Compound annual growth rate (CAGR): cos’è e a cosa serve

Redazione BacktoWork 16/04/2021

Il tasso di crescita annuale composto è uno degli indicatori più utilizzati da investitori, analisti finanziari e società di ricerca per valutare in maniera sintetica i risultati che sono stati raggiunti da un’azienda o le performance di rendimento che un investimento ha fatto registrare in un certo periodo di tempo, generalmente in un arco temporale di 5 o 10 anni. 

Questa metrica consente di conoscere il ritmo medio al quale un certo valore è cresciuto nel tempo, assumendo che il valore sia stato “composto” in quel dato periodo di tempo. Nel calcolo del CAGR si tiene infatti conto del cosiddetto “effetto compounding”: al valore iniziale si va ad aggiungere l’incremento di valore conseguito alla fine dell’anno, il risultato così “composto” costituirà il valore di partenza dell’anno successivo, e così per ogni anno del periodo considerato. 

L’utilità del CAGR: alcuni esempi

Supponiamo di avere un'azienda le cui entrate sono cresciute da 3 milioni di euro a 30 milioni di euro nell'arco di 10 anni. In questa ipotesi, il CAGR è pari al 25,89%. Si ottiene in questo modo una misura che rappresenta una media annua della crescita percentuale composta nel periodo e pertanto può discostarsi anche molto dal dato effettivamente conseguito anno per anno. Può accadere infatti - anche ad un'impresa molto redditizia e di successo - di attraversare periodi di scarso rendimento durante la propria vita. Questi periodi negativi (magari anche fortemente negativi, ma limitati nel tempo) peseranno molto sui risultati del singolo anno, ma il loro impatto nel medio-lungo termine sarà contenuto in presenza di periodi di crescita sostenuta e prolungata.

Per tale ragione il CAGR è anche chiamato tasso "smussato" perché misura la variazione percentuale nel tempo di una certa grandezza come se fosse cresciuta ad un ritmo costante su base annua, e di conseguenza attenua la volatilità dei tassi di crescita registrati anno per anno. Il vantaggio indubbio è quello di offrire una indicazione di sintesi della performance raggiunta dall’azienda nel periodo preso in esame, rendendo agevole una comparazione con l’andamento fatto registrare dai competitor o dal mercato nello stesso periodo. Per esempio, se una società è cresciuta del 25% in un settore il cui CAGR medio è più vicino al 30%, allora nel confronto i suoi risultati potrebbero sembrare poco brillanti. Ma se i tassi di crescita del settore fossero più bassi, come il 10% o il 15%, allora il CAGR della società potrebbe rivelarsi molto positivo.


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