Andrea Antonini, SmartMicroOptics: “Diamo a tutti l’opportunità di esplorare il micromondo”

Redazione BacktoWork 27/01/2022

Da un progetto di ricerca nell’ambito delle neuroscienze ad un’iniziativa imprenditoriale che ha l’obiettivo di fornire a chiunque gli strumenti per osservare il mondo microscopico, tutto ciò che ci circonda, ma che non si vede a occhio nudo o di cui non riusciamo a cogliere il dettaglio. È questa l’idea di Andrea Antonini e Tommaso Fellin che, dai laboratori dell’IIT di Genova, si è sviluppata fino a sbarcare sul mercato. Vediamo come, nelle parole del Ceo di SmartMicroOptics, Andrea Antonini.

Qual è l'idea alla base del vostro progetto?

Vogliamo dare la possibilità di trasformare qualsiasi smartphone in un microscopio digitale o in una fotocamera macro, grazie a lenti e sistemi ottici che hanno prezzi accessibili a chiunque, grande portabilità e facilità d’uso.

Questa iniziativa imprenditoriale è nata all’interno dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, come “effetto collaterale” di un progetto di ricerca sperimentale per realizzare mini dispositivi rivolti ad applicazioni nell’ambito delle neuroscienze.

Nel 2016 abbiamo deciso di fondare SmartMicroOptics srl (SMO) per trasferire all’esterno dei laboratori quella parte della tecnologia che poteva avere applicazioni di largo consumo. Processi di fabbricazione, design e progettazione dei prodotti sono stati poi migliorati, e sono tuttora in continua evoluzione.

Qual è la storia professionale dei fondatori?

Ho creato la startup quando lavoravo all’interno del gruppo di ricerca in neuroscienze diretto da Tommaso Fellin, che ne è stato il cofondatore.
In particolare, mi occupavo di un progetto di microfabbricazione per creare ottiche per la microendoscopia, quando ho visto la possibilità di sviluppo dei metodi impiegati nel laboratorio per creare lenti da abbinare agli smartphone.

Quindi, ho proseguito l’attività imprenditoriale con la fondazione di SMO, con l'avallo dell’Istituto, mentre Fellin ha continuato la sua attività di scienziato e dirigente di linea di ricerca all’interno dell’IIT. 

La vostra mission è “fornire a tutti gli strumenti per esplorare il micromondo”. Ma di che cosa si tratta esattamente? Qual è stato il feedback di chi ha utilizzato le vostre lenti?

Il micromondo è tutto ciò che ha una dimensione al di sotto del millimetro. Di ciò fanno parte anche i dettagli di soggetti più grandi, quindi in una scala tipica per la macrofotografia, quali possono essere fiori, insetti, dettagli di pelle o di monete, o anche genericamente particolari di manufatti.

Osservandolo a livelli di ingrandimento superiori, quindi più pertinenti al campo della microscopia, si vedono cose invisibili a occhio nudo; per esempio: cellule, acari, microplastiche, pollini, spore, batteri e micro-organismi in generale, che popolano un piccolo universo attorno (e dentro) a noi. 

La possibilità di vedere - in modo rapido, e tramite un supporto digitale portatile - il dettaglio che ci circonda può avere risvolti sia ludico-educativi che di impiego professionale. È possibile vedere l’efficacia di alcuni trattamenti cosmetici o dermatologici, oppure osservare il degrado, o la qualità, di un utensile meccanico. Con i sistemi a più alti ingrandimenti, si può scoprire come sono fatti i micro-organismi che vivono nel terreno e che aiutano le piante a crescere; oppure imparare come sono fatte le cellule animali o vegetali, o vedere i batteri dello yogurt, la diversità delle spore di muffe/funghi, oppure di pollini… Per esempio, i nostri sistemi per microscopia portatile (DIPLE) sono in uso in un progetto umanitario in Ruanda per controllare la presenza di parassiti nell’acqua di villaggi rurali.

Vedere ciò che ci circonda, ma che non si vede a occhio nudo, suscita sempre curiosità e sorpresa. A tutte le età.
Tra i nostri clienti, da tutto il mondo, riceviamo spesso feedback entusiasti di persone che condividono con noi la passione per l’incredibile mondo microscopico, un mondo che è stato soggetto di film e romanzi di grande successo, e che ora, grazie alla tecnologia degli smartphone e delle ottiche che produciamo, è di facile accesso per chiunque.

SmartMicroOptics

Le mini-lenti per esplorare il mondo microscopico attraverso smartphone e tablet

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Cos’è una micro avventura?

Si tratta di un’esplorazione che va a osservare il mondo in una scala microscopica. Esplorando il micromondo si possono trovare organismi dall’aspetto mostruoso, che si muovono a velocità incredibili, strutture cellulari con geometrie affascinanti, o anche buffe creature simili a orsetti (tardigradi), con poteri veramente incredibili. Un’avventura, insomma, che può essere fatta anche a casa, in giardino, a scuola o immersi nella natura, grazie alla portabilità degli smartphone e dei nostri sistemi. 

