre il numero dei deal (377 operazioni) è aumentato del 20%

“Nel 2020, con investimenti globali in Insurtech superiori ai 7 miliardi di dollari, la quota dell’Italia si è attestata a meno dello 0,5%, un ordine di grandezza in meno rispetto a Francia, Germania e Regno Unito” - ha commentato Simone Ranucci Brandimarte, socio fondatore e Presidente di IIA -. “La realtà è che l’Italia, negli ultimi cinque anni, ha assorbito meno del 5% del totale investito in Europa: è urgente colmare questo ritardo, che - se confermato negli anni futuri - creerà anche nel settore assicurativo un gap tecnologico che avrà come conseguenza un danno nel posizionamento competitivo dei nostri champions”.

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