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FinTech in Italia, il settore si conferma ad alto potenziale

Redazione BacktoWork 24/09/2020

Dopo la crescita registrata negli ultimi anni, l'ecosistema italiano del FinTech ha mostrato incoraggianti segnali di resilienza durante la pandemia. E per il futuro - secondo un'analisi di EY e Fintech District - si aprono nuove opportunità di sviluppo.

Startup e investimenti: la situazione del settore

Il numero delle FinTech in Italia è in costante crescita: nel 2011 se ne contavano 11, arrivate a 199 nel 2015. Nel 2020 ne sono state censite 345, per quasi la metà concentrate in Lombardia (169) e attive principalmente nel crowdfunding (71), data analytics, machine learning e artificial intelligence (35), pagamenti smart (34) e servizi di lending (30).

Il valore mediano dei finanziamenti raccolti si attesta sui 700 mila euro per startup, con il 95% che arriva ad una post-money valuation superiore a 1 milione di euro. Per la maggior parte si trovano in uno stadio intermedio di crescita (Early Stage, Early Growth) e circa il 70% ha come obiettivo, per il prossimo round di finanziamento, investitori istituzionali, in particolare fondi di venture capital internazionali.

Gli investimenti sono ancora in ritardo rispetto ad altri Paesi: nel 2019 l'Italia ha attirato solo il 2% del capitale totale investito in FinTech in Europa, rispetto al 50% del Regno Unito e al 19% della Germania. Ma, sottolinea la ricerca, il gap ha iniziato a ridursi, grazie allo sviluppo di condizioni più favorevoli e alla maggiore collaborazione tra operatori tradizionali e startup. Dal 2016 al 2019, infatti, i finanziamenti alle startup italiane sono cresciuti ad un CAGR di oltre il 60%. E nonostante le difficoltà registrate su scala globale a causa della pandemia, le principali attività di fundraising nell'arco dei primi otto mesi del 2020 hanno totalizzato 90 milioni di euro, un dato che fa ben sperare in ottica futura.

Outlook: le aree su cui puntare

Il Covid ha posto al settore grandi sfide, ma anche nuove opportunità legate alla crescente digitalizzazione delle imprese e ai cambiamenti nei comportamenti dei consumatori, imprimendo una accelerazione ad alcuni trend già in atto prima della pandemia. L'interesse per l'innovazione nei servizi finanziari è cresciuto sia presso la clientela retail sia presso gli investitori. Sebbene gli operatori tradizionali rappresentino ancora per il 55% degli italiani il primo punto di contatto per accedere a prodotti bancari e assicurativi, il tasso di adozione delle soluzioni FinTech in Italia è aumentato del 51%.

A partire da questo scenario, EY e Fintech District evidenziano alcune aree di sviluppo particolarmente promettenti nel breve-medio termine

  • Le PMI, spina dorsale dell'economia italiana, richiederanno di essere meglio servite dalle banche, facendo leva sulle soluzioni offerte dalle FinTech. 
  • La Cyber Security e la Cyber Insurance diventeranno sempre più prioritarie a causa delle sfide e delle criticità legate alla trasformazione digitale. 
  • La Compliance continuerà a svolgere un ruolo primario nei servizi finanziari, pertanto le RegTech avranno un ruolo fondamentale nella digitalizzazione dei processi regolamentari. 
  • Le WealthTech, abilitate dall'AI, saranno la rivoluzione nel settore del Wealth & Asset Management
  • L'Open Banking rappresenterà un'enorme opportunità di collaborazione tra i diversi attori del sistema bancario e le FinTech, elemento fondamentale per il successo.

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