Costruire un rapporto di fiducia con i propri clienti. Questo consiglio sembra essere valido per ogni categoria, per tutte le aziende che vanno sul mercato. Qual è la strategia in tal senso di SmartMicroOptics? E come evolverà?

In SMO cerchiamo di fornire aggiornamenti sui prodotti che sviluppiamo e di fornire contenuti utili al loro utilizzo. Abbiamo una mailing list che, ad oggi, conta oltre 12.000 clienti, con cui comunichiamo le nostre innovazioni. Particolare focus lo riserviamo al mondo educational, per il quale creiamo contenuti dedicati, direttamente o tramite partner, e offriamo anche servizi ad hoc.

Contiamo di far conoscere sempre di più i nostri due brand (Blips e DIPLE) nelle scuole e nelle università, in modo tale che, nei prossimi anni, al termine dei corsi di studio, i ragazzi già conoscano i nostri marchi e possano proseguire con l’acquisto dei nostri prodotti o servizi per applicazioni professionali, o anche solo per interesse personale. 

Cos'è il continuous improvement per un'azienda che si occupa di sistemi ottici? Come fa a comprendere che "lo sta facendo bene" e come può farlo sempre meglio? Quali KPI sono sotto osservazione?

L’orizzonte di evoluzione e di potenziale miglioramento è ampissimo e dipende dalle risorse che è possibile mettere sul piatto. Si possono migliorare le prestazioni ottiche delle lenti: i parametri su cui lavorare sono la massima risoluzione, il fattore di ingrandimento e il campo di vista utile; e la user experience, cioè la facilità per un utente di usare il prodotto in modo appropriato. In questo caso, per l’evoluzione cerchiamo di seguire i feedback di tutti i clienti, ma in particolare le indicazioni fornite da clienti “chiave”. 

Seguendo tali indicazioni andiamo ad agire, laddove possibile, nel processo di fabbricazione e di controllo qualità in modo da migliorare la soddisfazione dei clienti. Tali riscontri, li otteniamo sia con comunicazioni dirette, che tramite i post sui social in cui veniamo “taggati”, e ciò avviene con una certa frequenza, dato che i clienti spesso postano i loro scatti realizzati con i nostri prodotti su Instagram, Facebook o YouTube.

Altro fattore molto importante per lo sviluppo e per il nostro miglioramento continuo sono le potenziali applicazioni a cui possiamo mirare con evoluzioni dei nostri prodotti: per esempio nei settori medicali, veterinari e agrotecnici. Anche per questo collaboriamo con centri di ricerca ed esperti internazionali per cercare di implementare nei nostri sistemi tecniche di microscopia utilizzate per applicazioni professionali.

In aggiunta, alle immagini raccolte usando i nostri sistemi potranno essere applicate analisi software, anche da remoto, sfruttando le grandi possibilità di condivisione degli smartphone. Un servizio questo che, in futuro, potremo offrire ai nostri clienti interessati. 

Attraverso tutorial e video tecnici, SmartMicroOptics sembra promuovere la cultura del do-it-yourself e della consapevolezza, se non di ciò che si acquista, di ciò che si utilizza. Chi si occupa di questi contenuti? Con quali finalità?

SMO oggi fornisce strumenti per applicazioni generiche. Al cliente si lascia spazio di declinarli secondo le necessità specifiche. Forniamo quindi tutorial in cui istruiamo sulle modalità di utilizzo e forniamo diversi esempi di applicazioni dei prodotti.

Abbiamo scelto un approccio di “open innovation”, in cui ciò che produciamo è pensato in modo modulare e “aperto”, così che chi vuole cimentarsi in evoluzioni tecniche che sfruttano i nostri sistemi può farlo. Per esempio, c’è chi usando il nostro DIPLE ha vinto il Microsoft Azure AI Hackathon 2021 (evento USA internazionale, con quasi 2000 partecipanti), o chi l’ha sviluppato per cercare microalghe tossiche nel Mar Ligure (Arpal), o chi ha modificato il sistema per ottenere immagini in luce polarizzata (Università del Wisconsin).

Condividiamo indicazioni per l’uso con contenuti grafici e video che creiamo internamente, grazie anche alle competenze interne al team, in particolare ad Alfonso Lucifredi, che ha maturato una lunga esperienza come curatore di eventi scientifici, insieme alla passione per il videomaking.

Creiamo anche contenuti specifici, dedicati a clienti con esigenze di impiego particolari; per esempio per classi, campi estivi, o per progetti di Citizen Science, come in un recente progetto guidato da Legambiente, in cui è stato creato un “manuale” per indagare lo stato di salute di torrenti in ambito urbano, impiegando anche i sistemi DIPLE. È comunque importante per noi lasciare spazio alla fantasia degli utenti, che sono anche una risorsa fondamentale di informazioni. 

