Melanie Diziol: "Supermicron, infrastrutture più sicure con le nostre tecnologie"

Redazione BacktoWork 19/05/2022

Un insieme di soluzioni permette di monitorare in tempo reale lo stato delle infrastrutture in vari campi, aumentando a livelli esponenziali la sicurezza di tutti

Una rete infrastrutturale che rispecchia la complessità di un territorio, quello italiano, dalle caratteristiche uniche, disteso tra le montagne e il mare, e con un’importante presenza fluviale e lacustre.

Tanto per avere un’idea delle sue peculiarità, nel nostro Paese si trova qualcosa come il 60 per cento di tutte le gallerie europee e, in una rete stradale che si dipana su circa 180 mila chilometri, sono presenti circa 30 mila ponti, dei quali circa il 10 per cento ha una lunghezza superiore ai 100 metri.

Il tutto caratterizzato da uno stato di manutenzione che non sempre è all’altezza, a voler usare un eufemismo.

Facendo sì che, ancora una volta, a parlare siano i dati, vale la pena segnalare, in questo senso, che ben 1.400 viadotti non hanno una specifica gestione e, pertanto, non sono soggetti ad alcun monitoraggio e che sono quasi 2.000 le strutture a rischio che necessitano provvedimenti in qualche caso urgenti per garantire la loro stabilità.

Questa lunga premessa è doverosa per introdurre InSensus Project, Pmi innovativa nata nel 2015 e che ha il suo core business nello sviluppo, nella produzione e nella vendita di soluzioni per il monitoraggio strutturale.

Ce ne parla Melanie Diziol, co-founder e Ceo, tedesca di nascita e italiana di adozione che, da oltre 10 anni, si occupa di startup, dapprima come consulente esterna per l’avviamento d’impresa e ora per il lancio della propria azienda.

Al centro dell’azienda oggi c’è Supermicron, una tecnologia brevettata che consente il facile monitoraggio delle infrastrutture

Qual è l'idea che sta alla base della vostra impresa?

Il monitoraggio strutturale, continuo e in remoto, ad oggi è poco diffuso. Le cause sono da ricercarsi principalmente negli elevati costi dei sistemi di monitoraggio e nella frammentazione del mercato di riferimento.

La maggior parte delle strutture viene monitorato principalmente attraverso ispezione visiva, che porta ad importanti “tempi morti” tra una sessione e l’altra, durante i quali non sono disponibili dati riguardati l’andamento strutturale.

Il monitoraggio “in continuo” permette, invece, un’ottimizzazione della manutenzione della struttura e l’impostazione di allarmi e allerte in caso di comportamento critico.

Perché è nata InSensus Project? E quali sono state le sue milestone?

Lo scopo è stato quello di accogliere lo sviluppo di un’innovativa tipologia di sensori strutturali, lo Smart Skin Sensor, tecnologia pluribrevettata dall’azienda e alla base di ogni soluzione per il monitoraggio proposta. Tale sviluppo è stato supportato dalla Commissione Europea con un finanziamento a fondo perduto nell’ambito di Horizon 2020 - SME Instrument, portando InSensus Project nella cosiddetta Champions League delle aziende europee. Successivamente abbiamo ricevuto ben 3 Seal of Excellence da parte della Commissione Europea, partecipato a competizioni di primo livello, come Hello Tomorrow 2020, vinto prestigiosi premi come la call di Terna spa Innovation for the Grid 2020.

SUPERMICRON

Il sistema finanziato dalla Commissione Europea per il monitoraggio di infrastrutture e territorio

Scopri il crowdfunding →

Qual è la storia professionale delle altre figure-chiave dell’azienda?

Guido Maisto, co-founder è l’inventore dei brevetti che stanno alla base del sistema Supermicron, nati grazie alle esperienze maturate nell’ambito della chimica del carbonio e dei materiali compositi. Con un passato da sportivo professionista e da gestore di team di successo, in Supermicron è responsabile della ricerca e sviluppo e della produzione dei prodotti custom.

Guido Furxhi è il nostro referente per gli sviluppi dell’elettronica e per il settore meccanico.

