E-mobility: l’Italia e la “svolta elettrica”

Redazione BacktoWork 13/01/2022

Il consumatore italiano sembra pronto per il passaggio ai veicoli elettrici e a nuove forme di mobilità più attente alla sostenibilità e all’impatto ambientale. Ma alcuni fattori, tra cui in primo luogo il sistema di infrastrutture di ricarica, potrebbero frenare lo sviluppo del mercato. Le risorse del PNRR saranno fondamentali per il successo della transizione verso un’economia de-carbonizzata nel settore automotive e dei trasporti.

Secondo il nuovo EY Electric Vehicle Country Readiness Index, l'Italia è oggi penultima nella classifica dei dieci principali mercati automobilistici per grado di maturità e “readiness” rispetto alla mobilità elettrica e sostenibile

L’indice elaborato da EY identifica tre Paesi leader a livello globale nella svolta elettrica, Cina, Svezia e Germania, che si posizionano davanti a Regno Unito, Corea del Sud e Stati Uniti. Nelle ultime posizioni troviamo nell’ordine il Giappone, il Canada, l’Italia al nono posto e, infine, l’India a chiudere la classifica.

Il nostro Paese mostra dunque un certo ritardo nell’ambito della mobilità sostenibile. Alcuni fattori non sono ancora maturi, rispetto a ciò che accade nei Paesi ad oggi trainanti, mercati dove la filiera industriale è già ad uno stadio avanzato di conversione all’elettrico e dove sono presenti infrastrutture adeguate. Ma il mondo della mobilità è in rapida evoluzione. In Italia vi sono nuove tendenze in atto, sia dal punto di vista dell’offerta di soluzioni, che della domanda, che fa registrare importanti cambiamenti, primo fra tutti una maggior propensione all’acquisto di veicoli elettrici.

Passaggio all’elettrico: il consumatore italiano è pronto

Nonostante il ritardo accumulato dal nostro Paese rispetto ad altre nazioni “early adopters” della e-mobility, negli ultimi mesi si è percepita a livello nazionale una grande attenzione verso le tematiche green, anche per via degli effetti della pandemia da Covid-19, che ha cambiato le abitudini di spostamento e le preferenze degli utenti.

L’indice EY evidenzia come il consumatore italiano sia pronto per il passaggio alla mobilità elettrica come prossima scelta, motivato principalmente dagli incentivi governativi e da una crescente consapevolezza ambientale. Un orientamento che è confermato dai numeri: se le vendite complessive di auto in Italia sono diminuite del 28% su base annua, le immatricolazioni di veicoli elettrici (BEV e PHEV) sono cresciute del 232% nello stesso periodo. 

“È fondamentale intercettare e anticipare le trasformazioni del mercato della mobilità per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori”, osserva Paolo Lobetti Bodoni, EY Consulting Market Leader Italia. “I nostri dati mostrano che i consumatori sono sempre più attenti ad integrare la sostenibilità nei propri criteri di scelta: il 54% del campione preso in esame, in procinto di cambiare auto entro i prossimi tre anni, è orientato verso modelli ad alimentazione ibrida (43%) o elettrica (11%)”. Tra i motivi spiccano lo stile di vita attento all’ambiente (43%), la possibilità di accedere nel centro della città e nelle ZTL (35%), oltre al minor costo chilometrico e di manutenzione (33%) e agli incentivi economici all’acquisto (30%).

Il nodo infrastrutture di ricarica e il ruolo del PNRR

L'Italia, che è un importatore di energia elettrica con un deficit di fornitura del -6,9%, deve affrontare la sfida della minore affidabilità della rete e puntare all’espansione delle infrastrutture di ricarica. Nel 2020 il rapporto tra colonnine di ricarica e veicoli elettrici era di 0,13, in linea con la media globale di 0,1, ma una cosa è sotto gli occhi di tutti: i caricatori veloci pubblici installati sono una percentuale ancora troppo esigua, solo il 3,3% del totale.

In questo senso - osservano gli esperti di EY - il PNRR rappresenta una grande opportunità di accelerazione per quanto attiene alle infrastrutture di ricarica “fast e superfast", ma anche per la copertura capillare sul territorio delle colonnine “quick” a bassa potenza, che consentiranno di rispettare l’obiettivo complessivo dell'Italia di oltre 3,4 milioni di punti di ricarica al 2030, di cui 32.000 pubblici veloci e ultraveloci

Se rimangono determinanti per il successo della transizione elettrica alcuni elementi cardine come le infrastrutture di ricarica, gli stimoli governativi e i meccanismi incentivanti (di natura economica e non economica), in parallelo risulta fondamentale l’impegno pubblico/privato nella predisposizione di un ecosistema completo e di una supply chain integrata e lo sviluppo di innovativi modelli di servizi.

“Il processo di decarbonizzazione dei trasporti è destinato ad essere una delle leve-chiave per affrontare il cambiamento climatico”, commenta Giovanni Passalacqua, Partner e Automotive Consulting Leader di EY Italia. “È necessario che l’Italia, tra i Paesi “followers” nella conversione verso una mobilità elettrica, faccia sistema in un disegno ampio di partnership pubblico/privato per garantire un consolidamento a livello produttivo, infrastrutturale e di servizi. Per creare un ecosistema efficiente, interconnesso, competitivo e sostenibile sarà vitale mettere a fattor comune tutti i player del settore della mobilità e non solo”. 


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