Investimenti in startup, le quattro “M” da tenere d’occhio

Pubblicato 2 anni fa

“M”: Market, Model, Management e Momentum. Sono questi i punti da cui bisogna partire se si vuole investire in una startup o in una PMI.

Quando si parla di investimenti in startup, sono sicuramente da prendere in considerazione i consigli di chi questo mondo lo conosce bene. Come George Deeb, investitore, autore del libro “101 Startup Lessons-An Entrepreneurs Handbook” e Managing Partner di Red Rocket Ventures, società di consulenza con sede a Chicago. Chiamato come giudice in una competition di startup, Deeb si è reso conto come tutte le domande di valutazione delle aziende girassero intorno a quattro “M”: Market, Model, Management e Momentum. Sono questi i punti da cui bisogna partire se si vuole investire in una startup o in una PMI.

  • Market. Il mercato va osservato secondo due punti di vista differenti: industriale e competitivo. Secondo il primo, più il mercato è ampio e ha una forte crescita, più ottiene interesse. Per quanto riguarda la concorrenza invece, meno ce n’è e meglio è. Quindi sicuramente è preferibile arrivare per primi, piuttosto che cercare di ritagliarsi uno spazio in un luogo già affollato: quello spazio ‘bianco’ dove poter brillare.
  • Model. Il modello di business e il modello economico sono fondamentali: come l’azienda intende fare soldi? Di quanto saranno i ricavi nei prossimi cinque anni e cosa significherà questo sul proprio investimento?
  • Management. La gestione della startup può avere diverse variabili: quanta esperienza hanno i founder? Il team riesce a lavorare bene insieme? Sono credibili? Le loro personalità sono compatibili con quelle dell’investitore, dato che passeranno molto tempo insieme?
  • Momentum, ossia l’andamento del mercatoSe i clienti e i ricavi salgono velocemente, allora significa che il “proof of concept”, la “prova del concetto”, funziona. Questa è, secondo Deeb, il parametro più importante: bisogna focalizzarsi meno sul prodotto e di più sul marketing intorno al prodotto.

Prima di decidere di proseguire con i propri investimenti in startup e diventare un business angel, Deeb consiglia di valutare bene le sue “quattro M”. Per poi lanciarsi verso il successo.