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Sanixair, Tiziano Rossi: "Oggi tutti hanno bisogno di sanificazione"

Redazione BacktoWork 17/11/2020

Il co-founder e marketing director della startup Sanixair racconta come sia cambiato negli ultimi mesi l’approccio del pubblico al tema della sanificazione ambientale.

Di cosa si occupa la vostra startup?

Sanixair si occupa di sistemi integrati di sanificazione continua dell’aria. In questo frangente utilizziamo varie tecnologie: quella principale è la cosiddetta fotocatalisi, nota anche come ossidazione fotocatalitica (Pco), una sanificazione che avviene già in natura, ma non all’interno degli ambienti. Questo perché per funzionare ha bisogno di frequenze luminose tra UVA e UVC e di materiali catalizzanti che reagiscono a queste specifiche frequenze luminose, prendendo l’umidità relativa dell’aria (H2O) e trasformandola in perossido d’idrogeno (H2O2), che sarebbe poi il nome scientifico dell’acqua ossigenata, uno dei prodotti indicati anche dal Ministero della Salute proprio per la sua azione igienizzante.

Qual è l'idea dietro al vostro progetto e quali problematiche risolve?

L’idea del progetto è quella di offrire servizi e sistemi di sanificazione continua, proprio per risolvere il problema della qualità dell’aria nei luoghi chiusi, legato alla carica microbiologica presente sia negli ambienti che nell’aria. Se abbiamo investito così tanto sulla sanificazione è stato anche perché ci siamo accorti che era un settore troppo lasciato al rischio e in un certo senso alla fortuna. Quando abbiamo aperto Sanixair abbiamo dovuto sensibilizzare molto i nostri clienti, spiegando che non era possibile lasciar circolare una carica batterica alta all’interno degli ambienti. Purtroppo poi il mondo ci ha dato ragione prima di quanto ci aspettassimo. Pur non immaginando che potesse succedere quello che poi è accaduto, eravamo consci di diverse avvisaglie che erano state registrate negli ultimi anni. Nel 2018 era infatti emerso un focolaio di legionella in Trentino Alto Adige all’interno degli impianti idraulici degli alberghi. Quindi avevamo già avuto allarmi simili, seppur non di questa portata.

Sanixair

una soluzione tecnologicamente evoluta ed economicamente accessibile per uno dei problemi più attuali e in crescita della nostra società: la scarsa qualità dell’aria

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In questi ultimi mesi per ovvi motivi si parla molto di sanificazione ambientale, ma cosa differenzia Sanixair rispetto alle altre realtà operanti nel settore?

Noi nell’aprile 2019 abbiamo aperto la startup basandoci sulla fotocatalisi – che all’epoca in Italia era pressoché inesistente, persino online – e da lì in poi l’abbiamo sviluppata. Quando siamo andati ad analizzare le componentistiche ci siamo accorti che questi materiali fotocatalitici non erano così performanti e dunque da lì abbiamo iniziato un processo di sviluppo, portato avanti anche grazie all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e alla Facoltà di chimica dell’Università di Firenze. Grazie a questo possiamo dire che la tecnologia di Sanixair è di altissimo livello.

A quale segmento di mercato è rivolta la vostra startup e qual è la strategia di comunicazione che state adottando per promuoverla?

Sanixair si rivolge principalmente al B2B, anche di piccolo taglio, oppure al B2C, offrendo un canone mensile con un servizio di manutenzione e gestione che vada a dimostrare l’efficienza continua del nostro sistema. Noi forniamo un pannello di controllo dove il cliente può vedere che la sanificazione sta avvenendo sempre in maniera efficiente, anche attraverso un’apposita rete sviluppata con Microsoft Azure Data Share, che è un sistema hardware di Microsoft ideato appositamente per l’IoT, con cui abbiamo avviato una collaborazione già da settembre 2019 proprio per poter trasformare in chiave tecnologica i nostri sanificatori.

Per quanto riguarda invece le strategie di comunicazione stiamo partendo con una nuova campagna pubblicitaria, sia in televisione che su carta stampata, radio, web e social, e quindi Google, LinkedIn, Instagram e YouTube. In televisione partiremo da lunedì 16 novembre con uno spot che verrà mandato in onda sino a tutto dicembre.

Qual è attualmente il piano di crescita di Sanixair, e come sono cambiate le vostre prospettive con la pandemia di Covid-19? 

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Quando abbiamo eseguito l’analisi di mercato per capire chi fossero i nostri clienti potenziali, abbiamo individuato inizialmente il mondo dell’hospitality di alto livello e il mondo sanitario, luoghi dove avere una carica batterica alta risulta essere rischioso per chi soffre di particolari patologie. Attualmente però la prospettiva è completamente cambiata: se prima infatti dovevamo capire chi potesse essere interessato ad un prodotto di sanificazione continua, oggi sarebbe invece molto difficile trovare una persona che non abbia la necessità di sanificare i propri ambienti. Siamo passati da due mercati di nicchia a un mondo dove tutti hanno bisogno di sanificazione.

In conclusione, come verrà investito il denaro raccolto attraverso il crowdfunding?

Già più del 50% del nostro bilancio lo investiamo in ricerca e sviluppo per i prodotti e la tecnologia. Tuttavia, ogni volta che prototipiamo un prodotto dobbiamo poi mandarlo alle università per fare tutto ciò che è sviluppo, test, analisi e certificazione. Abbiamo quindi deciso di raccogliere nuovi capitali anche per finanziare questa tipologia d’investimento: creare un laboratorio di analisi continuo al fine di verificare e certificare i sistemi di sanificazione

Ma non è soltanto un esclusivo discorso economico: abbiamo scelto di avviare una campagna di crowdfunding perché crediamo nella partecipazione e vogliamo aprire il nostro progetto coinvolgendo un pubblico più ampio. 


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