Ingegnere elettronico con grandissima esperienza nella meccatronica e nelle macchine utensili, intrattiene collaborazioni che spaziano dal mondo accademico - nazionale e internazionale - al settore industriale a quello della ricerca e sviluppo.

È il referente di Supermicron per gli sviluppi dell’elettronica e per il settore meccanico.

Giorgio Cecchinato, design engineer con una lunghissima esperienza professionale maturata in Europa e in Medio Oriente nelle produzioni in materiali compositi, si occupa dello sviluppo di Supermicron verso nuovi mercati e nuovi campi di applicazione.

Enrico Di Liddo è il responsabile della produzione e del magazzino con più di 30 anni di esperienza nella lavorazione di materiali compositi, spaziando dal settore automobilistico a quello nautico.

Potrebbe spiegare il funzionamento della tecnologia che sta alla base dell'idea come se avesse di fronte un bambino?

Il cuore del sistema è l'innovativo e brevettato Smart Skin Sensor, un sensore di deformazione costruito in materiali compositi che integra un elemento sensibile costituito da fibre e/o nanotubi di carbonio.

Lo Smart Skin Sensor si completa con una microelettronica che comprende un sensore di temperatura, un sensore combinato di assetto e un modulo radio, assemblati in un singolo PCB. Ogni sensore, quindi, rileva simultaneamente la deformazione, l’inclinazione, la temperatura ed eventuale scosse sismiche e vibrazioni.

Il Gateway, che dialoga in modo bidirezionale con i sensori, inoltra le misurazioni a un server dove, dopo essere state decriptate, una potente interfaccia grafica le rende accessibili via computer o tablet o smartphone. In questo modo, il gestore della struttura monitorata con Supermicron dispone di informazioni dettagliate e in tempo reale, e può intervenire da remoto sulle impostazioni di sistema e sugli allarmi.

Quali sono state le circostanze che hanno maggiormente ispirato l'avvio dell'iniziativa?

Supermicron nasce da un’intuizione di Guido Maisto, skipper italiano di livello mondiale con alle spalle tre edizioni della Whitbread Round The World Race oltre al Fastnet, alla Giraglia, alla Middle Sea Race, eccetera.

L’esperienza maturata in questo ambito è stata la fonte di ispirazione. Profondo conoscitore della lavorazione di materiali compositi, Guido decide di sfruttarne le performance tecniche per realizzare un sensore flessibile, in grado di misurare anche il più piccolo cambiamento di stato di una struttura, e di adattarsi a qualunque superficie. Di qui alla realizzazione del primo prototipo il passo è stato breve.

L’idea si evolve attraverso l’applicazione di un sistema di trasmissione wireless dei dati registrati dal sensore.

A quel punto il più è fatto. Dopo un periodo di sperimentazione sul campo Supermicron diventa una realtà in grado di rivoluzionare gli attuali metodi di monitoraggio perché garantisce maggiori possibilità di impiego a costi decisamente minori dei sistemi concorrenti.

In che modo la vostra tecnologia può sopperire alle difficoltà legate alle caratteristiche morfologiche dell'Italia?

Secondo l’ultimo rapporto ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), pubblicato a marzo 2022, il 94 per cento dei Comuni italiani è a rischio dissesto idrogeologico: 7.423 centri, dalle piccole realtà alle grandi metropoli.

L’Italia è un territorio fragile esposto a frane, inondazioni, alluvioni e soggetto ad erosione costiera: oltre 8 milioni di persone abitano in aree ad alta pericolosità.

Di questo 13 per cento di italiani che vivono sotto la minaccia costante della natura, ci sono 1,3 milioni di persone a rischio frane.

Oltre che alla morfologia del nostro territorio, le cause sono legate ai cambiamenti climatici e al consumo di suolo.

Complessivamente il 18,4 per cento del territorio nazionale è classificato a pericolosità frane elevata, molto elevata e/o a pericolosità idraulica media.

L’espansione delle aree urbanizzate, spesso in assenza di una corretta pianificazione territoriale, si somma agli effetti dei cambiamenti climatici in atto, ovvero un aumento della frequenza di piogge improvvise e estreme in alcuni periodi dell’anno e un incremento di fenomeni quali frane superficiali, colate detritiche e piene rapide e improvvise, le cosiddette flash flood, con conseguente cedimento degli argini.