Quali sono le esigenze della vostra clientela che stanno guadagnando sempre più spazio? Avete da raccontare best practice particolarmente significative, creative, originali?

Dipende dal prodotto: come detto in precedenza, abbiamo due brand orientati ad applicazioni “contigue” (in termini di scala dimensionale) per passare da utilizzi più caratteristici della macrofotografia (lenti Blips) ad altri più specifici per la microscopia (kit DIPLE).

Per quanto riguarda le lenti Blips, il principale utilizzo riguarda impieghi naturalistici e/o ludici. Nel periodo pre-Covid, sono state offerte, con un buon successo, in abbinamento a shampoo anti-pidocchi, per fornire ai clienti un modo per controllare in modo diretto ed immediato l’efficacia del trattamento. La pandemia, con chiusura delle scuole e distanziamento sociale, ha interrotto questo tipo di progetto, che sarà ripreso col ritorno alla normalità, con una nuova generazione di lenti. 

Il prodotto DIPLE è invece usato per applicazioni educative, per screening rapidi di vetrini preparati per microscopia, o anche per applicazioni umanitarie.
Per esempio, di particolare interesse è stato l’impiego dei sistemi DIPLE da parte di prestigiose università americane ed europee (Cornell University, Wisconsin University, University of Texas, CUNY, TUM, Università del Lussemburgo, soltanto per citarne alcune), così come da parte di scuole italiane, per continuare a fare attività di laboratorio di scienze anche in periodo di pandemia; questo grazie alla possibilità di garantire il distanziamento sociale in classe (con un kit per studente) e di fornire uno strumento che gli alunni possono portare anche a casa, per attività da remoto. Questi sistemi hanno suscitato grande entusiasmo ed interesse da parte degli studenti, e pertanto i kit DIPLE saranno mantenuti nei programmi di insegnamento di questi istituti anche nel post-pandemia.

L’entusiasmo dei ragazzi nell’aprire una finestra su un nuovo mondo che ci circonda usando il proprio smartphone è un aspetto chiave per coinvolgere gli studenti e per appassionarli alle materie scientifiche. 

C’è sintonia o contrasto tra un utente amatoriale e un fotografo professionista?

In generale, dipende dall’apertura verso le nuove tecnologie del fotografo professionista. Un po’ come è avvenuto con i primi telefoni dotati di fotocamera, oppure con l’uscita delle prime macchine fotografiche digitali. In generale, comunque, anche gli operatori professionali riconoscono i vantaggi, in primo luogo della portabilità, e in secondo luogo della convenienza economica

Quali sono i vostri competitor e cosa vi distingue dalla concorrenza?

In generale abbiamo competitor che offrono soluzioni tecnologiche diverse. Per quanto riguarda i sistemi per microscopia, i nostri competitor sono produttori di microscopi, digitali e non digitali, di tipo standard. Quindi sistemi che non hanno la caratteristica di portabilità offerta dai nostri sistemi. Altri sistemi per microscopia con portabilità simile alla nostra non offrono lo stesso livello di ingrandimento e di potere di risoluzione. A prova di ciò vi è il fatto che università di prestigio internazionale hanno scelto DIPLE per le loro attività.

Per quanto riguarda le lenti per macrofotografia, vi sono molti competitor che offrono soluzioni tecniche diverse, principalmente lenti a clip; di conseguenza, le lenti della concorrenza, benché piccole, non possono essere trasportate nel portafoglio o sul telefono come il nostro prodotto, andando quindi a creare una differenza sostanziale tra la nostra tecnologia e gli altri dispositivi. 

Quali sono gli obiettivi della campagna di crowdfunding?

L’obiettivo è di raccogliere capitali per investirli in marketing e in strumentazione/attrezzature per aumentare la capacità produttiva necessaria a soddisfare la richiesta. Abbiamo infatti osservato un’ottima risposta del pubblico alle attività di marketing messe in campo negli ultimi mesi.

Inoltre, investiremo in ricerca e sviluppo per mantenere il vantaggio competitivo. In parallelo amplieremo il team in modo da affrontare al meglio la progressione delle attività. 

Quali sono gli sviluppi futuri del progetto e gli obiettivi a medio-lungo termine?

In sintesi, puntiamo ad una crescita tecnologica con le nuove generazioni dei prodotti già sul mercato, e con sviluppi orientati ad applicazioni professionali, destinati a diversi ambiti di utilizzo (principalmente mercati educational, medico-veterinario, elettronica di consumo).

Puntiamo anche a una forte espansione commerciale negli Usa, tramite la nostra sussidiaria SMO-US Corp., e in Cina, tramite il nostro partner cinese GeWu Optics Ltd.


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