Le startup innovative, giuridicamente parlando, sono tutte uguali e devono avere tutte gli stessi requisiti, esiste però una tipologia particolare di queste a cui il legislatore riconosce benefici aggiuntivi: le startup innovative a vocazione sociale o SIAVS.
Le SIAVS sono startup innovative a tutti gli effetti ma operano in settori specifici riconosciuti di particolare valore sociale. Per questa loro specificità oscillano tra il non profit e il profit e, solitamente, hanno un basso ritorno sugli investimenti cosa che le rende meno attrattive per gli investitori. Avendo una pubblica utilità, il Ministero dello Sviluppo Economico, ha previsto per questo tipo di aziende delle ulteriori agevolazioni al fine di promuoverne la nascita e gli investimenti.
I settori entro cui devono operare le SIAVS per essere definite tali sono:
Per rendere più snello il procedimento che porta alla costituzione di questa particolare tipologia di azienda, non è prevista per le startup innovative a vocazione sociale l’iscrizione al registro delle imprese sociali. L’iter che porta alla nascita di una SIAVS è molto agile, basta iscrivere la propria azienda innovativa su Registro Imprese e compilare un’autocertificazione in cui si dichiara e specifica che si sta operando in uno dei settori appena elencati col fine di perseguire un interesse generale.
In allegato all’autocertificazione si richiede un documento definito di descrizione dell’impatto sociale in cui va indicato l’impatto atteso (nel caso di SIAVS appena costituita), una previsione circa l’impatto sociale che la startup si attende. Il documento va redatto ogni anno sostituendo, a partire dal primo bilancio depositato, l’impatto atteso con quello generato. L’impatto generato è una sintesi tramite elementi qualitativi, quantitativi e misurabili di quanto fatto durante l’anno dalla startup. Va specificato che questo documento è inteso come rendicontazione e non ha lo scopo di fissare dei paletti sui risultati ottenuti.
Come già detto le SIAVS beneficiano di tutte le agevolazioni di cui usufruiscono le normali startup innovative ma, per incentivare l’attrazione agli occhi degli investitori, sono previste agevolazioni fiscali maggiorate: chi investe in queste imprese, infatti, usufruisce di una detrazione IRPEF del 25% se si tratta di persone fisiche e una detrazione IRES del 27% in caso di persone giuridiche.
Le startup innovative a vocazione sociale non sono imprese con natura filantropica ma puntano al profitto e si differenziano dalle normali startup innovative dall’analisi degli effetti del proprio operato sull’ambiente circostante. La metrica per misurare il valore di un’azienda di questo tipo, che va al di là del mero ritorno finanziario, è il SROI, ovvero il ritorno sociale sull’investimento.
Le startup innovative a vocazione sociale, in Italia crescono ogni anno sempre più: complice la pandemia da Covid-19 che ha creato nuove esigenze da affrontare, il numero di SIAVS al 2020 è di 267, con un tasso di crescita annuo del 52%.