Big Data: investimenti +10%, aumenta la domanda di figure specializzate

Redazione BacktoWork 03/12/2021

Assicurazioni, Manifatturiero, Telco & Media guidano la ripresa del mercato dei Big Data Analytics dopo il rallentamento dovuto alla pandemia. Nelle grandi aziende italiane, dove sono presenti sempre più Data Scientist e Data Engineer, crescono le sperimentazioni di Advanced Analytics. Ma solo il 27% può definirsi data science driven, cioè con competenze diffuse e progetti maturi in tutta l’organizzazione. 

Sono i risultati che emergono dalla nuova ricerca dell'Osservatorio Big Data & Business Analytics della School Management del Politecnico di Milano. 

Il mercato in Italia nel 2021

Il mercato italiano dei Big Data Analytics - stima l’Osservatorio - raggiungerà alla fine dell’anno un valore superiore ai 2 miliardi di euro, in crescita del 13%, dopo che nel 2020 la pandemia aveva fortemente rallentato gli investimenti. 

A trainare la positiva performance è soprattutto la componente software, che registra un incremento del 17% (con punte di oltre il 30% per le piattaforme di Data Governance e Data Science & AI), e i servizi di consulenza e personalizzazione tecnologica, che crescono in doppia cifra, mentre la spesa in risorse infrastrutturali aumenta meno della media del mercato. 

La ripresa coinvolge tutti i settori merceologici, con investimenti in Data Management & Analytics in aumento di oltre il 10%. Assicurazioni, manifatturiero, telco & media sono i comparti che segnano l’incremento più marcato. Un quinto degli investimenti passa da servizi in Public & Hybrid Cloud, +21% rispetto al 2020.

Il fabbisogno di competenze

Quasi otto grandi aziende su dieci lavorano all’integrazione di dati provenienti da diverse fonti, interne o esterne, e il 54% ha avviato almeno una sperimentazione in ambito Advanced Analytics (il 46% nel 2020).

Insieme ai progetti e alle sperimentazioni, cresce anche il fabbisogno di competenze, tuttavia la diffusione di figure professionali dedicate non si sviluppa in modo trasversale e omogeneo. Il 49% delle grandi aziende ha in organico almeno un Data Scientist e il 59% almeno un Data Engineer. Le percentuali sono stabili rispetto allo scorso anno, ma le realtà che avevano già introdotto questi profili in precedenza hanno continuato a investire e ad assumere nuove risorse specializzate: il numero di Data Scientist presenti è cresciuto per il 28% delle organizzazioni analizzate dall’Osservatorio. 

Ancora poche le aziende data science driven

La ricerca ha analizzato la maturità delle grandi organizzazioni nell’ambito Advanced Analytics sulla base della consapevolezza delle opportunità, delle sperimentazioni attivate, della presenza di competenze interne e di progetti operativi. Ne è emerso che solo il 27% del campione può definirsi data science driven, mentre un altro 14% è in una fase sperimentale. Nel complesso, in circa quattro grandi imprese su dieci sono presenti progetti a regime in almeno una funzione aziendale.

“Nonostante la crescita registrata nel 2021, non possiamo ancora considerare colmato quel gap tra aziende già a buon punto nella valorizzazione dei dati e quelle all’inizio del percorso”, spiega Carlo Vercellis, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Big Data & Business Analytics. “Queste ultime hanno perso ulteriore terreno a causa della pandemia. Inoltre, nonostante una diffusa voglia di sperimentazione, poche aziende italiane oggi possono essere considerate veramente data-driven, cioè capaci di portare l'intera organizzazione ad una piena valorizzazione dei dati a disposizione. Per far sì che la Data Science abbia un impatto concreto è necessario creare una cultura dei dati che, a diversi livelli, avvicini sempre più lavoratori ad un uso quotidiano di insights e risultati delle analisi”.

“Il 2021 è un anno di ripresa, non solo in termini di dinamica di mercato”, aggiunge Alessandro Piva, Responsabile della ricerca dell’Osservatorio. “Si avverte l’urgenza di investire, specialmente in tecnologie di integrazione e governance dei dati, mentre nuove realtà iniziano a sperimentare in ambito Advanced Analytics. La prossima sfida per le imprese sarà sviluppare una data-driven strategy basata su competenze e iniziative mature in tutte e tre le dimensioni, che sono il Data Management, la Data Science e la Data Literacy, su cui ad oggi emergono ancora percorsi sbilanciati”. 


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