MedTech: l’innovazione corre veloce

Redazione BacktoWork 13/09/2021

In molti contesti il Covid è stato un acceleratore del cambiamento. L’impatto della pandemia sul settore healthcare e sul sistema sanitario è stato enorme ed ha determinato l’emergere di nuove esigenze. Il comparto dei medical device, in particolare, ha conosciuto una forte spinta e beneficerà anche nei prossimi anni della crescita degli investimenti in innovazione e tecnologia. 

Parliamo di un settore centrale per la prevenzione, la diagnosi, il monitoraggio e la cura della salute delle persone, che ricomprende le apparecchiature e attrezzature mediche ma anche un’area in rapido sviluppo come quella dei dispositivi diagnostici in vitro, cioè i test che usano campioni biologici (per esempio sangue, urina o tessuti)

Le prospettive del mercato post-Covid

Le previsioni indicano che il mercato dei medical device a livello globale raggiungerà i 745,0 miliardi di dollari entro il 2030, crescendo mediamente del 5,0% all'anno a causa dell'invecchiamento della popolazione in tutto il mondo, della diffusione di malattie infettive e della crescente prevalenza di malattie croniche, ma anche come conseguenza della penetrazione dell'assicurazione sanitaria.

Per quanto riguarda l’Italia, secondo i dati IQVIA relativi al canale ospedaliero, il mercato dei medical device nell’ultimo anno mobile, terminato alla fine del primo trimestre 2021, ha registrato un valore di 5,569 miliardi di euro, in crescita del 4% rispetto all’anno precedente. A guidare la crescita sono state le categorie di medical device legate alla diagnosi e al trattamento del Covid-19 (soprattutto i dispositivi diagnostici in vitro), mentre proprio la pandemia ha frenato i dispositivi rientranti in tutte le altre categorie (in particolare quella protesica, dell’apparato cardiocircolatorio e della cosiddetta chirurgica), che hanno riportato tassi di crescita più contenuti o in alcuni casi in leggera flessione.

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In prospettiva la maggior parte degli analisti concorda nel vedere buone possibilità di rafforzamento nel mercato dei dispositivi cardiovascolari e di quelli ortopedici che escono da un 2020 difficile condizionato dall’emergenza pandemica che ha costretto a rimandare tutte le operazioni ritenute non urgenti. L’uscita dalla fase di emergenza sanitaria avrà effetti anche nel segmento della diagnostica. Diminuirà la richiesta di test per il Covid, ma le aziende potranno dedicarsi ad altri prodotti per segmenti potenzialmente interessanti come, ad esempio, quello oncologico.

La ricerca e la spinta all’innovazione continua

Il comparto medtech è caratterizzato da un flusso costante di innovazioni, che sono il risultato di un alto livello di ricerca e sviluppo all’interno dell’industria. Basti considerare che i prodotti hanno tipicamente un ciclo di vita di soli 18-24 mesi prima che una nuova versione diventi disponibile. Mentre la media globale di R&S nel settore (spesa in R&S come percentuale delle vendite) è stimata intorno all’8%.

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Nel 2020, più di 14.200 domande di brevetto sono state depositate presso l’Ufficio europeo dei brevetti (Epo) nel campo della tecnologia medica, il che rappresenta una crescita del 2,6% delle domande rispetto all’anno precedente. Il comparto della tecnologia medica rappresenta l’8% del numero totale di domande di brevetto, il più alto tra tutti i settori in Europa. Il 38% di queste domande di brevetto sono state depositate dai Paesi dell’Ueb (Ue27, Regno Unito, Norvegia e Svizzera) e il 62% da altri Paesi, con gli Stati Uniti che si sono ritagliati una importante fetta del 39%. Per fare un confronto con altre aree della medicina, circa 8.500 domande sono state depositate nel campo farmaceutico e altre 7.200 in quello della biotecnologia. Mentre nell’ultimo decennio il numero di depositi dell’Ueb nel campo della tecnologia medica è raddoppiato, le domande di brevetto nel settore farmaceutico e biotecnologico sono rimaste relativamente stagnanti. Inoltre, il rapporto tra brevetti concessi e domande di brevetto è cresciuto costantemente negli ultimi anni, raggiungendo il 73% nel 2020.


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