Cloud Computing: perché sempre più aziende lo adottano

Redazione BacktoWork 13/05/2021

L’utilizzo del cloud è stato cruciale nell’ultimo anno per garantire la continuità del business e l'operatività aziendale, come conferma l’ultimo report di Flexera, secondo cui 9 aziende su 10 hanno accelerato l'adozione in risposta alla pandemia. Anche le realtà più scettiche hanno avuto l’occasione di comprendere i benefici e le opportunità che la nuvola può portare, generando un’esplosione di alcuni servizi e applicazioni basati sul cloud, per esempio nei settori dell'e-commerce, della formazione, delle comunicazioni, della sicurezza.

Ma l’emergenza sanitaria non ha fatto che accelerare un processo di transizione verso questa tecnologia che era in corso da anni, e che è andato di pari passo con la digitalizzazione dei processi e dei modelli di business e con la crescita della cosiddetta “economia del dato”.

Le caratteristiche e i vantaggi del cloud

Accedere in qualsiasi momento alle risorse har ware, ai programmi e ai software di cui si ha bisogno, poter usufruire da remoto, sui propri device, di applicazioni e servizi anche estremamente avanzati, come quelli di Big Data Analytics, Intelligenza Artificiale, Machine Learning, Blockchain, Internet of Things, tutto questo non sarebbe possibile senza la nuvola.

Il cloud consente di utilizzare in modo flessibile sia le risorse ICT proprietarie, intese come infrastrutture, applicazioni e sistemi operativi, sia quelle messe a disposizione da fornitori di servizi specializzati, generalmente definiti cloud provider. Tali servizi possono essere rapidamente richiesti e rilasciati con minimo sforzo gestionale da parte dell’utente e minima interazione con il fornitore. In questo modo è possibile accedere a capacità (di calcolo, di rete o di memoria) virtualmente illimitate e a servizi del livello più avanzato, senza dover sostenere gli ingenti costi richiesti per la realizzazione di complesse infrastrutture interne, con evidenti benefici per tutte le organizzazioni, ma soprattutto per le startup e le imprese di dimensioni contenute, che possono abbattere i costi fissi per le infrastrutture ICT e commisurare la spesa alle effettive necessità

Secondo il National Institute for Standards and Technology – NIST, con l'espressione Cloud Computing si fa riferimento ad un insieme di servizi ICT accessibili on-demand e in modalità self-service tramite tecnologie internet, basati su risorse condivise, caratterizzati da flessibilità di utilizzo, rapida scalabilità e misurabilità puntuale dei livelli di performance, in modo da poter essere pagati in base al consumo. Una definizione che mette in evidenza tutte le principali caratteristiche che hanno reso questa tecnologia il paradigma di riferimento in ambito ICT e allo stesso tempo la principale piattaforma che abilita la digital transformation e i processi di innovazione.

  • Il self-service a richiesta (on-demand self-service) indica la possibilità per un cliente di richiedere la fornitura di risorse e servizi a seconda delle proprie necessità, senza bisogno di un intervento umano da parte del fornitore del servizio. Questa caratteristica dà la possibilità all’utente di utilizzare servizi a richiesta nel momento e secondo i quantitativi necessari, fatturati in base all’effettivo sfruttamento, consentendo quindi risparmi in termini di investimenti in infrastrutture interne. 
  • L’accesso tramite banda larga (Broad network access) indica la possibilità di beneficiare delle risorse tramite device semplici o complessi (dagli smartphone ai portatili, fino a computer dotati di maggiori capacità di calcolo) purché dotati di connettività adeguata all’uso specifico richiesto.
  • La condivisione delle risorse (Resource pooling) implica che le risorse di calcolo del fornitore vengono raggruppate per servire molteplici clienti secondo un modello (cosiddetto multi-tenant) che prevede l’assegnazione dinamica delle risorse fisiche e virtuali a seconda della richiesta dei singoli clienti. 
  • La rapida elasticità (Rapid elasticity) identifica la possibilità di fornire e assegnare le risorse, anche automaticamente, per scalare rapidamente sia verso l’alto che verso il basso (ovvero aumentare o diminuire l’intensità delle risorse offerte) in modo commisurato alla richiesta del cliente.
  • Il monitoraggio dei servizi utilizzati (Measured Service) identifica la caratteristica propria del cloud di controllare e ottimizzare automaticamente il consumo di risorse. Ciò avviene attraverso una appropriata capacità di misurazione del loro utilizzo a seconda delle diverse tipologie di servizio (storage, processamento dati, capacità di banda, servizi avanzati offerti direttamente sui terminali degli utenti).

I modelli di erogazione dei servizi

I servizi cloud sono tipicamente raggruppati in tre categorie principali, a seconda del tipo di servizio offerto e del livello di coinvolgimento del provider, che varia dalla fornitura di risorse fino alla messa a disposizioni di applicazioni pronte da utilizzare.

Infrastructure as a service (IaaS)

Consiste nel mettere a disposizione dell’utente, oltre che risorse virtuali in remoto, anche risorse hardware, quali server, capacità di rete, sistemi di memoria, archivio e backup. Su queste infrastrutture l’utente installa i software di cui ha bisogno (come applicazioni o sistemi operativi).
In genere i vendor forniscono anche le adeguate protezioni (cybersecurity) per i dati immagazzinati nei loro data center e per l’accesso ai servizi offerti.

Software as a Service (SaaS)

Identifica l’utilizzo da parte dell’utente di software installati su un server remoto (cioè fuori dal proprio computer fisico o dalla LAN locale). Di fatto, il cloud provider installa l’applicazione nei propri data center e fornisce agli utenti un’interfaccia per utilizzarla

Il SaaS permette di fornire una ampia gamma di servizi, anche molto complessi e avanzati: programmi CRM (Customer Relationship Management), ERP (Enterprise Resource Planning), applicazioni di finanza e controllo, servizi di Big Data Analytics, Machine Learning, Intelligenza Artificiale e IoT. 

Platform as a Service (PaaS)

Anziché uno o più programmi singoli, il cloud provider installata in remoto una intera piattaforma software, costituita da programmi e altri prodotti per i quali, in genere, fornisce anche un'interfaccia di programmazione (API) che permette all’utente di scrivere applicazioni che interagiscono con il servizio.
Talvolta viene fornito anche un ambiente di sviluppo e di testing delle stesse applicazioni.




Potrebbe interessarti anche:

business management industry

Industria 4.0: i profili professionali più richiesti nel 2020

business management innovation economy

L'Innovation Manager: chi è, cosa fa, quanto guadagna

business management

Il cyber security manager: chi è, cosa fa, quanto guadagna


Iscriviti alla newsletter

Se vuoi essere sempre aggiornato sui trend e sulle ultime notizie dal mondo dell'innovazione e delle startup iscriviti alla nostra newsletter!