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Cloud: in Italia mercato da 3,34 miliardi, cresce l'adozione nelle PMI

Redazione BacktoWork 19/10/2020

Nel 2020 il mercato italiano del Cloud supererà i 3,34 miliardi, con una crescita del +21% rispetto al consuntivo del 2019. A guidare questa dinamica sarà soprattutto la componente SaaS (oltre 1 miliardo di Euro di spesa complessiva, +46% rispetto al 2019). L’Osservatorio Cloud Transformation, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, evidenzia un dato in particolare: la crescita al 42% del tasso di adozione nelle PMI, da anni fermo al 30%

“L’emergenza sanitaria ha creato una situazione senza precedenti, che ha richiesto un cambio di passo: le imprese sono state all’improvviso costrette a lavorare in modo agile, rendendo il Cloud il miglior alleato per rispondere rapidamente alle esigenze di collaborazione, gestione progettuale e valutazione delle performance” dichiara Alessandro Piva, direttore dell’Osservatorio Cloud Transformation. “Anche le PMI più scettiche e meno digitalizzate hanno dovuto adeguarsi per non interrompere del tutto le attività, dinamica che si conferma in un’adozione più ampia, dopo anni di sostanziale stabilità. Adesso, per proseguire il percorso verso una reale trasformazione dell’organizzazione, è necessario passare dalla risposta tattica all’emergenza, ad una vera e propria strategia digitale basata sul Cloud”.

La spesa in Cloud in Italia

Il Public & Hybrid Cloud, ovvero l’insieme dei servizi forniti da provider esterni e l’interconnessione tra Cloud pubblici e privati, si conferma protagonista con una crescita del +30% e un valore complessivo che raggiunge i 2 miliardi di euro. Un’accelerazione nettamente più rapida rispetto alla media internazionale, che fa registrare un +8% per un mercato che vale 198 miliardi di Dollari a livello globale (Fonte: Gartner, Luglio 2020).

Il Virtual & Hosted Private Cloud, ovvero i servizi infrastrutturali residenti presso fornitori esterni, registra una buona dinamica (+11%) arrivando a 732 milioni di Euro

Datacenter Automation, ovvero la modernizzazione delle infrastrutture on-premises, subisce un rallentamento rispetto al 2019, crescendo del +6% per un totale di 583 milioni di Euro.

In termini di spesa assoluta per settore merceologico, rallenta leggermente la dinamica nel settore Manifatturiero (che si conferma comunque primo nel mix di spesa con il 24% del mercato complessivo), in conseguenza al periodo di lockdown e al blocco parziale delle attività. Seguono per dimensioni il settore Bancario (21%), Telco e Media (15%), i Servizi (10%), Utility (9%), PA e Sanità (8%), GDO e Retail (8%) e Assicurativo (5%).

L’adozione per tipo di modello

I servizi Software as a Service (SaaS) crescono del +46% e arrivano oggi a rappresentare la metà del volume di spesa complessiva in Public & Hybrid Cloud. Il contesto emergenziale ha portato le aziende a focalizzarsi sul Cloud per tutte quelle categorie di servizi che hanno permesso loro di restare operative, adottando soluzioni pronte all’uso legate soprattutto a Collaboration e Gestione Documentale ma anche a Portali B2c/eCommerce e Analytics (guidati dalla componente di Artificial Intelligence).

La componente Platform as a Service (PaaS) fa segnare un +22% e rappresenta il 14% del mix, guidata dalla crescita delle funzionalità abilitanti i Big Data Analytics nonché dalla necessità per tutti i settori di interconnettere i processi e monitorarli.

L’Infrastructure as a Service (IaaS) cresce del +16% e vale oggi il 36% della spesa complessiva, con un forte incremento delle Virtual Machine per ambienti di produzione e del Container Management.

Dando una vista trasversale a queste componenti, l’Osservatorio segnala due trend evolutivi nella spesa Public & Hybrid Cloud:

  • Intelligence del dato (ovvero tutti i servizi IaaS, PaaS e SaaS dedicati alla gestione, alla manipolazione e all’analisi dei dati, tra cui anche l’AI) cresce del +24% rispetto al 2019, attestandosi ad un valore di circa 352 Milioni di Euro;
  • Edge Computing & Orchestration, che comprendono i servizi e gli strumenti di interconnessione e gestione di sistemi distribuiti, subiscono un leggero rallentamento pur registrando una dinamica di crescita attorno al +28% (contro il +40% evidenziato nel 2019), e raggiungono un valore di 45 Milioni di Euro.

L’adozione nelle PMI italiane

Il Cloud ha rappresentato una risposta efficace al remote working forzato, velocizzando la digitalizzazione dei processi e dei flussi collaborativi. L’Osservatorio del Politecnico di Milano stima anche nel segmento delle PMI un significativo aumento dell’adozione, che nel 2020 salirà al 42% contro il 30% registrato nel 2019. Politecnico di Milano

Una crescita determinata in gran parte dagli effetti della pandemia. Per oltre la metà delle PMI che utilizzano il Cloud, quest’ultimo ha permesso di mantenere l’azienda operativa e la relazione con i clienti attiva. Questo si traduce in un’accresciuta consapevolezza: infatti, per il 43% delle PMI il Cloud rappresenta il modello di sourcing preferenziale per tutte le nuove iniziative e per un ulteriore 18% addirittura una strada obbligata.

A fronte di questi segnali positivi, restano preoccupazioni legate alla sicurezza dei dati, alla scarsa affidabilità della rete, alla complessità di gestione e alla mancanza di competenze sul Cloud. Il fatto che il 55% delle PMI che utilizzano il Cloud preferisca comunque la gestione internalizzata delle tecnologie rappresenta un segnale di rischio. Le PMI soffrono di un gap culturale e infrastrutturale per cui il cambio di passo evidenziato quest’anno potrebbe rappresentare una semplice reazione all’emergenza fine a se stessa, se non supportata da una visione di lungo periodo.

“Nell’ultimo anno il mercato Cloud italiano sembra essere arrivato ad un bivio. La necessità di ripensare i modelli di business delle imprese in chiave digitale e la possibilità di sfruttare il Cloud come leva per fornire agilità e resilienza in questo contesto sono ormai dimostrati alla prova dei fatti” commenta Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud Transformation. “Il Cloud ha rappresentato una risposta efficace a molti dei problemi di operatività generati dal periodo di lockdown e successivamente nel ritorno ad una nuova normalità. Ora è necessario sfruttare questa nuova consapevolezza per costruire una visione di lungo periodo, che ponga il Cloud alla base delle strategie digitali, tenendo in considerazione tutti gli elementi tecnici e organizzativi per garantire una trasformazione pervasiva ed efficace”. 


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