Digital Markets Act: così l’UE vuole proteggere lo sviluppo hi-tech del Vecchio Continente

Redazione BacktoWork 20/04/2022

L'Unione Europea intende limitare il potere delle Big Tech con un set di regole destinate a disciplinare la protezione dei cittadini dai comportamenti abusivi online 

Arriva il Digital Markets Act (DMA), la normativa voluta dai membri dell'Unione Europea con l’obiettivo di frenare il potere delle grandi società tecnologiche come Apple, Amazon, Google e Meta, costringendole a cambiare il modo in cui integrano ed erogano i servizi digitali e gestiscono i dati degli utenti. 

Queste nuove regole digitali potrebbero diventare effettive già nei prossimi mesi, secondo la roadmap tracciata da Margrethe Vestager, vicepresidente esecutivo della Commissione europea e commissaria per la concorrenza.

Il testo del DMA è stato approvato in via provvisoria dopo una discussione di otto ore tra Parlamento, Consiglio e Commissione dell'UE che hanno messo al centro della questione le cosiddette “società gatekeeper" che fornendo servizi con le loro piattaforme molto probabilmente mettono in atto pratiche commerciali sleali.

Le società sotto controllo 

Inizialmente, DMA riguarderà tutte quelle società che annoverano una capitalizzazione di mercato di almeno 75 miliardi di euro (o vendite in Europa di oltre 7,5 miliardi di euro), almeno 45 milioni di utenti mensili e che forniscono determinati servizi digitali, come browser web, assistenti virtuali, messaggistica o applicazioni che facilitano le relazioni sociali.

In linea con il Digital Markets Act, presto, le app di chat private come WhatsApp e Facebook Messenger potrebbero essere costrette a interagire tra loro, offrendo agli utenti più opzioni su come inviare i messaggi, senza doversi preoccupare della piattaforma su cui si trova il destinatario.

DMA ha una portata ampia, consente una serie di azioni antitrust e contiene richieste specifiche per le società tecnologiche. Oltre alla questione dell'interoperabilità, queste ultime includono anche il diritto alla disinstallazione, i controlli sull'accesso ai dati personali, una maggiore trasparenza a proposito delle pratiche di targeting pubblicitario, la fine dell'autopreferenza dei fornitori per i propri servizi e l'interruzione di determinati requisiti degli app store per gli sviluppatori.

Che cosa si rischia

Contrariamente alla normativa antitrust attualmente in vigore, che è applicata ex post, ossia solo dopo che la condotta anticoncorrenziale è stata posta in essere e verificata, uno dei pilastri della nuova strategia digitale europea è ex ante

I già citati gatekeeper, in rapida sintesi, saranno identificati in base a condizioni chiaramente definite a priori. Se si notano comportamenti sospetti ai sensi del Digital Markets Act, le aziende saranno chiamate a rispettare una serie di divieti e obblighi chiari ed evidenti per non incorrere in una lunga serie di decisioni che scattano in caso di pratiche sleali.

Se una società di controllo non rispetta le regole, la Commissione avrà l'autorità di infliggere un'ammenda fino al 10 per cento del fatturato mondiale totale di una società nell'esercizio precedente, o al 20 per cento in caso di infrazioni ripetute. Se si scopre che una società viola costantemente la legislazione, la Commissione europea può vietarle di acquisire altre società per un certo periodo di tempo. 

Non solo: la violazione sistematica delle norme potrà portare all’applicazione di rimedi di natura straordinaria quali l’obbligo di cessione di parte degli asset aziendali o delle proprietà aziendali (splitting). 

Christian Ahlborn, partner e co-responsabile del settore tecnologico dello studio legale londinese Linklaters, ha affermato che, sebbene nell'ultima bozza di legge siano state fatte alcune concessioni da tutte le parti, i soggetti coinvolti nell'elaborazione della normativa hanno visto approvare molti emendamenti specifici. 

L’Europa cambia faccia

Negli ultimi anni, l’atteggiamento delle autorità europee, ma in fondo anche di quelle americane nei confronti delle società Big Tech è decisamente cambiato al punto che oggi è impossibile prescindere da posizioni forti nei confronti dei sempre più numerosi fenomeni abusivi presenti sul mercato digitale tra cui la diffusione strumentale di fake news, l’eccessiva concentrazione di posizioni di potere e dominanti rispetto al controllo e all’utilizzo dei degli utenti e la profilazione di questi ultimi mediante algoritmi.

Al fine di porre rimedio alla situazione di incertezza normativa che ha finora accompagnato il mercato digitale, proprio con il Digital Markets Act la Commissione Europea ha annunciato la propria strategia digitale, che sarà composta da una serie di atti normativi interconnessi, tra i quali è degno di nota anche il Digital Services Act (DSA).


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