Dal 2013 al 2019 il danno economico per l'Italia provocato da alluvioni e frane, eventi estremi intensificati dal riscaldamento globale, è stato pari a 20,3 miliardi di euro, per una media di quasi 3 miliardi ogni anno.

Il Land Sentinel offre una valida risposta, dal momento che integra in un unico strumento, che si adatta alle necessità del singolo sito franoso da monitorare, una pluralità di sensori in grado di rilevare ogni movimento del terreno. Permette, inoltre, non soltanto una messa in opera particolarmente veloce ma anche la raccolta dei dati in tempo reale e a distanza. Inoltre, il sistema consente l’integrazione di dati di sensori terzi, che vengono visualizzati ed elaborati dalla piattaforma informatica dedicata.

In che misura lo studio dei materiali è importante nell'economia del vostro business?

Lo studio continuo dei materiali, in particolare modo dei materiali compositi di ultima generazione e dei filamenti e nanotubi di carbonio, è alla base del nostro Smart Skin Sensor.

Quali sono e quali potrebbero essere i vostri business-partner?

I nostri business partner sono da suddividere in modo specifico per i diversi nostri prodotti:

  • Supermicron: costruttori e gestori di infrastrutture, offerenti di servizi di manutenzione. I campi di applicazione spaziano da ponti, tunnel, ferrovie, porti, edifici, fino a torri e pale eoliche.
  • Land Sentinel: protezione civile, regioni, province e comuni, gestori di bacini artificiali e il settore del mining.
  • Dukto: gestori di adduttrici di acqua potabile, gestori di condutture oil&gas.
  • Télemos: gestori di torri di telecomunicazione, di torri eoliche e tralicci.
  • HotSpot: gestori di line di trasporto di energia elettrica.
  • Neuron: costruttori di imbarcazioni e navi, gestori di imbarcazioni e navi.

Quali sono i vostri competitor e che cosa vi distingue dalla concorrenza?

Ad oggi, lo stato dell'arte nel rilevamento delle deformazioni si basa principalmente sull'uso di:

  • Fibre ottiche, una soluzione molto costosa e fragile che impiega hardware ingombrante, non adatto a retrofit;
  • Estensimetri in costantana, che sono di piccole dimensioni, fragili e difficili da applicare correttamente, impiegati per la ricerca e i test (automotive, aerospaziale);
  • Monitoraggio crepe, che rappresenta tuttavia solo una forma di controllo post-danno;
  • Accelerometri, che forniscono solo informazioni indirette sulla deformazione, basate sull’applicazione di algoritmi complessi;
  • Controllo visivo periodico tramite tecnici specializzati, sistema molto costoso e in grado di rilevare solo casualmente le deformazioni negli stadi iniziali.

La tecnologia Supermicron è diversa: ciascun punto di lettura monitorato fornisce simultaneamente i valori di deformazione, temperatura, inclinazione e vibrazione/attività sismica. A differenza della maggior parte dei prodotti concorrenti è un sistema completo e “chiavi in mano” che include dal sensore al software di visualizzazione.

Quali sono gli obiettivi della campagna di crowdfunding?

L’obiettivo della nostra campagna di crowdfunding è principalmente l’incremento importante della nostra attività commerciale e di marketing.

Dopodiché vorremmo che ci supportasse per l’automatizzazione integrale della nostra linea di produzione, per ottenere certificazioni specifiche (per esempio per il mercato Usa e per l’applicazione su condutture oil&gas), e per l’ampliamento del parco brevetti.

Oltre al finanziamento dei punti indicati, dalla campagna di equity crowdfunding ci aspettiamo un effetto di promozione e di visibilità dei nostri prodotti.

Quali sono gli sviluppi futuri del progetto e gli obiettivi a medio-lungo termine?

Per il futuro dell’azienda (da tempo non è più soltanto un progetto, nda) puntiamo sull’espansione in Europa per il 2023, per poi approcciare altri, mercati principalmente quello americano, indiano, giapponese e africano.


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